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Alessandro e 50 anni di fede amaranto
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Aspettando il bomber ma anche i mediani. Salto di qualità, qualche dubbio e spoils system

E' un periodo interlocutorio sia per il calcio mercato che per il futuro della Lega Pro, con i ''grandi pensatori'' che devono ancora prendere decisioni importanti riguardo il campionato. L'Arezzo però qualche mossa l'ha già fatta, soprattutto in difesa: la tifoseria adesso freme nell'attesa della prima punta mentre si parla poco dei centrocampisti, fulcro del 4-2-3-1 che ha in mente Sottili. E se l'addio di Alessandria, condottiero della Berretti, lascia qualche perplessità, resta valida l'impostazione stabilita a suo tempo: i giudizi solo sui fatti concreti



Stefano Sottili, neo tecnico amarantoInizio estate, calciomercato che distilla notizie con il contagocce e parecchia confusione sotto il cielo della Lega Pro. Quante saranno le squadre che comporranno i gironi? In quante non ce la faranno a presentare regolare domanda di iscrizione corredata di apposita fidejussione? Quale sarà la suddivisione geografica prescelta dai “grandi pensatori” di Firenze? Pare davvero d’essere nel limbo di dantesca memoria, sospesi tra ciò che è stato e quel che sarà, sospirando notizie e alimentando aspettative di un salto di qualità che da un lato parrebbe trovare sostegno nei primi arrivi in casa amaranto e dall’altro resta indissolubilmente legato alla soluzione del rebus “attaccante da doppia cifra”, una scelta che sarà segnale e spartiacque delle effettive potenzialità della nuova squadra affidata alla guida di Sottili.

 

Di nomi ormai se ne aggiunge uno al giorno; da Cissè ad Arma, da Sforzini a Polidori a Cellini senza contare il fantasma ricorrente di Del Sante, giocatore sul quale però le riserve sono senza dubbio maggiori rispetto a quelle degli altri candidati, tra i quali può al massimo sorgere qualche dubbio per l’età non più verdissima di alcuni. Non si parla molto invece della necessità di rimpinguare adeguatamente il centrocampo. Ad oggi nel reparto possiamo contare su Capece, che può essere uno dei due mediani bassi nell’ipotetico 4-2-3-1, e su Corradi ed Erpen che potrebbero occupare due dei tre posti a ridosso della punta. Mi resta qualche dubbio sulla tenuta fisica del grande Horacio, che già a Carrara Remondina faceva sovente rifiatare sostituendolo dopo 45/60 minuti, ma a parte questo si devono trovare ancora due pedine fondamentali per far funzionare lo schema prediletto dal nuovo allenatore.

Ci vogliono gamba e piede discreto, dato che la manovra nel caso in specie dovrebbe fluire attraverso una rete di passaggi, piuttosto che con il lancio lungo a scavalcare il centrocampo per lanciare la punta in solitaria veste di guastatore.

 

Horacio Erpen, terza volta ad Arezzo in carrieraE comunque se uno dei due davanti alla difesa disponesse anche della capacità di aprire il gioco con balistica decorosa sarebbe un’arma in più da non sottovalutare, soprattutto nelle fasi di pressione avversaria, per ribaltare improvvisa l’azione a nostro vantaggio. Su questo sta lavorando Gemmi con il suo staff e credo sappia bene che dall’esito delle scelte dipenderà anche il recupero della fiducia della piazza, sconcertata e amareggiata dalle note vicende di fine campionato che hanno riservato proprio poche ore fa l’ultimo strascico con l’addio del demiurgo della straordinaria “Berretti” di quest’anno, sfortunata finalista tricolore. Probabile che mister Alessandria abbia voglia di misurarsi in proprio con la guida di una prima squadra, per confermare e verificare le sue qualità esaltate dalla stagione dei suoi ragazzi e provare di conseguenza il salto nel calcio professionistico; ma i veleni che si sono diffusi da aprile in poi sono stati troppi e troppo nauseabondi per non sentire ancora dietro questa decisione un vago sentore di “spoils system” che prescinde, per definizione, da meriti e capacità.

 

Con uno sforzo non indifferente cerchiamo di considerare quanto accaduto come uno degli eventi che stanno nella logica del gioco del calcio ed evitiamo di rinfocolare polemiche che oltre che dannose sarebbero inutili e sterili. Come più volte affermato, ci vogliamo attenere rigorosamente ai fatti, giudicare da quelli e non da sensazioni o dichiarazioni o “spifferi” di brezza estiva. Sempre di più ci addentriamo in un periodo nel quale non ci saranno certezze agonistiche a far da controprova alle elucubrazioni degli appassionati. Un limbo da attraversare, si diceva; speriamo che, come quello descritto dal feditore di Campaldino, sia il limbo dei virtuosi e che il cammino sia come quello indicato da Virgilio: “Or discendiamo qua nel cieco mondo, io sarò primo e tu sarai secondo”.

 

scritto da: Paolo Galletti, 30/06/2016





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