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La rabbia di Siena, squadra e tecnico contestati. Carboni: ''orgoglioso di essere aretino''

Il gol di Portanova nel derby ha dato il via alla crisi dell'Arezzo. Ma ai bianconeri non è andata troppo meglio. Anzi, il finale di stagione ha riservato molte delusioni fino alla sconfitta di ieri contro l'Ancona e alle vibrate proteste dei tifosi. L'allenatore di Quarata ha risposto con un gestaccio al pubblico, poi in sala stampa ha detto: ''Non sono un lecca padelle''



Guido Carboni, quest'anno sulla panchina del SienaLa crisi amaranto è cominciata dopo la sconfitta con il Siena. Il gol di Portanova, proprio sotto la sud, consegnò il derby ai rivali mafu un fuoco di paglia. Se ad Arezzo il clima si è fatto pesante da quel giorno, per i bianconeri le cose non sono andate troppo meglio. Anzi, i due club hanno vissuto una stagione simile, tra alti e bassi e tifoserie in preda alle delusione.

Ieri al ''Franchi'', dopo la sconfitta casalinga con l'Ancona, i sostenitori del Siena hanno esposto un cartello con la scritta ''indegni''. E nel mirino della contestazione è finito anche l'allenatore Guido Carboni, che ha scontato in questi mesi pure la colpa di essere nato ad Arezzo. A Quarata, per la precisione.

 

Come riporta TuttoSienaCalcio.com, il tecnico, alla sua ultima apparizione alla guida della Robur, ha risposto ad alcune critiche piovute dagli spalti con un gestaccio.

Al fischio finale si è scatenata la protesta all'esterno dell'impianto di Via dei Mille, generando non pochi problemi all'ordine pubblico. I calciatori e il mister hanno abbandonato lo stadio intorno alle ore 21

 

Carboni in sala stampa ha detto: ''Mi dispiace aver finito in questo modo la stagione, ci ho messo anima e corpo. Per una serie di cose siamo arrivati a questo epilogo. Prendo le difese della squadra, quello che ho fatto e i numeri che c’erano non erano sbagliati, la media punti era discreta, ai livelli della Carrarese. Troppo disfattismo, però, ha segnato la squadra, fermo restando che i difetti c’erano. Sono mancati giocatori dalla forte personalità, specie in attacco, dove i nostri non potevano garantire tanti gol. Mi scuso se ho mancato di rispetto a qualcuno, ho avuto tanti stress. Vado via in punta di piedi, così come sono arrivato: mi sono rimesso in gioco dopo due campionati di Lega Pro e 7 campionati di B con alterne fortune. Sono stato spesso frainteso, ma sono orgoglioso di essere un aretino e non un lecca padelle, che va a cena coi tifosi a spese del Presidente. Ringrazio tutti i miei ragazzi e il capitano Portanova, con cui mi sono scontrato, ma con rispetto e stima, da uomini veri''.

 

scritto da: La Redazione, 09/05/2016





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