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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Salvezza raggiunta, come un anno fa. Ma il malumore è ovunque. E bisogna alzare l'asticella

Per la seconda stagione consecutiva l'Arezzo ha centrato l'obiettivo della permanenza in categoria. Lo stato d'animo della piazza, però, è diametralmente opposto rispetto al 2015. Ecco la cronistoria di un campionato pieno di luci e ombre: dall'inizio in salita alle rimonte subite all'ultimo minuto, dalla lunga imbattibilità esterna all'esplosione di Tremolada, fino all'esonero di Capuano e all'arrivo di Bucaro. Mesi che hanno segnato una frattura tra squadra, società e tifosi



l'ultimo Arezzo della stagione a RiminiSalvezza doveva essere e salvezza è stata. Per il secondo anno consecutivo l'Arezzo centra la permanenza in Lega Pro. Ma se il risultato è lo stesso, e i numeri simili, il contesto e gli umori sono diametralmente opposti. Dodici mesi fa l'ambiente era compatto e i tifosi contenti. Oggi il pubblico è sul piede di guerra. Colpa di una crisi che è nata dentro le stanze dei bottoni e che ha riportato al minimo la popolarità di Ferretti.

 

Nella stagione che va in archivio c'è dentro un po' di tutto. Dalle rimonte subite, ai troppi punti gettati al vento nei minuti finali. Dal sogno playoff accarezzato tra gennaio e febbraio, al rischio di rimettere in discussione una salvezza acquisita virtualmente. Passando per l'imbattibilità esterna per l'intero girone d'andata fino alla consacrazione di un talento come Tremolada: dieci gol e sette assist. Tecnica e visione di gioco che da queste parti non si vedevano da tempo.

Ma questa stagione passerà alla storia sopratutto per la fine dell'era Capuano, per l'epilogo avvelenato, per le guerre intestine, per la contestazione alla squadra e per la frattura profonda tra società e tifoseria.

Un cammino quello dell'Arezzo nel segno del fattore X. Inteso come pareggio: alla fine sono addirittura 18 su 34 partite, oltre la metà. Nell'era dei tre punti un record più utile per le statistiche che non per la classifica.

 

Da settembre a dicembre l'Arezzo non decolla e resta impantanato appena sopra la zona playout. E' sopratutto il rendimento interno a rappresentare una zavorra. Al Comunale un solo successo a cui fanno da contraltare ben tre sconfitte contro L'Aquila, Carrarese e Lucchese. Capuano alterna la difesa a quattro e il rombo a centrocampo al caro 3-5-2, ma la squadra denota limiti offensivi evidenti. Gli infortuni tolgono presto di scena Defendi, Cori e Bentancourt hanno le polveri bagnate e Tremolada non ingrana. E' l'imbattibilità esterna a tenere a galla gli amaranto che fuori casa non perdono mai. Ma sono anche i mesi delle 8 rimonte subite avanti 1-0 e dei tanti punti persi nei minuti finali e di recupero.

 

Varano corrucciato in panchina dopo la sostituzioneL'inizio del 2016 segna l'impennata. L'Arezzo cambia marcia in casa trasformando il fattore X nel fattore T, il fattore Tremolada. Luca, dopo essersi sbloccato a fine novembre a Teramo, trascina i compagni. Da oggetto misterioso a elemento in grado di fare la differenza. Il Comunale, fino a quel momento tabù, diventa il miglior alleato. Tra gennaio e febbraio arrivano quattro vittorie consecutive contro Rimini, Santarcangelo, Tuttocuoio e Savona.

 

Nonostante la battuta d'arresto nel derby di Pisa riporti un po' tutti con i piedi per terra, nell'ambiente cresce la convinzione di una rincorsa alla zona playoff. Speranze che si infrangono il 6 marzo con la sconfitta casalinga contro il Pontedera. E' la svolta in negativo. L'Arezzo s'infila in un lungo tunnel: da lì otto giornate senza vincere. Il ko nel derby con il Siena segna la frattura tra squadra e tifoseria le successive batoste contro Lupa Roma e Pistoiese sanciscono la fine dell'era Capuano che viene esonerato.

 

La classifica torna in discussione. la squadra non ha più un'anima, l'allenatore delegittimato da mesi paga la rottura definitiva con Ferretti. Quello che solo un anno prima era il “Ferguson aretino” e che per due stagioni ha tenuto in piedi la baracca, viene messo alla porta senza nemmeno l'onore delle armi.

Sulla panchina arriva a Giovanni Bucaro, contratto per tre partite, le ultime. Il pari all'esordio a Ferrara nel giorno della festa promozione per gli estensi e la vittoria sulla Maceratese blindano la salvezza rendendo la trasferta di Rimini una formalità.

Adesso c'è da voltare pagina e ripartire da zero. Ferretti ha dettto di voler alzare l'asticella. Le prossime settimane ci faranno capire se sarà davvero così. A cominciare dalla scelta dell'allenatore.

 

scritto da: Andrea Lorentini, 09/05/2016





Rimini-Arezzo 1-1, intervista a Bucaro

Rimini-Arezzo 1-1
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