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Dove si allena la squadra? Boh. Soluzione: prato dello stadio in sintetico. L'Arezzo ci pensa

La questione logistica torna ciclicamente a galla ed è ogni volta più ingarbugliata. Stamani in Consiglio Comunale l'ex assessore Romizi ha presentato un'interrogazione al riguardo, ma al di là della polemica politica ci sono disagi evidenti legati al continuo spostamento da una sede all'altra. Una soluzione inedita l'ha proposta mister Battistini durante Block Notes: erba artificiale al Città di Arezzo. Un'ipotesi tutt'altro che impraticabile e che la società ha già inserito nel progetto di ristrutturazione dell'impianto



la prima squadra alle prese con continui spostamenti per allenarsiUn vicolo cieco. La questione campi d'allenamento torna a galla ciclicamente e ogni volta sembra più complicata, perché ogni volta è passato un altro po' di tempo e sono cresciuti i disagi. La fotografia attuale è quella dell'Arezzo che deve fare la spola su terreni sempre diversi e a orari sempre variabili.

Stamani in Consiglio Comunale l'ex assessore allo sport, Francesco Romizi, ha presentato un'interrogazione al riguardo: “le promesse da campagna elettorale, quando venne addirittura ventilata la possibilità di acquisto da parte dell'amministrazione dei campi del Funghini adiacenti allo stadio, si sono rivelate tali e l'annosa questione dei campi di allenamento dell'Arezzo calcio non trova una svolta. Per ora abbiamo il girovagare della squadra per la provincia, di soluzioni invece neanche l'ombra”.

 

Al di là della polemica politica, che negli ultimi anni ha coinvolto tutti gli schieramenti, una proposta inedita l'ha lanciata l'altra sera Pierfrancesco Battistini durante la puntata di Block Notes: ''Il campo dello stadio potrebbe essere trasformato in un sintetico di ultima generazione - ha detto. Ci vogliono due mesi per realizzarlo e questo consentirebbe alla prima squadra di allenarsi stabilmente all'interno del Comunale, senza problemi di usura del manto per le gare ufficiali. Finalmente cesserebbe la spasmodica ricerca di strutture all'altezza''.

Sembrava una provocazione, ma non è così. La notizia è che l'Arezzo a una soluzione del genere ci ha pensato e l'ha inserita nel ventaglio delle ipotesi di ristrutturazione dello stadio. Oltre ai progetti di miglioria delle tribune, esiste pure una sorta di piano B, messo nero su bianco, riguardo il terreno di gioco: se non ci saranno novità per i campi d'allenamento, se nessuna alternativa avrà i crismi dell'efficienza, si punterà sul sintetico. Il modello da seguire? Cesena. Lì hanno optato per l'erba artificiale da tempo e si trovano benone.

 

Coppa Italia, l'Arezzo in campo sul sintetico di CesenaCerto, per chi era abituato a coccolarsi uno dei prati più belli d'Italia, si tratta di un'ipotesi per certi versi scioccante. Ma in sessanta giorni, e vagliando attentamente la possibilità di attingere da fondi pubblici, si metterebbe fine a un problema annoso che sta ammorbando l'Arezzo e che crea disagi sia alla logistica che alla parte tecnica.

Prendiamo il programma di lavoro di questi giorni, che è emblematico: quattro sedute, compresa quella di domani, tutte di mattina e tutte, tranne la rifinitura, sul sintetico di via Buonconte. Ma venerdì a Gorgonzola si gioca alle 18 sull'erba naturale. Settimana scorsa, allenamenti allo stadio e a Badia al Pino, quindi su prato, nonostante a Pontedera ci fosse il sintetico. Non è colpa di nessuno, è che l'Arezzo deve andare dove lo ospitano e in casa d'altri programmare è impossibile. 

 

Il mantra ricorrente, da Bacis e Balbo fino a Capuano e Sottili, è sempre stato ''bisogna arrangiarsi''. Oggi qua e domani là, oggi sul campo stretto e domani sul campo più largo, oggi alle 11 e domani alle 16, oggi sull'erbetta fresca e domani su quella sintetica, oggi sul morbido e domani sul duro. A tutto c'è rimedio, ma i magazzinieri mugugnano, i massaggiatori pure, i calciatori si cambiano allo stadio e poi vanno in macchina ad allenarsi, i preparatori devono cambiare le tabelle, i tecnici hanno altre cento cose cui pensare. 

In tutta questa storia, così ingarbugliata che si fa fatica a ricordarne l'inizio, c'è un gigantesco concorso di colpe. Ci sono quelle dell'Arezzo che ha mollato l'affitto dell'antistadio e che il bando per il Villaggio Dante l'ha toppato clamorosamente, cestinando anche la soluzione VA, fino a quelle dei proprietari dell'antistadio, che preferiscono incomprensibilmente tenere i terreni incolti e abbandonati piuttosto che trovare un accordo ragionevole per tutti. In più c'è l'ignavia del Comune, sempre un passo indietro rispetto agli eventi. Alla fine il campo dello stadio lo faranno in sintetico veramente: e forse non sarà un male...


scritto da: Andrea Avato, 23/11/2016





Il Comunale in erba sintetica. Un'ipotesi possibile?

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