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SERIE C GIRONE B - 12a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
ArezzorinvFano
LegnagorinvImolese
Perugia00Gubbio
Triestina31Fermana
Matelica22Cesena
Modena12Sud Tirol
Feralpi Salò31Padova
Ravenna11Samb
V. Verona11Mantova
Vis Pesaro32Carpi
MONDO AMARANTO
Mirko e Enrico sulla riviera romagnola
NEWS

Lo zibaldone della trasferta di Novara. Iettatori, lisciatine e un vero ribaltone

L'ultimo zibaldone del 2009 fa riferimento a una partita che l'Arezzo ha giocato in maniera gagliarda e che è stata un'ottima partita difensiva della squadra, guidata da un Terra in formato gigante e blindata da un Mazzoni tentacolare. Non a caso questi due giocatori sono risultati i migliori in campo. Lo zibaldone parla poi di un viaggio conclusosi al sorgere del sole, di un'addetta stampa che sa fare il suo lavoro e di un ripescaggio clamoroso dal canale maestro della Chiana, dove le nutrie e i pesci gatto adesso hanno più spazio per sguazzare.



Terra messo giù in area, se non è rigore questoL'ultimo zibaldone del 2009 fa riferimento a una partita che l'Arezzo ha giocato in maniera gagliarda e che è stata un'ottima partita difensiva della squadra, guidata da un Terra in formato gigante e blindata da un Mazzoni tentacolare. Non a caso questi due giocatori sono risultati i migliori in campo. Lo zibaldone parla poi di un viaggio conclusosi al sorgere del sole, di un'addetta stampa che sa fare il suo lavoro e di un ripescaggio clamoroso dal canale maestro della Chiana, dove le nutrie e i pesci gatto adesso hanno più spazio per sguazzare.
A come arezzello. Il Milan si allena a Milanello. Il Chievo a Veronello. L'Inter alla Pinetina, detta anche Interello. Il Novara si è costruito un bijou di centro sportivo che sembra un villaggio vacanze e l'ha chiamato Novarello. Da noi c'è l'unico stadio del mondo tappezzato in maniera orripilante da cartelloni e manifesti pubblicitari. I dettagli, a volte, fanno la differenza.
B come braccialetto. Restando in tema di villaggio vacanze, c'è da sapere che per accedere alla tribuna stampa le hostess del Novara ti mettono al polso un braccialetto colorato, proprio come avviene alla Valtur o nei Ventaclub. Con quello, dopo aver attraversato il campo fangoso, puoi entrare in sala interviste senza ulteriori controlli. Ad Arezzo l'idea del braccialetto non l'hanno mai avuta, ma soprattutto non si decidono a mettere le hostess!
C come complimenti. Li ho fatti domenica a Francesca, addetta stampa del Novara, perché hanno un sito efficiente e aggiornato. Perché lei e i suoi colleghi sono stati molto professionali e quando li ho chiamati per intervistare Sensibile, si sono dimostrati collaborativi e cortesi. Perché mi ero dimenticato di mandare l'accredito entro i tempi stabiliti e domenica mattina ho implorato una deroga, che mi hanno concesso senza problemi. Poi i complimenti a Francesca li ho rifatti pure lunedì sera perché l'ho vista di persona e mi è sembrato assolutamente doveroso ribadire il concetto!
D come diavolo! Lisuzzo, difensore del Novara, era un demonio dentro la partita. Pelato, due spalle così, cattivo su tutti i palloni, sembrava ruggisse a ogni rinvio. Faceva quasi paura dalla tribuna, figurarsi in campo. Invece Figliomeni, che di aspetto è gentile come un lord, è andato a litigarci a brutto muso e questa è l'ulteriore conferma che le apparenze ingannano, anche nel calcio.
