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MONDO AMARANTO
Pistoia, 14 giugno 1998 - foto ricordo per la promozione in C1
NEWS

Caccia alla vittoria esterna. In duecento a fianco dell'Arezzo. Servono tre punti a Pontedera

Macchine e pullman di tifosi al seguito della squadra. Gli amaranto hanno bisogno di conquistare un successo lontano dal Comunale che manca dai primi di settembre. Sul sintetico del ''Mannucci'' non ci sarà il problema del campo pesante e questo è un bel vantaggio per Sottili e i suoi giocatori. Il resto lo faranno gli aretini stipati nel settore ospiti



la Minghelli oggi in trasferta a PontederaA caccia di vittorie. Voglio recuperare questo slogan letto più di una volta sui social network questa settimana perché ben si addice alla trasferta in quel di Pontedera. In settimana, infatti, si è parlato della enorme differenza tra i punti conquistati in casa e in trasferta, nonostante non ci sia lo stesso divario tra le prestazioni offerte, anzi. Forse sono mancati il cinismo e la malizia di cui parlava Arcidiacono, fatto sta che lontano dal Città di Arezzo non vinciamo dalla seconda giornata a Carrara. Due mesi e mezzo fa: Santo Spirito festeggiò il triplete proprio quella sera, mentre Trump battagliava ancora con la Clinton per la presidenza degli Stati Uniti e il referendum costituzionale non era ancora sulle prime pagine di tutti i giornali. Questo per dire che un po' di tempo è passato, tante partite si sono susseguite ma la vittoria fuori l'abbiamo sempre mancata e spesso per un pelo.

 

E dire che i nostri dovrebbero essere abituati a spostarsi da campo a campo, visto che lo devono fare persino per gli allenamenti settimanali, altro tema caldo del momento. I tifosi, rappresentati da Orgoglio Amaranto, si stanno giustamente spazientendo di questa situazione precaria e fastidiosa: urge una soluzione definitiva, perché la squadra merita una sistemazione fissa e le improvvisazioni invece non fanno il bene di nessuno. Detto questo, Pontedera non è esattamente la sede migliore per pensarci. Lì conta solo uscire vincitori, in un modo o nell'altro; lì conta solo tifare nella speranza di gioire e tornare a casa felici; lì conta solo il rettangolo verde e il suo responso al novantesimo più recupero, come sempre del resto. A questo proposito, l'ultima partita contro il Piacenza ci ha consegnato un Arezzo meno bello ma più concreto, abile a sfruttare finalmente i risvolti di un calcio d'angolo e poi bravo a chiudersi e rimanere compatto, concedendo poco o nulla. I tempi sembrerebbero maturi per una svolta positiva in questo senso che ci faccia smettere di dilapidare punti e rischiare le coronarie.

 

tifosi amaranto un anno fa allo stadio ''Mannucci''Anche il rischio di perdere pericolosità per il campo pesante, come accaduto a Pistoia, pare molto attenuato dalla presenza dell'erba sintetica che dovrebbe, teoricamente, consentire palla a terra e fraseggio, più congeniale per noi. Insomma, le condizioni sembrano esserci tutte, quindi la caccia alla vittoria in trasferta è ufficialmente riaperta. Sta ora a Sottili e alla squadra che vorrà schierare in campo regalarci ciò che ci manca da troppo tempo. Abbiamo smesso di soffrire di vertigine ormai e dopo due anni di terza serie senza grandi pretese lì in alto ci vogliamo rimanere a ogni costo. Serve, però, continuità, ovvero qualche vittoria consecutiva non così impossibile, calendario alla mano. Inutile ribadire che in questa squadra ci crediamo: ci stiamo credendo dal primo secondo di Arezzo-Como, anzi dalla prima amichevole a Soci e continueremo a farlo anche oggi, quando in duecento ci muoveremo in direzione Tirreno per dar manforte agli amaranto.

 

Chi in macchina, chi in pullman, questo non importa. Ciò che importa è compattarsi all'interno del settore quando inizierà la partita, perché i gruppi chiederanno a ognuno di noi di tirare fuori la voce, di avvicinarsi, di tenere una bandiera, di partecipare a una coreografia o a una sciarpata, magari. Facciamolo per l'Arezzo, che deve affrontare due trasferte consecutive in cui raccogliere più punti possibili per ricompensare le occasioni perse e stare al passo delle prime. Due trasferte significa che hanno ancora più bisogno di noi, per cui aiutiamoli e chissà, può darsi che a Natale possiamo essere più vicini alla vetta. Non dipende solo dall'Arezzo, ma dipende anche dall'Arezzo. Non dipende solo da coloro che vanno in campo, ma anche da chi, fuori, li sostiene a gran voce finché non rientrano negli spogliatoi. E chi vi sostiene, ragazzi, non mancherà mai, perché “nessuno da te mi porterà mai via”. Avanti Arezzo!

 

scritto da: Luca Amorosi, 20/11/2016





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