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Bandiere al vento e fuori le sciarpe. Si ricomincia da Carrara con tanta voglia di vincere

Più di cento tifosi in trasferta per la gara secca di Tim Cup. Si gioca alle 18 e l'occasione è buona per una giornata di mare, un pranzo di pesce ma soprattutto per sostenere il nuovo Arezzo. La campagna acquisti ha alimentato un certo ottimismo, adesso bisogna cominciare a fare i risultati



più di cento tifosi aretini oggi a CarraraL’avete ripresa la bandiera? Avete tolto la sciarpa dal cassetto, anche se siamo in piena estate? Avete messo la maglia amaranto da una parte, pronta a essere indossata? Se non l’avete ancora fatto, affrettatevi, perché oggi si fa sul serio! La stagione del nuovo Arezzo targato Sottili comincia ufficialmente alle ore 18 a Carrara in Tim Cup (ma che fatica chiamarla così).

 

Sentite un po’ che bel programma: partenza alle 14,30 con mezzi propri o con i gruppi organizzati, su cui si può sempre contare se si vuole seguire la squadra fuori casa; in alternativa, partenza di prima mattina per godersi una giornata al mare e, perché no, un bel pranzo a base di pesce; arrivo allo stadio di Carrara e ingresso nel settore ospiti, come non risuccedeva da un po’, almeno da Rimini. Poi l’entusiasmo, una birra, i cori, le bandiere al vento, l’amaranto che splende sotto il sole. Saremo tanti, per essere una domenica di fine luglio, a campionato ben lungi dall’iniziare e per il primo turno di una competizione sfacciatamente elitaria, che favorisce i favoriti e s’accanisce contro i deboli: squadre di categorie inferiori costrette a giocare, in gara secca, in casa di quelle superiori; squadre di serie A che entrano dopo tre, quattro o persino cinque turni. Verrebbe da dire che è lo specchio dell’Italia. Propongo come motto della coppa, la frase di una canzone di Frankie Hi NRG: “gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili”. E complimenti per la festa.

 

Ma vabbè, sapete che vi dico? Chi se ne importa; chiudiamo l’ennesimo occhio e andiamo avanti, a testa alta, trascinati da una passione che nessuno saprà mai levarci. Saremo lì, contro la ragione forse, semplicemente perché l’Arezzo riscende in campo. Tutto il resto è noia. C’è la prima del nuovo corso amaranto; c’è la possibilità di passare il turno e collezionare un’altra domenica away a Cesena, mica un posto qualunque; c’è che la campagna acquisti è piaciuta, ha fatto rinascere l’entusiasmo sotterrato da chili di cenere di vario genere, non ultimi quelli di un finale di stagione ributtante.

 

Max Benassi, portiere amarantoC’è che anche la nuova campagna abbonamenti appare suggestiva, sia per la tempistica con cui è stata presentata, sia per i prezzi, anche quest’anno piuttosto popolari, con sconti intelligenti e tante altre formule per le famiglie o per poter vedere lo streaming di Sportube (se proprio non potete fare altrimenti).

 

Gli ingredienti per un piatto gustoso sembrano esserci tutti, o quasi: per la ricetta perfetta aggiungere un centrocampista di lotta e di governo e cuocere per un mesetto con il fuoco continuo del lavoro e della dedizione. Così, la pietanza sarà pronta da gustare. E ci piacerebbe gustarla lentamente, boccone dopo boccone, ma costantemente, senza fastidiosi retrogusti o punte di amaro. Sarebbe l’ora, perché non ci vediamo più dalla fame, come dimostra ampiamente il fatto di andare a Carrara in più di 100. Siete riusciti a svegliare la città da uno spossato dormiveglia; ora dovete assolutamente cercare di tenerci svegli, facendoci sognare sì, ma a occhi aperti. È un fuoco da alimentare senza sosta con gli ultimi innesti da inserire in rosa, con la presentazione delle nuove maglie, ma soprattutto con una vittoria oggi, il tassello che più conta.

 

Il destino ci ha riservato un primo banco di prova molto presto, che sarà determinante per misurare la temperatura della febbre amaranto. Non dateci pillole, perché basta un poco di zucchero per mandarle giù, ma il primo boccone amaro resterebbe; non dateci sciroppi, perché la gola ci funziona bene e la voce che ci metteremo per sostenervi dal primo all’ultimo minuto ve lo confermerà; non dateci l’antidoto, perché vogliamo rimanere malati. Malati di “amarantite”, malati di Arezzo! Fate una cosa sola: vincete per noi. Poi, festeggiate con noi, perché noi e voi, da oggi, saremo, appunto, una cosa sola.

 

scritto da: Luca Amorosi, 31/07/2016





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