E come esempio. La prestazione di Terra (che si era procurato un rigore grosso così) andrebbe impacchettata e messa su dvd per scopi didattici. Praticamente perfetto dall'inizio alla fine, ivi compresa quella scivolata in extremis su Ventola che mi ha tanto ricordato un intervento simile del mitico Paolino Scotti nel 2003, pure quello, se la memoria non m'inganna, contro il Novara.
F come folletto. Horacio Erpen me lo immagino con lo sguardo basso e il morale sotto i tacchi. E me ne dolgo, perché è un giocatore che mi piace moltissimo. Ha tecnica, estro, fantasia. Però non riesce a ritrovarsi. Il folletto che lo guidava, che lo ispirava, lo ha abbandonato e non si sa dov'è. Così il funambolo che ha trascinato in B il Sassuolo, che l'anno scorso faceva vedere i sorci verdi a tutti, resta sempre ai margini della partita. Anche perché confinato là sulla fascia, sembra sempre di più un uccellino in gabbia.
pubblicità inquietante sopra la panchinaG come guerra di religione. Non c'è miglior materia del calcio per dividersi in schieramenti, formare partiti contrapposti e scavare trincee. Arezzo non fa eccezione. Da quando c'è stato il cambio Semplici-Galderisi, qualcuno ha cominciato a innalzare i peana alla mentalità offensiva. Come se prima si giocasse in stile Nereo Rocco e adesso si andasse all'assalto modello Barcellona. A parte il fatto che l'anno scorso il povero Cari aveva il miglior attacco d'Italia e i peana non glieli faceva nessuno (anzi!), ma la realtà è differente. Per vincere ci vuole equilibrio e per raccontare le partite, oltre al fatto che bisogna vederle, ci vuole senso della realtà. Per esempio: quella di Novara è stata una bella partita dell'Arezzo, più bella per come la squadra si è difesa che per come ha attaccato. Non a caso i voti più alti li hanno presi Mazzoni e Terra, non Erpen e Chianese. Il che non è affatto un demerito, anzi.
I come iettatori. Il Novara non perde in casa da aprile. E ci credo. Sopra la panchina degli ospiti ci hanno piazzato la pubblicità dell'impresa funebre La Pace. Chi va a sedersi lì ha ben altri pensieri che conquistare i tre punti!
L come lisciatina. Franco Ceravolo è uno che sa fare il suo mestiere e non ha paura di prendersi le responsabilità che gli competono. Dopo l'esonero di Semplici, però, le frasi che ripete più spesso sono due: “in giro c'è chi non vuole il bene dell'Arezzo” e “gli unici tifosi veri sono quelli della curva”. Riguardo la prima affermazione, può darsi sia come dice lui, anche se non si capisce bene con chi ce l'abbia il diggì. Riguardo la seconda, mi pare tanto un modo per blandire la Minghelli, operazione rischiosissima che potrebbe sortire l'effetto opposto a quello sperato. Le curve, direttore, non si blandiscono mai.
M come mobbing. Un mese fa tutti indignati e incazzati, dal presidente in giù, con Terra e Miglietta che non erano convocabili. Oggi Terra eMiglietta giocano e dal presidente in giù nessuno dice più una parola. Dai, ammettiamolo, siamo buffi.
N come nec tecum nec sine te vivere possum. Non è una bestemmia, è una massima che ricorre nei classici latini. Attribuita a Catullo, Ovidio e altri artisti della penna, significa: né con te né senza te posso vivere. Già nell'antica Roma, evidentemente, si erano immaginati l'Arezzo di Piero Mancini, un presidente senza il quale, così dicono molti con più di una ragione, non ci sarebbe il calcio ad Arezzo. E con il quale, però, il calcio viene fatto in modo spesso incomprensibile. Né con Mancini né senza Mancini, ecco la nostra tortura.
