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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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Renate12Pergolettese
Monza11Arezzo
Siena11Albinoleffe
Juventus U2310Pianese
Olbia10Pistoiese
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Giana ErminiorinvComo
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NEWS

Mattone dopo mattone, la difesa è quasi fatta. Adesso caccia aperta al bomber da doppia cifra

Gli arrivi di Luciani e Muscat, quello ufficioso di Sirri, le conferme di Sabatino e Masciangelo: il Ds Gemmi è partito dal reparto arretrato per costruire la squadra. E se è vero che i campionati si vincono prendendo pochi gol, è altrettanto vero che davanti serve gente che la butta dentro. Dopo anni di sterilità e di attaccanti che non vedevano la porta, è proprio dalla scelta delle punte che si capiranno le vere ambizioni dell'Arezzo



il direttore sportivo Roberto GemmiGli arrivi di Luciani e Muscat, quello ufficioso di Sirri e le conferme di Masciangelo e Sabatino danno l’impressione che l’Arezzo voglia andare per ruoli e sia già un pezzo avanti per quel che riguarda la difesa.

Gemmi evidentemente, come aveva anche ricordato Paolo Galletti nel suo ultimo ''Pensieri e Parole'', vuole partire dalle fondamenta per poi costruirci sopra il resto della squadra.

D’altronde, è generalmente accettata l’idea che siano le difese a vincere i campionati, perché se non prendi gol male che vada fai un punto. Il discorso in realtà è vero fino a un certo punto, dato che anche negli anni passati la linea arretrata è stata sinonimo di impermeabilità e affidabilità, ma poi è terribilmente mancato l’apporto in zona gol che ci avrebbe permesso il vero salto di qualità, tranne la felice parentesi del miglior momento di Tremolada quest’inverno. Perciò, tutti ci aspettiamo che la società tappi questa falla, facendo piuttosto uno sforzo economico in più: gli attaccanti purtroppo costano, soprattutto se vantano vagonate di gol nel curriculum.

 

Eppure alla fine l’essenza del calcio è proprio il gol: quella rete che si gonfia, avvolgendo teneramente il pallone, accogliendolo tra le sue braccia, trattenendolo lì finché non si addormenta. E l’attaccante, di conseguenza, è il simbolo di questa essenza primordiale del football, di questa immagine della mente che per prima sopraggiunge quando si sente la parola “calcio”. Da piccoli, tutti volevamo fare l’attaccante; poi si cresce, si capisce che non si può giocare tutti là davanti e anzi, magari ci si accorge che si hanno altre propensioni, altre caratteristiche e ci si diverte pure di più in altre parti di campo o tra i pali che prima volevamo solo “bucare”; ma quando dai i primi calci a quel caro oggetto sferico vuoi stare lì, di fronte alla porta avversaria con gli occhi che brillano e l’immaginazione che viaggia e vede già il tuo tiro infilarsi al sette.

 

Vincenzo Chianese, 34 gol in 68 presenze con l'ArezzoL’attaccante, se uno lo sa fare bene ovviamente, è quello che scalda di più i cuori, perché ti regala la gioia che più brami in una domenica di pallone. E allora, come in un bel giallo di Montalbán, il “delantero centro”, il centravanti si erge a figura mistica, quasi divina e può diventare un eroe: è quello che calamita la maggior parte delle attenzioni di tifosi e addetti ai lavori, che si prende i titoli nei giornali, che finisce nei tabellini e nelle statistiche. Il suo ingaggio permette di sognare in grande e di viaggiare con la fantasia: non è forse vero, infatti, che tra i giocatori nuovi sono proprio gli attaccanti quelli che più incuriosiscono in vista delle prime uscite? C’è la voglia di vedere se è uno che può fare la differenza, se può segnare con continuità, se può riempirci i fine settimana e accendere le chiacchierate al bar!

 

Ci servirebbe come il pane una punta vera, una che “scrolla”, una che potesse, anche solo per un attimo, richiamarci alla memoria i vari Bazzani, Frick, Abbruscato, Spinesi, Floro Flores, Chianese (ultimo in doppia cifra tra i prof) e allontanarci dai ricordi i Bentancourt, Testardi, Montini e Mendicino (con tutto il rispetto). Ci servirebbe anche per tutto ciò che gravita intorno alla figura della punta, come detto. Un bel colpo nel reparto avanzato darebbe morale, accenderebbe le speranze per un campionato di alta classifica e vivacizzerebbe questo periodo estivo sonnacchioso. Farebbe parlare dell’Arezzo, farebbe discutere su come si potrebbe giocare, su come si possono sfruttare le sue doti. Sarebbe, chissà, anche un trampolino di lancio per l’approdo di altri giocatori. Insomma, la società si muove, la rosa pian piano verrà fuori e si allargherà, ma è dall’acquisto degli attaccanti che capiremo veramente cosa farà questo Arezzo da grande. È una prova del nove in tutti i sensi. O attacchiamo o ci attacchiamo! Un appello alla dirigenza: segna un gol per noi!

 

scritto da: Luca Amorosi, 26/06/2016





Vincenzo Chianese, tutti i gol con l'Arezzo

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