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Paolo a Londra davanti allo stadio dei Gunners
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L'Arezzo vuole lo stadio (con museo), il Comune vuole un progetto. Il tavolo resta aperto

Ieri in Aula il consigliere Bracciali ha presentato un'interrogazione che ha riaperto il dibattito sui rapporti tra il club amaranto e l'amministrazione. Nelle scorse settimane il presidente Ferretti, il Dg Riccioli, il sindaco Ghinelli e l'assessore Tanti si sono incontrati per confrontarsi sulla gestione dell'impianto: aperture di Palazzo Cavallo riguardo la concessione pluriennale con sfruttamento commerciale delle attività, ma serve un piano credibile con gli interventi di riqualificazione



sta per scadere la convenzione comunale per l'utilizzo dello stadioQuasi sempre sottovoce, ma ogni tanto le questioni legate all'Arezzo sfondano il muro di gomma delle istituzioni e arrivano fino al Consiglio Comunale. Ieri pomeriggio Matteo Bracciali, candidato sindaco del Pd alle ultime elezioni amministrative, ha presentato un'interrogazione riguardo il progetto di realizzare un museo amaranto.

''Si è diffusa l'idea di un museo dell'Arezzo Calcio, da allestire in alcuni locali dello stadio - ha detto Bracciali in Aula. Questo renderebbe la cittadella dello sport un'area attrattiva non solo sotto l'aspetto sportivo e sarebbe un impegno a costo zero per l'amministrazione".

 

Il progetto, in effetti, esiste da tempo. O meglio, esiste il desiderio di tanti tifosi che hanno trovato in Stefano Turchi, animatore della tribuna dedicata al vecchio cuore amaranto, il loro punto di riferimento. Collezionista di tutto ciò che riguarda l'Arezzo, memoria storica di decenni di calcio aretino, basterebbe il suo archivio personale per riempire qualche sala.

Ovviamente, un museo dedicato al passato e presente del calcio in città, richiederebbe un impegno molto grande oltre che spazi adeguati. E i cimeli potrebbero arrivare da ex calciatori, allenatori e dirigenti, oltre che dai tanti sportivi in possesso di una foto o un oggetto dal significato speciale. Per non parlare di articoli di stampa o vecchi filmati televisivi.

La società sta cercando di dare corpo all'idea e qualche passo avanti, negli ultimi mesi, è stato fatto. Non siamo più nel campo delle intenzioni, ma si comincia a inquadrare la questione su basi più concrete, anche con il coinvolgimento degli sponsor interessati.

 

Ghinelli e Bracciali durante l'ultima campagna elettoraleIeri, alla richiesta di chiarimenti circa le intenzioni del governo cittadino, l'assessore allo sport Lucia Tanti ha risposto con una favorevole apertura all'iniziativa. E' intuibile che un passo importantissimo sarebbe quello di arrivare a una gestione dello stadio totalmente in mano all'Arezzo. Il museo, non a caso, dovrebbe sorgere proprio all'interno dell'impianto. E la società amaranto, più che rinnovare la convenzione in scadenza (con tutti i lacci e lacciuoli collegati), coltiva il proposito di ottenere la struttura in concessione perlomeno decennale, beneficiando a quel punto dello sfruttamento commerciale degli ambienti, tra cui proprio il museo. 

 

Il presidente Ferretti, il Dg Riccioli, il sindaco Ghinelli e l'assessore Tanti si sono incontrati in più circostanze per confrontarsi sul tema. Da parte del Comune c'è disponibilità, ma solo a fronte della presentazione di un piano articolato e credibile per la ristrutturazione dello stadio. L'Arezzo, per ottenere la concessione e utilizzare a fini commerciali l'impianto fino al 2026 o oltre, deve impegnarsi a riqualificarlo. Non a parole ma su carta, con una documentazione attendibile.

Ed è qui che, come spiegava Riccioli nella conferenza stampa di un paio di mesi fa, potrebbero entrare in gioco i nuovi investitori. Il percorso sarebbe questo: acquisto quote dell'Us Arezzo trasformata da Srl in Spa, immissione di denaro fresco, progetto di ammodernamento dello stadio, concessione dal Comune, riqualificazione, iniziative commerciali, incremento introiti per il club.

 

Non sfugge a nessuno che le tessere del mosaico siano molte e che metterle al posto giusto non sia semplice. Ci vorrebbe tempo, che però non abbonda. E ci vorrebbe la garanzia che fili tutto liscio come l'olio, solo che quando si mescolano calcio, soldi e politica, gli imprevisti sono inevitabili. Di sicuro il domani dell'Arezzo, anche per ciò che riguarda il campo, passa proprio da qui, dalla dilatazione degli orizzonti d'investimento e dei ricavi. Un proposito molto ambizioso desinato a diventare la cartina di tornasole sul futuro della società.

 

scritto da: Andrea Avato, 29/04/2016





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