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Pressare alto o giocare di rimessa? Tutte e due le cose. I temi tattici della sfida alla capolista

Il pronostico, anche per il fattore campo, pende dalla parte dei grigi. Ma l'Arezzo ha le sue doti da sfruttare: velocità e dimestichezza con il gol sono armi importanti, senza dimenticare le 24 ore di riposo in più. Sulla carta molto dipenderà dalle punte: Moscardelli, Grossi, Gonzalez e Bocalon osservati speciali. Ma comunque vada, siamo soltanto alla quarta giornata: stasera non ci saranno sentenze definitive



Stefano Sottili, allenatore amarantoL'Alessandria è la squadra più forte del campionato. Carta canta: i nomi sono tutti roboanti, l'allenatore è uno che vince e l'inizio di stagione è stato perfetto. Nove punti su nove, miglior difesa del torneo, anche un pizzico di buona sorte che non guasta mai.

Questo per dire che oggi l'Arezzo non gioca una partita normale, ma un confronto diretto d'alto livello e con un coefficiente di difficoltà molto elevato. Siamo solo alla quarta giornata, quindi qualsiasi risultato non sarà definitivo e non avrà l'imprimatur della sentenza. Però questo mercoledì darà delle risposte significative riguardo il valore tecnico della rosa, la solidità tattica e la tenuta sia fisica che mentale.

 

Sottili ieri ha detto che non si può impostare una gara del genere in maniera monotematica. E' fuori dal mondo pensare di giocare novanta minuti attaccando a spron battuto e pressando alto. Ed è inverosimile rintanarsi pervicacemente dentro la trequarti, facendo muro e puntando esclusivamente sulle ripartenze. Ci vorrà un po' dell'uno e un po' dell'altro, fermo restando che dipenderà anche dall'avversario.

Rispetto a Carrara e al derby con il Siena, serve assolutamente un approccio diverso. Più arcigno e compatto. Serve una maggior coesione tra reparti, evitando di sfilacciare la squadra per non concedere spazi a giocatori che hanno qualità tecniche sopra la media. L'Alessandria è formazione di spessore anche sul piano atletico: sono grossi, sono alti, sono potenti. Per questo Muscat e Rosseti hanno qualche chance di giocare dall'inizio. 

 

Gonzalez e Iocolano, punti di forza della capolistaL'Arezzo non parte battuto, anzi. Ha caratteristiche di velocità e aggressione degli spazi che alla capolista possono creare problemi. I 7 gol segnati fin qui (attacco più prolifico del girone) significano freschezza e predisposizione alla giocata offensiva, che s'implementa quando gli amaranto hanno ampie fette di campo dove muoversi.

Braglia lo sa e difficilmente lascerà varchi dietro i due mediani (Cazzola e Mezavilla, la coppia allenata alla Juve Stabia ai tempi del salto in B), nella zona dove Grossi (o Erpen) amano prendere palla per puntare la porta. Però l'Alessandria farà la partita e quindi qualche decina di metri alle spalle dei centrali di difesa (Gozzi e Piccolo) verrà a crearsi. Il movimento incontro di Moscardelli e i tagli profondi di Yamga e Arcidiacono rappresentano soluzioni da spendere con decisione.

 

Poi è chiaro che anche Sottili ha studiato i grigi e ha preparato le contromosse. I moduli sono praticamente a specchio (4-4-2 contro 4-2-3-1), con l'Alessandria che sulle ali spinge forte. Iocolano a sinistra e Sestu a destra (Marras ha una caviglia dolorante) vanno francobollati senza requie, perché nell'uno contro uno faccia alla porta diventano pericolosi. Luciani e Sabatino saranno chiamati a legnare ma anche a spingere, obbligando gli aversari a rincorrerli all'indietro. 

Buona parte della sfida, sulla carta, la decideranno le punte. Moscardelli da una parte, Gonzalez e Bocalon dall'altra sono tre aghi della bilancia. Il pronostico, considerando tutto, pende dalla parte dell'Alessandria, specie per il fattore campo. Ma l'Arezzo ha il vantaggio di aver riposato 24 ore in più. E in una battaglia come questa, non è dettaglio da poco. L'unica cosa sicura è che si preannuncia una bellissima giornata di calcio. Peccato solo per il giorno e l'orario. Un plauso doppio ai 50 aretini che si sistemeranno nel settore ospiti del ''Moccagatta''.

 

scritto da: Andrea Avato, 14/09/2016





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