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I ranghi misti di Sottili, chi gioca e chi fa fatica, sorrisetti ironici e la nostra voglia matta

Analisi tecnica, tattica e ambientale all'indomani del pareggio in amichevole contro i dilettanti del Castelvetro, un risultato che sotto certi aspetti non ci voleva. Ma quel che conta è il campionato e all'esordio con il Como la squadra deve arrivarci al top. Per adesso bene Grossi, Luciani e Sirri, acerbo D'Ursi, in ritardo Erpen. L'Arezzo deve ancora crescere per soddisfare le aspettative della piazza



luci e ombre per l'Arezzo dopo l'amichevole con il CastelvetroSostiene Sottili che quella di far giocare la squadra a ranghi misti anche a dieci giorni dall’inizio del campionato è una precisa scelta tecnica per far crescere il gruppo, però è stato un peccato non sfruttare la prima uscita casalinga (seppur amichevole) per bagnare con una vittoria la stagione che va a cominciare. Certamente il tecnico fa delle considerazioni più ampie ed ha sicuramente una visione di prospettiva su quello che dovrà essere il cammino della squadra. Fino ad oggi ha dimostrato sano pragmatismo e concretezza anche verbale, per cui legittimo affidarsi alle sue parole. Resta un aspetto che forse l’intero staff ha un pochino sottovalutato: in una città già “freddina” nelle istituzioni e non solo, alla vigilia della presentazione ufficiale della squadra, contro un avversario di categoria inferiore, il mancato successo di ieri pomeriggio può fatalmente innescare il maledetto sorrisetto ironico sull’Arezzo. Ci scommetto che stamani nei bar e per le strade non mancherà chi se ne uscirà con lo scontato "che squadrone eh! Manco una squadra di serie D s’è battuto!". E siccome la calunnia (o, come in questo caso più modestamente, il malizioso brontolio) è un venticello, facile pensare che la cosa avrà anche ripercussioni sulla certo non sfrenata corsa agli abbonamenti.

 

Sostiene Sottili che la squadra è imballata da carichi di preparazione molto pesanti, predisposti secondo un programma di lavoro studiato per sostenere una stagione molto lunga e che potrebbe diventare infinita andando avanti con i play-off. Anche qui poco da dire, i geni della Lega Pro hanno inventato un format che porterà la squadra che conquisterà la B dopo gli spareggi a disputare qualcosa come 43/44 partite e quindi, dato che ambizioni se ne coltivano, è bene arrivare preparati alla sfida. E’ anche vero però che il campionato comincia tra soli dieci giorni e che sarà fondamentale partire con il piede giusto fin dalla prima uscita casalinga contro il Como.

 

l'espressione non proprio soddisfatta di mister SottiliLe vittorie, si sa, sono la leva più forte per caricare sia i giocatori che l’ambiente e sarebbe assolutamente importante giungere ad Alessandria belli carichi di punti e di entusiasmo. La partita con il Castelvetro (squadra per altro ben organizzata che sarà certamente tra le protagoniste nel suo torneo) ha mostrato e confermato quel che già s’era intravisto fino ad oggi. In positivo la predisposizione a far gioco, la densità a centrocampo, le sovrapposizioni con i terzini a spingere molto, una difesa che nell’assetto base pare garantire una buona sicurezza. Tra i singoli molto bene Grossi (piede sopraffino e buona visione di gioco), bella spinta da Luciani, buono il dinamismo di Polidori (che però si mangia due gol fatti e una punta è bene che segni sempre, anche in allenamento), sicuro Sirri, discreto Berazotti, ancora acerbo D’Ursi (anche se una delle cose più belle del primo tempo è sua in collaborazione con il solito Grossi). Benino Corradi, che si muove meglio quando agisce nella trequarti avversaria che quando sta davanti alla difesa, evidente che il ruolo che ha pensato per lui l’allenatore deve ancora digerirlo del tutto. Moscardelli, da bomber qual è, prova a tirare non appena gli si presenta l’occasione, ma la condizione ancora non è al top. Vispo e ficcante Yamga. Ogni tanto si perde nei suoi stessi dribbling, ma se cresce in personalità può far bene assai. Male invece la difesa nel secondo tempo, infilata tre quattro volte dagli azzurri emiliani. Ancora in ritardo di condizione Erpen, che lotta ma non ha né la lucidità né il passo da campionato. Sugli spazi larghi soffre Milesi (ma si sapeva).

 

Si è sentita la mancanza di un metronomo in fase di ripartenza. Qui si spera che la cosa trovi la sua soluzione con l’arrivo di De Feudis. Ci auguriamo poi che oggi arrivi anche la notizia dell’ingaggio di Arcidiacono perché un esterno d’attacco di peso serve eccome. Non guasterebbe nemmeno un difensore in più, perché tolti i titolari e Muscat siamo un po’ corti per qualità anche in questo reparto. Insomma cose buone se ne sono viste, ma c’è ancora da crescere tanto. Lasciamoli lavorare e aspettiamo con fiducia (ma non mi accoderò mai all’acritico consenso). Stasera poi tocca a noi: tutti in piazza Sant'Agostino, per far sentire e per far capire la voglia matta...

 

scritto da: Paolo Galletti, 19/08/2016





Arezzo-Castelvetro 2-2
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