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Porta del Foro, e tre! La Chimera vince di nuovo la Prova Generale e conquista un record

Terzo successo consecutivo per il quartiere giallocremisi: non era mai successo nella storia della Giostra. Parsi e Innocenti entrambi sul V, Porta Crucifera si ferma al IX e Porta Sant'Andrea non va oltre l'VIII. Male Porta Santo Spirito con un deludente III + II



Gabriele Innocenti e Davide Parsi con il capitano Tamarindi, un'altra vittoria giallocremisiUno splendido V di Davide Parsi e poi un'altra carriera al bacio di Gabriele Innocenti per evitare gli spareggi e portare il piatto d'argento a San Lorentino. La Prova Generale ha certificato la superiorità giallocremisi in un anno incredibile per la Chimera: tre vittorie su tre e record assoluto per la storia della manifestazione. Non era mai accaduta una cosa del genere e l'impresa è stata festeggiata con grande entusiasmo dal Rettore Francesco Fracassi, dal capitano Dario Tamarindi e da tutto il quartiere. Porta del Foro, stasera, aveva mandato in piazza soltanto figuranti donne, conquistandosi le simpatie del pubblico. ''Le grintose'', salutate da uno striscione esposto nei posti in piedi, hanno portato fortuna.

 

Ad aprire le otto carriere è stato Bennati di Porta Santo Spirito, che si è fermato sul III. Sono seguiti il IV di Marmorini per Sant'Andrea e quello di Vanneschi per Colcitrone. Quindi Parsi ha indirizzato la Giostra con il centro.

Nella seconda tornata, II del gialloblù Bracciali, IV del biancoverde Rossi e V del rossoverde Francoia. A quel punto Innocenti ha annerito il pomodoro, chiudendo le ostilità.

 

La Prova Generale era dedicata a Piero Comanducci con questa motivazione.

"Amava profondamente la sua città. Amava Arezzo in tutte le sue sfaccettature, le sue straordinarie bellezze, i suoi angoli nascosti. E proprio per questo ha dedicato gran parte della sua vita a raccontarla attraverso le immagini. Quello che negli anni ha raccolto Piero Comanducci è un patrimonio di inestimabile valore perché racchiude l’identità di Arezzo. Grande la sua passione per l’arte, la storia, per lo sport e non ultimo per la Giostra del Saracino. E’ stato il primo a raccontare la piazza con occhi diversi, non quelli di una macchina da presa che riporta i fatti con taglio giornalistico, ma cogliendone le emozioni, la tensione, la solennità e la gioia del correr Giostra. Un filmato, riutilizzato poi per decenni, con il quale è riuscito a trasmettere il legame inscindibile tra Arezzo e il Saracino. I suoi scatti e i suoi filmati racchiudono, ancora adesso, il passato ma anche il presente e proiettano verso il futuro. Perché custodiscono l’anima di Arezzo".


scritto da: La Redazione, 02/09/2016





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