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Amnesie e belle folate. Cosa cambia con Polidori. Tremolada e Grossi. Un trittico verità

Un approccio troppo tenero, le incertezze del primo tempo e poi la reazione con sprazzi di calcio veloce nella ripresa: l'Arezzo continua a viaggiare sull'altalena, ma la vittoria di Carrara è preziosa per la classifica e l'autostima. Il campo ha emesso verdetti interessanti sul piano tattico, in attesa delle partite ravvicinate contro Siena, Alessandria e Tuttocuoio che faranno capire qualcosa in più sul valore degli amaranto



l'esultanza di Polidori dopo il gol del 3-11. Più preoccupanti le fatiche impreviste del primo tempo o più esaltanti le folate a tutto campo della ripresa? L'Arezzo se lo domanda e i suoi tifosi anche. Sottili nel frattempo medita su una squadra che alterna momenti di amnesia a sprazzi di gioco luminescenti. Non solo a una settimana di distanza ma dentro la stessa partita. La speranza è che sia solo questione di rodaggio, il timore è che si tratti di una questione genetica. Il campo dirà.

2. Cominciamo dai primi 45 minuti di Carrara. L'allenatore aveva chiesto un approccio cazzuto e mordace, si è ritrovato tra le mani un gol subìto in modalità sadomaso e un impasto di gioco che non lievitava nemmeno a pagare. Invertire le fasce di Yamga e Arcidiacono non ha prodotto effetti, anche perché il primo era in giornata no e il secondo non trovava i tempi per aprire il gas. In parallelo a tutto ciò, la Carrarese pungeva (non in zona gol, ma sulla trequarti): sia Luciani che soprattutto Sirri hanno rischiato i cartellini, abbonati da un arbitro indulgente. In più tanti tic e toc e rare randellate. Il gol di Grossi, a poco dall'intervallo, è stato episodico ma decisivo.

3. L'intervallo ha trasformato la partita. Se sia dipeso dal gol di cui sopra, dall'ingresso di Polidori o dal cambio di modulo, non si sa. Forse da tutte queste belle cose messe insieme. Fatto sta che la Carrarese è andata subito sotto pressione, l'Arezzo ha guadagnato campo e le occasioni da rete sono fioccate. Lo slalom di Arcidiacono, il palo di Foglia, la punizione di Grossi, il tris di Polidori e altre situazioni di potenziale pericolo hanno scandito il giro delle lancette. Si è vista una squadra avanzare a ranghi compatti, con la netta sensazione di una qualità tecnica superiore ai dirimpettai gialloblù. Vittoria meritata quindi, ancorché sofferta all'inizio.

 

4. Grossi esterno alto, l'ha detto la gara, è una soluzione spendibile. Specie se il piede è caldo e la gamba gira a ritmi dignitosi. Poi Carrara dev'essere un posto propizio per i virtuosi: a gennaio Tremolada fece gol con una parabola da leccarsi i baffi, ieri Grossi si è esibito in una prodezza altrettanto mirabile. Stesso piede, stessa porta, simili caratteristiche, diversa anagrafe. Il giochino non è stabilire chi dei due sia più forte ma se l'11 amaranto può incidere anche da laterale, lasciando spazio al doppio centravanti. A giudicare dalla contesa di Carrara, la risposta è sì.

5. Note positive. Polidori è attaccante vero. Ed è anche un giocatore che sa fare la differenza. Sottili dice che le partite spesso si vincono con i cambi e ha ragione da vendere. E' anche evidente che con due attaccanti di ruolo, la squadra ha incrementato peso e incisività. Previsione: se Polidori gioca con continuità, va in doppia cifra sicuro. 

6. Note positive bis. Forse non è una notizia, ma Moscardelli sta lavorando soprattutto per la squadra. Se ne sbatte altamente di ritagliarsi gloria personale e sacrifica la sua vetrina per dare una mano al gioco corale. Un po' è colpa dei meccanismi, non proprio oliati a puntino, un po' è merito suo. Prende le botte, lotta, svaria e se ne frega di correre tanto, che secondo una corrente di pensiero molto in voga pochi mesi fa ad Arezzo, toglieva lucidità al momento del tiro. Il calcio, Moscardelli ne è testimone, è un'altra cosa.

7. Sbavature su cui lavorare: tre gol al passivo in due partite sono troppi per chi punta ai primi posti; la sofferenza sulle palle inattive è riconducibile a motivazioni morfologiche ma anche a un livello di attenzione che va alzato; Sirri è un generosissimo francobollatore che qualche volta però deve contenere gli impulsi; Corradi si sta trasformando in qualcos'altro rispetto a ciò che era e i lavori sono inevitabilmente in corso.

8. Quindici giorni tutt'altro che banali i prossimi. Sabato il Siena, il 14 ad Alessandria, il 18 in casa con il Tuttocuoio. Tre partite ravvicinate e toste per capire meglio di che pasta è fatto l'Arezzo. 

 

scritto da: Andrea Avato, 05/09/2016





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