O come occhi sgranati. Nel Novara ci gioca Ventola. Ventola è sposato con Kartika Luyet. Kartika Luyet è una modella brasiliana. Le modelle brasiliane sono gran pezzi di figliole. Ed è questo il motivo per cui in tribuna, anche a partita in corso, ogni tanto la gente si alzava e scrutava il settore vip. Ma di Kartika, dal mondo ricordata per lo spot in cui i granchietti dispettosi la facevano sollevare dalla sabbia a tutto topless, nessuna traccia. In ogni caso, bravo Ventola, ottima scelta.
P come privé. Non sapendo che lo stadio “Piola” di Novara si trasforma in una gigantesca discoteca a cielo aperto prima delle partite di campionato, sono rimasto esterrefatto quando, intorno alle 20.15, cioè a mezz'ora dal fischio d'inizio, lo speaker ha mandato in diffusione dalle casse una musica a palla che di solito ascoltano quelli dei rave party. Il volume era talmente alto che la gente smadonnava in dieci lingue ma nessuno sentiva a un metro di distanza. Poi, grazie a Dio, lo speaker impietosito ha cambiato cliché e ha messo Non succederà più di Claudia Mori. E in tribuna è tornata la calma.
Lisuzzo litiga con FigliomeniQ come quattro del mattino. L'ora in cui mi sono messo a scrivere le pagelle e ho caricato le interviste sul sito. Gli utenti connessi in quel momento erano due: io e il Sava!
R come ribaltone. Luglio 2009. “I giocatori dell'anno scorso li butterei tutti nella Chiana, perché vagabondi, immorali come questi non ce ne sono. Dovrebbero dare le dimissioni, hanno fatto il bello e il cattivo tempo, ci hanno preso in giro, hanno fatto anche la formazione”. Applausi della corte con la lingua penzoloni. 18 ottobre 2009. “Chianese è come il vino, invecchiando migliora”. Primo novembre 2009. “Togni sta giocando benissimo”. 4 dicembre 2009. “Croce deve fare il titolare”. 7 dicembre 2009. “Terra adesso è in gran forma”. Consensi della solita corte di cui sopra. L'autore delle dichiarazioni, per inciso, è sempre lo stesso. Chi ne indovina il nome, vince una notte con la ragazza amaranto del prossimo mese.
S come sperpero. Venitucci in panca per minuti novanta e Togni a sedere per minuti ottanta sono qualcosa in più di una semplice scelta tecnica. Sono anche la rinuncia a mettere qualità in mezzo al campo, fermo restando che in formazione ne possono andare solo undici. E' questione di gusti, sui quali notoriamente c'è poco da discutere, ma resto dell'idea che il modulo con le tre mezze ali era quello che esaltava di più le caratteristiche dei nostri centrocampisti. Ne sono straconvinto.
T come telepass. Dopo sedici anni ininterrotti di trasferte, viaggi, pedaggi, caselli, code chilometriche e spiccioli da cercare, ho finalmente convinto Teletruria a dotare le sue vetture dell'utilissimo marchingegno grazie a cui arrivi alla sbarra del casello, la sbarra si alza e tu prosegui la marcia senza fermarti, pagare e premere qui per la ricevuta. Come suol dirsi, meglio tardi che mai.
U come ultima richiesta. A Teletruria adesso dovrò chiedere di montare l'autoradio sulla macchina da trasferta, perché 900 chilometri senza lo straccio di un cd da ascoltare sono come una martellata sulle p... sulle dita!
V come videonovara. E' la televisione che ci ha fornito l'assistenza tecnica per riprendere la partita. L'operatore presente allo stadio ha collegato cavi, cavetti e jack vari, ma nonostante i suoi tentativi l'audio del mio microfono sembrava non funzionare. Alle 20.44 mi ha detto: “Mi dispiace, mi sa che non verrà niente. Però tu fai la telecronaca lo stesso”. Il tono scoglionato del commento era dovuto a questo retroscena: in pratica ho parlato novanta minuti con la quasi certezza di lavorare a vuoto, certezza poi rivelatasi infondata.
Z come zibaldone. Appuntamento al 2010. Si va a Monza.

scritto da: Andrea Avato, 09/12/2009