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Federico, cuore amaranto in Scozia: ''Qua niente perquisizioni. Per Arezzo-Siena invece...''

Lettera in redazione di un tifoso vero, che i colori amaranto li ha sostenuti ovunque, al nord e al sud, in B e in D. Da una parte biglietti a costi accessibili, visuale perfetta, nessun prefiltraggio; dall'altra caschi, scudi, striscioni sequestrati e bandiere guardate con sospetto. Poi all'aeroporto di Fiumicino, dove i controlli servirebbero veramente, il nulla. Una riflessione con cognizione di causa sul tema della sicurezza



la curva Minghelli con i bandieroni che sventolanoFederico è tifoso dell'Arezzo da una vita. Uno di quelli che ha seguito la squadra in casa e in trasferta per anni e anni, al nord e al sud, in B e in D. Da qualche tempo vive e lavora in Scozia, ma domenica scorsa non ha resistito al richiamo del derby, si è fatto andata e ritorno con il volo Edimburgo/Roma e ha visto la partita dagli spalti della Minghelli. Una volta rientrato a casa, ci ha scritto queste sue riflessioni su un tema che è sempre molto dibattuto: quello della sicurezza negli stadi (e fuori).

 

''Mi trovo per motivi di lavoro in UK e per cercare di addolcire la mancanza dello stadio e dell'Arezzo mi vado a vedere a volte partite nella zona. Solitamente calcio minore dove credo si trovino ancora valori veri non avvelenati da telecamere, milioni e paillettes. Mi è capitato di vedere anche due partite importanti come Celtic-Dinamo Zagabria di Europa League e Scozia-Polonia per le qualificazioni alla fase finale degli Europei.

 

In entrambi i casi ho fatto un biglietto di 20 sterline (circa 25 euro) per settori coperti e ottima visuale di gioco. Mai mi è stato chiesto il documento, né al rilascio del tagliando né all'ingresso stadio. Il biglietto, con stupore personale, non è nominale! All'entrata in entrambi i casi sono arrivato al cancello del settore senza alcun prefiltraggio e nessuno mi ha perquisito (questa prassi non è prevista). I poliziotti di servizio allo stadio non hanno casco né scudo... cordialità incredibile! Il tutto di fronte a 50.000 presenze. Polacchi e croati peraltro non hanno la fama della "gita scolastica" in Europa.

 

Già questo bastava per farmi capire che non tutto quello che ci hanno raccontato in Italia sul "modello anti hooligans" probabilmente era esatto. Sarebbe piu corretto dire che hanno preso un esempio da sventolare all opinione pubblica e lo hanno applicato in maniera completamente diversa. Infatti per entrare allo stadio Città di Arezzo in occasione del derby col Siena ho passato un prefiltraggio e una perquisizione abbastanza approfondita, il tutto sotto telecamere di sorveglianza e in possesso di un titolo nominativo. Ai ragazzi che avevano organizzato la coreografia sono stati sequestrati striscioni (assolutamente non offensivi) e le aste delle bandiere da sventolare. Solo una parte di quest'ultime sono state restituite grazie all'intervento dei signori Agnelli e Cucciniello che hanno evitato che un derby cosi sentito avesse una cornice incolore! Il tutto per una gara giocata davanti a circa 3.000 spettatori.

 

A distanza di 24 ore mi sono ritrovato di nuovo all'aereoporto di Roma per prendere il volo di ritorno. Entro nella hall di Fiumicino a mezzanotte in punto col mio zaino (che nessuno ha controllato) e mi stendo nella sala d'attesa dove alle circa 50 persone già presenti (di ogni provenienza e destinazione e con bagagli di ogni tipo) se ne aggiungono nell'arco di un paio d'ore altrettante. Tutte senza il minimo controllo. Alle 5 di mattina l'aereoporto è un brulicare di famiglie e gruppi di persone e mi chiedo cosa sarebbe potuto succedere se in uno di quei bagagli ci fosse stato dell'esplosivo. Non avremmo potuto parlare di falla nei controlli... nessuno ci ha controllato!

 

Salgono ansia, amarezza e rabbia alle quali però non voglio lasciar spazio perché nonostante la sconfitta che brucia ho avuto l'occasione di trascorrere una giornata con la mia gente, nella mia curva e con la mia squadra del cuore. Allora, atterrando ad Edimburgo, penso: beh, con i tempi che corrono almeno le curve sono a prova di terrorismo. Forza Arezzo!''.

 

Federico

 

scritto da: La Redazione, 07/04/2016





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