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Allenamenti, ennesimo trasloco. Quattordici sedi diverse in sei anni. Il triste amaranto tour

Oggi e domani sedute a Badia al Pino. Ma in queste ultime stagioni l'Arezzo ha dovuto lavorare a Pescaiola e in via Arno, al Buonconte e a Le Caselle, a La Nave e Indicatore, sull'erba naturale e sul sintetico. Il guaio è che senza i campini dell'antistadio, cui la società ha frettolosamente rinunciato per colpa di un affitto esoso, diventa tutto più complicato. E le amministrazioni comunali non sono mai riuscite a trovare la quadratura del cerchio. Insomma, la patata è sempre più bollente



la foto di un allenamento amaranto sul sintetico di via BuonconteI campini sopra e sotto. Il Villaggio Amaranto in erba naturale e in erba artificiale. Le Caselle sul prato e sul sintetico. Il ''Lorentini'' di Pescaiola. Indicatore. Il Buonconte. Via Arno. La Nave. Qualche volta lo stadio. Il Palasport quando nevicò. Adesso Badia al Pino

Siamo a quattordici sedi diverse, più o meno fisse, per le sedute d'allenamento. In sei anni. Se non è un record poco ci manca e testimonia le difficoltà che sta incontrando l'Arezzo per impostare un lavoro consono a una società professionistica.

 

Le cause di questo continuo via vai, che complica la logistica a calciatori, allenatori, magazzinieri e staff medico, sono legate alle lungaggini della burocrazia, alle negligenze delle amministrazioni comunali, alla incomprensibile intransigenza dei proprietari dell'antistadio e alla scarsa lungimiranza dell'Arezzo, che si ritrova alle prese con un problema di difficile e incerta risoluzione.

Fatto sta che oggi e domani la squadra traslocherà a Badia al Pino, dove perlomeno il terreno di gioco è in buone condizioni, visto che viene utilizzato solo una volta ogni quindici giorni, quando il Tegoleto gioca in casa. Settimana scorsa era stata fissata una seduta al Villaggio Dante, ma il meteo inclemente mandò tutto all'aria. Altrimenti oggi saremmo a quindici sedi.

 

partitella contro la Berretti a La NaveL'Arezzo, come noto, è in attesa che si sblocchi la questione Le Caselle. L'impianto, dopo il fallimento dell'Ut Chimera che lo gestiva, è in mano al curatore. Il Comune ha provato ad accelerare i tempi per rientrarne in possesso e poi affidarlo al club amaranto, ma siamo ancora in stand by. Nel frattempo la squadra si è allenata un po' a La Nave (dove il fondo è in condizioni critiche e Sottili se ne è lamentato più volte) e un po' sul sintetico di via Buonconte, con qualche rifinitura allo stadio. Novità sono attese entro la fine di novembre, ma la data giusta scivola sempre un po' più in là.

Da quando l'Arezzo ha rinunciato a pagare l'affitto dei campini alla famiglia Funghini, è stato un calvario. Il canone, giudicato esoso, era oggettivamente una spesa a fondo perduto, ma rappresentava un pegno da pagare alla stabilità. Né è stato possibile intavolare una trattativa più serena con i proprietari, magari per arrivare a una comproprietà dei terreni. I Funghini e il loro legale sono sempre rimasti rigidi sulle loro posizioni, spegnendo sul nascere qualsiasi speranza di accordo.

 

La patata bollente non è venuta fuori adesso. Già il presidente Severini era arrivato al muro contro muro con i Funghini e la squadra aveva dovuto spostarsi a Pescaiola, poi a Le Caselle, poi anche a Indicatore. Per un paio di settimane, ma a causa della neve, si allenò al chiuso del Palasport. Una volta siglato l'accordo per il giovanile con il Villaggio Amaranto, la soluzione definitiva sembrò quella di via Divisione Garibaldi. Ma durò poco, anche perché obtorto collo Severini tornò all'antistadio.

Tra alti e bassi, oggi siamo di nuovo al punto d'inizio, con le amministrazioni che non sono mai riuscite a far quadrare il cerchio. Di ipotesi ne sono state lanciate molte, da Villa Severi a Sant'Andrea a Pigli, senza sbloccare l'empasse. E l'amaranto tour, oltre che sul piano pratico, si sta rivelando pure un danno d'immagine. Per tutti.

 

scritto da: Andrea Avato, 17/11/2016





Arezzo, quattordici campi d'allenamento in sei stagioni
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