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Quindici giorni al campionato. Meno paletti, più speranze: l'Arezzo parte con il sorriso

Adesso c'è anche il calendario e si possono studiare le date e gli incroci per i derby e le partite chiave. Le aspettative sono alte: merito della campagna acquisti, che va completata con altri due elementi, e della lucidità di mister Sottili. Da parte della società sono stati messi in soffitta i toni sgradevoli verso città e tifosi, chiamati a rispondere con una partecipata campagna abbonamenti



mancano due settimane all'inizio del campionatoComincia il conto alla rovescia. Mancano ormai solo 15 giorni all’inizio del campionato e da ieri possiamo cominciare a studiare le date e gli incroci per le trasferte, i derby, le potenziali partite chiave. Inutile dire che quest’anno le aspettative sono alte. La buona campagna acquisti ha alimentato fiducia ed entusiasmo; il pragmatismo, la grinta e l’onestà intellettuale di Sottili confortano le speranze di una stagione da protagonisti. Proviamo quindi a fare il punto della situazione.

 

Gruppo e staff tecnico. Qui le note più liete. Estremamente positivo il lavoro svolto (almeno sulla carta, poi sappiamo che la parola definitiva la dirà il campo) dal direttore Gemmi e decisamente competitivo il gruppo messo a disposizione del nuovo allenatore. Molto buono anche l’approccio di Sottili alla piazza. Il tecnico valdarnese ha dimostrato da subito di capire tradizioni, aspettative, ambizioni ed anche ansie della tifoseria. I giocatori sembrano lavorare in maniera armoniosa e compatta. Le prime uscite hanno evidenziato una buona assimilazione degli schemi difensivi ed ancora qualche difficoltà a declinare al meglio la manovra d’attacco. La consapevolezza di tutti della necessità di migliorare questo aspetto e i 15 giorni che ci separano dal via serviranno ad affinare i meccanismi per arrivare al gol. Ad oggi poi per entrare definitivamente nel gruppo delle pretendenti al vertice mancano almeno due elementi. Nomi e indiscrezioni ci danno su calciatori che accrescerebbero non poco il livello della rosa. Attendiamo con impazienza (ci perdoni Gemmi, ma è questa una caratteristica connaturata al tifoso).

 

Ferretti alla presentazione della campagna abbonamentiSocietà e Presidenza. I toni sgradevoli verso tifosi e città che abbiamo conosciuto in passato sembrano almeno per il momento archiviati. Il tempo ci dirà se si tratta solo di una fase tattica o se veramente il lavoro dietro le quinte del gruppo di “indigeni” è riuscito ad avviare quel processo di ricucitura tra il presidente Ferretti e il popolo amaranto che da tempo si auspica come ingrediente non secondario di agognati e possibili successi. Non si sa più niente di preciso dei ventilati nuovi soci che avrebbero dovuto rafforzare patrimonialmente la Spa, ma il mercato è stato fatto finalmente con “paletti allentati” e quindi, che dipenda da apporti ad oggi occulti o che dipenda dalla decisione del presidente di investire finalmente per il salto di qualità, non possiamo che dare piacevolmente atto e merito di quanto avvenuto. Tra poco però si comincia a fare sul serio e mentre si aspetta la concretizzazione di iniziative social (museo, store amaranto etc) si spera che il banco di prova del campo confermi il ritrovato feeling

 

Città e tifoseria. Le note dolenti continuano a venire dal distacco che troppi in città continuano a tenere nei confronti dell’Arezzo calcio. Un distacco che a volte confina con la ripicca e il dispetto, come nella grottesca vicenda dei campini della famiglia Funghini e della ricerca affannosa e confusa di una soluzione alle necessità della principale società sportiva cittadina. Resta l’amara constatazione dell’incapacità a livello generale e amministrativo di cogliere la clamorosa opportunità che rappresenterebbe per tutta la città e tutta la provincia una squadra di calcio a livello di eccellenza. Nella società dell’immagine, nel mondo nel quale contano più 10 minuti di video che 1000 manifesti, l’amaranto potrebbe essere un biglietto di presentazione molto più efficace di mille parole e di cento convegni. Il discorso è lungo e vecchio e ripeterlo sarebbe solo noioso. Resta la componente più vicina alla squadra, tutti coloro che seguono e trepidano con maggiore o minore trasporto per le cose del pallone aretino. A noi tocca sostenere lo sforzo della proprietà e degli addetti ai lavori anzitutto sottoscrivendo l’abbonamento in maniera convinta e massiccia. Dobbiamo fare la nostra parte per pretendere poi a giusto diritto che anche gli altri facciano la loro.

Un’ultima cosa non credo troppo difficile: si potrebbe archiviare quella maglia rosa shocking che ci ha accompagnato nelle prime uscite? Oltretutto non appartiene nemmeno alla nostra storia come invece la ugualmente sgradevole maglia arancione. Ridateci l’amaranto.

 

scritto da: Paolo Galletti, 12/08/2016





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