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Pistoia, 14 giugno 1998 - foto ricordo per la promozione in C1
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Quando Santarelli voleva l'Arezzo. Adesso ha comprato la Spal

Il presidente di Fincassia Spa trattò l'acquisto della società amaranto nell'estate tragicomica del 2010, quando Mancini voleva vendere, anzi no, anzi sì, anzi no. In realtà non se ne fece nulla, così come era accaduto a Modena, Reggio Emila, Perugia e Ravenna. Adesso l'imprenditore romano, dopo un'esperienza disastrosa a Messina, ha acquistato il 98 per cento del club di Ferrara e ha portato con sé l'aretino Magi e l'ex diesse della Sangiovannese, Alunni. In bocca al lupo. A loro e alla Spal



Piero Santarelli nuovo proprietario della SpalI più attenti ricorderanno il nome di Piero Santarelli, circolato in città nella tragicomica estate del 2010, quando il presidente Mancini voleva vendere l’Arezzo, anzi no, anzi sì, anzi no. A pochi giorni dalla scadenza per l’iscrizione alla serie C1, la situazione amaranto era a dir poco caotica: in sede c’era l’avvocato Giorgetti che trattava tagli d’ingaggio e sforbiciate varie con i calciatori e poche ore prima la società amaranto aveva presentato una domanda di ammissione al campionato assolutamente incompleta (mancava la fidejussione bancaria da 400mila euro). Nel frattempo Mancini era volato a Sofia, in Bulgaria, per cedere Grillo al Cska, mentre Santarelli si era presentato in Comune per un abboccamento con sindaco e assessori. Un poutpourri di situazioni incredibile. Infatti nessuno ci capiva niente. L’intenzione di Santarelli, comunque, era quella di proporre a Piero Mancini l’acquisizione dell’Arezzo a un prezzo simbolico, rilevandone la gestione e anche l’esposizione debitoria. Poteva sembrare una cosa seria, se non fosse che Santarelli, presidente di Fincassia Spa, si era buttato a pesce sull’Arezzo dopo aver fallito l’assalto al Modena (“il presidente Amadei gioca a nascondino” disse), alla Reggiana (“le coop rosse non mi vogliono”), al Perugia (“le banche fanno ostracismo”) e al Ravenna, dove la trattativa secondo il diretto interessato saltò perché la piazza non rispondeva, mentre per i proprietari del club romagnolo il motivo era un altro: Santarelli non offriva garanzie economiche concrete. A capo di un’azienda che gestisce prestiti, fidejussioni bancarie e finanziamenti ipotecari, Santarelli trattò con Mancini un paio di giorni. Ma come andasse a finire la vicenda, l’aveva capito pure un bambino. Santarelli si defilò, Mancini pure e l’Arezzo fallì. Comunque, mister Fincassia non è uno che demorde e il 31 agosto diventò presidente del Messina, scivolato in serie D. Ma durò poco: tempo qualche mese e finì tutto a rotoli, anche perché pare che Santarelli non volle mai onorare le condizioni d’acquisto con la vecchia proprietà. Tutto questo preambolo per dire che nel 2010 andò bene che l’Arezzo non passò nelle mani di Fincassia. Oggi forse saremmo in Eccellenza a giocare contro Castelnuovese e Soci invece che a sperare in un ritorno tra i professionisti. La seconda è che Santarelli, notizia fresca fresca, ha appena acquistato il 98 per cento della Spal, altro club che non se la passa bene per niente. Con sé, a gestire l’area tecnica, ha portato l’aretino Gianni Magi e l’ex diesse della Sangiovannese Fabrizio Alunni, che nell’ultimo periodo era stato avvistato spesso in tribuna a seguire l’Arezzo. In bocca al lupo a loro. E più che altro, in bocca al lupo alla Spal.

 

scritto da: Andrea Avato, 05/02/2012





COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: Amaranta, il 05/02/2012 alle 17:41

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E più che altro, in bocca al lupo alla Spal.

Appunto! Tongue out

Commento 2 - Inviato da: Avanti_Arezzo, il 06/02/2012 alle 13:27

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Condoglianze alla Spal.