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Vecchie facce, nuovi obiettivi: l'Arezzo e un calcio propositivo per puntare alle prime posizioni

Dopo quello di Erpen, ufficiale anche il ritorno di Benassi. La società sta badando al sodo per costruire la squadra dalle fondamenta e il reparto difensivo è praticamente completo. L'ambizione è quella di arrivare nelle prime tre posizioni e migliorare i piazzamenti dell'ultimo biennio. In attesa di respirare l'aria buona del Casentino, mancano gli innesti in attacco. E manca anche la necessaria chiarezza sui gironi di Lega Pro



il massaggiatore amaranto Dal Piaz tra Benassi e ErpenA volte ritornano. E così, dopo Erpen, ecco il gradito rientro a casa di Max Benassi, un’assoluta sicurezza tra i pali, come dimostrato nella stagione del ripescaggio in Lega Pro. Gemmi l’aveva detto: per il ritiro saremmo partiti con tre portieri ed è stato di parola. Le parole evidentemente vengono soppesate di più prima di uscire dalle bocche di chi in società conta e speriamo vivamente che sia un altro segnale di discontinuità con un recente passato in cui parole anche succulente all’orecchio attento del tifoso venivano dette mentre poi, spesso, le azioni concrete non andavano esattamente nella stessa direzione.

In questo abbrivio di stagione di parole se ne stanno dicendo poche e si sta badando al sodo. Anche perché tutti sappiamo che l’Arezzo quest’anno vuole e deve fare qualcosa di più: tradotto, l’obiettivo è di centrare i playoff e poco importa se la riforma dei campionati ha reso il compito più abbordabile. La parolina magica era già sulla bocca di tutti prima ancora che saltasse fuori che a fine campionato li potremmo giocare anche arrivando noni come la stagione appena terminata. L’ambizione è quindi quella di rientrare tra le prime tre del girone.

A proposito, ma quale sarà il nostro girone? Ancora non ci è dato sapere: la Lega Pro ha avanzato alcune possibilità, tra cui una molto discutibile che prevedrebbe la suddivisione del centro-nord in senso verticale, chiaramente per separare Venezia e Parma, indicate da tutti come le strafavorite al salto di categoria. Per la serie: più sono potenti più vanno aiutati. Benvenuti in Italia. In questo malaugurato caso c’è anche il rischio di essere separati da gran parte della Toscana e perdere, ad esempio, il derby con il Livorno che saremmo pronti a riaccogliere a braccia aperte.

 

il tifo della curva MinghelliAlla faccia della maggiore appetibilità che ci tengono tanto a raggiungere forse solo a parole, tanto per rimanere in tema. Con l’aggravante che i club e i tifosi al seguito sarebbero costretti a trasferte più lunghe e onerose che, visti i tempi e le tante società con l’acqua alla gola, sarebbe una sorta di automutilazione difficilmente comprensibile.

A prescindere dai campi che calcheremo, comunque, l’idea è quella di dettare il proprio gioco con una mentalità propositiva. Belle intenzioni ma che necessitano di tanto lavoro per essere messe in pratica, fin dai primi giorni di ritiro. E allora va bene avere già un’ossatura in difesa, ottimo portare già i tre portieri che faranno parte della rosa, ma tra meno di una settimana non sarebbe affatto male avere anche un esterno e una punta in più a rapporto, con cui lavorare fin da subito, perché anche gli automatismi dalla cintola in su hanno bisogno di tempo per essere assimilati e sono fondamentali per andare davvero a fare il nostro gioco ovunque. Mica li dobbiamo prendere tutti ora, per carità, ad agosto ci saranno ancora un bel po’ di giocatori a spasso che abbasseranno la cresta e le pretese. Ma uno zoccolo duro, come ha detto il mister, ci vuole, ed è meglio se tutti i ruoli in campo sono rappresentati.

Certo che, comunque la si pensi, è stimolante rendersi conto che tra pochi giorni il cavallino torna al galoppo, desideroso di rampare ancora; che potremo rivedere degli atleti con gli scarpini ai piedi che corrono e si passano un pallone nel nome di Arezzo; che potremo farci le prime impressioni e toglierci quelle insostenibili curiosità tipiche di questi mesi assistendo alla preparazione, magari facendo una scampagnata nel nostro bellissimo Casentino, dove l’aria è un po’ più fresca e sarà più impregnata di amaranto. Insomma, l’Arezzo sta per rimettersi in moto, e allora riaccendiamoci anche noi! Facciamo sentire quanta voglia abbiamo noi, quanto entusiasmo possiamo tirare fuori, anche con poco. Contagiamoli, noi portatori (in)sani di amarantite!

 

scritto da: Luca Amorosi, 10/07/2016





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