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La Chiusa dei Monaci

La Chiusa dei Monaci è una mirabile opera di ingegneria idraulica situata nella parte terminale del Canale Maestro della Chiana.



La prima chiusa fu edificata intorno al 1115 dai monaci dell’abbazia delle Ss. Flora e Lucilla di Torrita di Olmo La Chiusa dei Monaci è una mirabile opera di ingegneria idraulica situata nella parte terminale del Canale Maestro della Chiana.

Si può raggiungere percorrendo via Molinara, strada che collega via Calamandrei alla frazione di San Leo.

Fu edificata intorno al 1115 dai monaci dell’abbazia delle Ss. Flora e Lucilla di Torrita di Olmo come pescaia e con la funzione di regolamentare il deflusso delle acque dalla Valdichiana verso l’Arno, visto il progressivo impaludamento di cui soffriva da tempo la vallata.

Nel 1345 fu allargato il canale e la pescaia venne demolita e subito ricostruita. Nel 1388 i monaci abbassarono il livello della chiusa, nel tentativo di migliorare il passaggio delle acque. Tuttavia le piene travolsero la struttura in più di un’occasione.

La mirabile opera di ingegneria idraulica ha subito varie modifiche nei secoliNella seconda metà del Cinquecento se ne contano almeno quattro, verificatesi nel 1570, nel 1579, nel 1589 e nel 1593, che causarono ingenti danni. Alla fine del secolo gli aretini ipotizzarono un nuovo decremento della soglia del manufatto, ma i fiorentini si opposero all’intervento, temendo che una maggiore gettata nell’Arno avrebbe causato un rischio più elevato di inondazioni a Firenze.

Anche nel 1601 e nel 1603 le alluvioni provocarono danneggiamenti alla costruzione e per questo motivo i monaci ottennero l’autorizzazione a trasferire la chiusa di un centinaio di metri più a monte, dove la roccia affiorante permise delle fondamenta più solide. Nel 1607 ci fu un nuovo crollo e il seguente rifacimento.

Nel 1635 il matematico castiglionese Enea Gaci suggerì la demolizione totale dell’opera. Evangelista Torricelli, sommo fisico e matematico della corte granducale toscana, si oppose al progetto.

A metà Settecento il trapanese di origini spagnole Leonardo Ximenes, noto ingegnere e geografo, fu invitato dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena a sviluppare un piano per abbassare il livello della struttura, ma per non pregiudicare la navigabilità del Canale Maestro non se ne fece nulla.

Nel 1769 la Chiusa dei Monaci versava ormai in condizioni precarie e per questo motivo furono intrapresi degli imponenti lavori di restauro. Nel 1797 il complesso fu ceduto dai monaci benedettini all’Ordine di Santo Stefano. Alla fine del secolo Vittorio Fossombroni, riprendendo i concetti di Ximenes, consigliò di nuovo la riduzione del suo livello.

Nuovi rifacimenti interessarono l’opera nel XIX secolo. Nel 1829 Alessandro Manetti, ingegnere e architetto fiorentino, progettò l’abbassamento della costruzione di tre metri e la realizzazione di uno scaricatore a fianco. I lavori andarono avanti per un decennio e il risultato finale fu un’infrastruttura possente che resse fino al 1943, quando le bombe della Seconda Guerra Mondiale ne distrussero il regolatore di destra.

Oggi la chiusa è uno dei elementi più importanti del Sentiero della BonificaQuest’ultimo non fu rimesso in piedi e al suo posto, nel Dopoguerra, venne concepito un canale derivatore attraversato da un ponticello ad arco.

Nell’aprile 2008 la Chiusa dei Monaci è entrata nelle case degli italiani facendo da scenario alla fiction di Rai 1 Per una notte d’amore, film in due puntate di Vittorio Sindoni, prodotto da Edwige Fenech e ambientato tra Arezzo e Monte San Savino.

Il 13 settembre 2008 è stato inaugurato il Sentiero della Bonifica “Vittorio Fossombroni”, un percorso ciclo-pedonale in terra battuta lungo oltre sessanta chilometri che dalla periferia di Arezzo raggiunge Chiusi, affiancando in tutto il suo tratto il Canale Maestro della Chiana.

Questa sorta di museo a cielo aperto e stato fortemente voluto dalla Provincia di Arezzo e consiste in un itinerario in terra battuta, provvisto di cartellonistica che illustra la storia della bonifica e descrive i manufatti di ingegneria idraulica e civile che sono attraversati durante il cammino.

La Chiusa dei Monaci rappresenta uno degli elementi simbolo di questo splendido percorso e, in futuro, l’antico mulino nei pressi del struttura sarà recuperato e diverrà sede del Museo della Bonifica.



scritto da: Marco Botti, 20/03/2009