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Settanta minuti buoni, poi la flessione. L'utilità del 4-3-3. Grossi e Arcidiacono, serve di più

Dopo la debacle di Pontedera c'era il rischio che si aprisse un periodo di magra. Invece a Gorgonzola sono arrivate risposte incoraggianti, anche sul piano atletico, e la prestazione è stata migliore del risultato. Il modulo con tre mediani ha funzionato (De Feudis e Corradi trasformati in positivo) ma è mancato il colpo finale. Sottili ha deciso di non cambiare né impianto di gioco né uomini, nonostante la flessione a metà ripresa, ed è per questo che qualche rimpianto rimane, con gli esterni offensivi che stanno rendendo meno delle aspettative



De Feudis, tra i migliori, combatte a metà campo1. Partiamo dalle cose buone. Dopo Pontedera, c'era il rischio concreto che si aprisse un periodo di magra non solo riguardo i risultati, ma anche riguardo le prestazioni. Toppare pure venerdì, e magari perdere di nuovo, sarebbe stato esiziale. Non è accaduto e alla fine la prova di squadra, come già detto, è stata migliore del risultato. L'Arezzo quest'anno ha vinto solo una volta due gare di fila. E' pur vero che due partite consecutive non le ha mai steccate. Siamo double face.

2. Il 4-3-3 è un vestito che alla squadra calza bene. Lascia modo ai laterali bassi di spingere (anche se Sabatino avanza di rado e forse, per caratteristiche, è più un quinto che un quarto); consente a De Feudis di coprire meno campo, migliorandone la gestione della palla e l'efficacia in fase di filtro; restituisce la vetrina a Corradi, una mezz'ala naturale che alza la qualità del palleggio (vedere la rifinitura per Polidori nell'azione del palo); sposta gli esterni d'attacco più vicini all'area avversaria, con tutti i benefici conseguenti. Sarebbe il caso di insisterci, anche a costo di fare a meno, a seconda delle evenienze, di uno dei due centravanti.

3. Sul piano atletico, a Pontedera l'Arezzo era stato surclassato. Avversari a velocità doppia, contrasti regolarmente persi, difficoltà evidente nel reggere i ritmi alti. Siccome quelle manchevolezze si erano notate già contro Pistoiese e (in parte) Piacenza, era scattato l'allarme. A Gorgonzola diversi dubbi sono stati fugati: la squadra ha tenuto, ha dato brio alla manovra, ha costretto la Giana a cambiare modulo perché a un certo punto l'inerzia era tutta amaranto. Servono riprove, ma forse è vero che si è trattato di defaillance mentale più che fisica.

4. La Giana Erminio in casa ha perso solo una volta, agli inizi di settembre. Lì hanno faticato anche Livorno e Alessandria (2-2 e 1-1), non va disprezzato un pareggio raggiunto a questa maniera. Non ci fosse stata la debacle contro Indiani, lo 0-0 di venerdì l'avremmo interpretato con ben altro spirito. Ma se alla squadra si era chiesto più carattere, la risposta c'è stata. Difatti i cinquanta che erano a Gorgonzola, alla fine hanno applaudito.

5. Sottili stavolta l'aveva preparata bene. Giocando 4-3-3, al di là di qualche occasione fisiologica lasciata a loro, l'Arezzo ha disinnescato le armi migliori della Giana, senza spuntare le proprie. Chiarello, il trequarti che aveva fatto vedere i sorci verdi all'Alessandria, è stato emarginato dalla contesa e alla lunga la bilancia si stava spostando dalla parte amaranto. E' mancato il colpo finale, il guizzo giusto. Sono mancati gli ultimi venti minuti.

 

Grossi in azione circondato dagli avversari6. Sarebbero serviti i cambi. A metà ripresa, cinque giorni dopo il sintetico del ''Mannucci'', su un terreno pesante per la pioggia, la squadra è andata giù. Più che il 4-4-2 biancazzurro (Albè a un certo punto ha abiurato il 3-4-1-2 iniziale), è il fatto di essere entrati in riserva ad aver offuscato gli assalti finali. L'impressione è stata netta, ma Sottili ha optato per non toccare né l'impianto tattico né gli uomini: questo per non alterare gli equilibri di una gara che era comunque in bilico. Una scelta conservativa che non ha pagato: l'Arezzo ha cominciato ad abusare della palla lunga e la Giana, con Perna e Gullit buttati nella mischia dalla panchina, nell'ultimo quarto d'ora è tornata fuori. Ricapitolando, quindi: 0-0 giusto. Ma i rimpianti ci sono pure stavolta.

7. Corradi (miglior partita da quando è qua) e Polidori (inesauribile su tutto il fronte) erano stremati. Grossi e Arcidiacono stavano evaporando definitivamente. Con tre innesti freschi, ruolo per ruolo, forse l'epilogo avrebbe cambiato verso. La riprova non c'è e dunque argomentiamo senza certezze assolute, come sempre nel calcio. Semmai va detto che i mugugni di una parte del pubblico, tra Pontedera e Gorgonzola, sono legati proprio a questo, all'inerzia nella gestione del match. Una decisione consapevole da parte di Sottili: legittima ma che qualche perplessità la lascia.

8. Un dettaglio che molti hanno notato riguarda Moscardelli, al quale va riconosciuta una disponibilità totale alle esigenze della squadra. Fino a oggi ha giocato, ha sbagliato gol fatti, ne ha segnati di molto belli, è stato sostituito, è subentrato e non ha mai messo una sillaba fuori posto. Venerdì, dopo quasi tre quarti d'ora di riscaldamento, è stato gettato nella mischia al minuto 89. Ha toccato un pallone e l'arbitro ha fischiato la fine. Intendiamoci, Moscardelli non ha nessun diritto in più rispetto ai compagni, però non tutti i giocatori sono uguali. E mandarlo dentro a gara finita è sembrata una forzatura.

9. Ci sono un paio di uomini, considerati fondamentali nei progetti estivi, che galleggiano al di sotto delle attese. Si tratta di Arcidiacono e Grossi. Il modulo di venerdì ha funzionato bene tranne che là davanti, dove loro due, per motivi diversi, non hanno inciso. Troppo impreciso Arcidiacono, che corre molto, aiuta i compagni ma non produce in proporzione: per lui finora zero gol e poche giocate veramente determinanti. Troppo statico Grossi, che ha sì segnato 4 gol (3 su palla ferma), ma resta spesso ai margini del gioco, quando invece dovrebbe marchiarlo a fuoco. Urgono soluzioni.

10. Il fatto che l'Arezzo abbia una rosa da terzo posto, non significa che debba vivacchiare fino a maggio per conservare questa posizione. Sennò si cade nell'equivoco e non va bene. Pensare, dati e organici alla mano, che Sottili abbia un esercito per vincere ogni battaglia a mani basse, non è realistico. Crogiolarsi su quanto fatto finora, demandando tutto al mercato di gennaio, sarebbe il peggiore degli errori.

 

scritto da: Andrea Avato, 27/11/2016





Giana Erminio-Arezzo 0-0, intervista a mister Sottili

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