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A Natale si può fare di più. Un manipolo di tifosi a Como con la speranza di un Arezzo diverso

Dopo Olbia, la lunga trasferta in Lombardia. Dopo il mare, il lago. Saranno una trentina i sostenitori aretini sugli spalti dello stadio ''Sinigaglia''. Si aspettano il giusto regalo e la ricompensa migliore per un attaccamento fuori dal comune. Anche perché mancano diciannove giornate alla fine del campionato, manca tutto il girone di ritorno, e lontano da casa bisogna alzare i ritmi



i tifosi amaranto dal mare di Olbia al lago di ComoIl giro di boa alla fine è arrivato, ma l'ultima regata non è stata di certo tra le migliori. Il cavallino infatti è stato sovrastato dai cavalloni di Olbia, in balia delle onde, trascinato da una corrente avversa e incapace di invertire la rotta. Così, la settimana breve che ha portato alla partita di oggi a Como è stata nuovamente burrascosa. Nell'occhio del ciclone sono tornate tutte le perplessità sulle capacità mentali e di concentrazione di singoli e squadra, sulle capacità del mister, sulla bontà della rosa e sulla possibilità di raggiungere la piazza d'onore, che è tornata a due vittorie di distacco. Il gap non è enorme, ma tutto dipende dalla risposta a un quesito: qual è il vero Arezzo? Quello arrembante, sicuro di sé e concreto visto in casa o quello spaventato, arrendevole, poco incisivo di buona parte delle gare in trasferta? Dopo un girone intero, sarebbe l'ora di avere la risposta, anche se c'è il timore che possa non essere quella auspicata.

 

Forse gli amaranto andranno avanti così, tra buone prestazioni e blackout, tra dinamismo e abulia. Nel dubbio, però, c'è ancora un girone da vivere, che è ben diverso da vivacchiare. Dal mare si passa al lago, dato che lo stadio Sinigaglia praticamente si affaccia su “quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno”. Ma non basterà la divina provvidenza di manzoniana memoria. Renzo Tramaglino non se ne restò con le mani in mano dopo che Don Abbondio gli disse che non poteva celebrare le nozze con Lucia e lo stesso deve fare l'Arezzo. Rimboccarsi le maniche, decidere che non può essere quello visto a Olbia o a Pontedera, o forse anche a Prato finché quel Moscardelli anche oggi indisponibile non l'ha risolta a colpi di genio. L'Arezzo non può arrendersi all'idea che questa rimonta a posizioni ancor più nobili “non s'ha da fare”, come la classifica suggerirebbe.

 

prepartita a Como nell'ultimo precedente dell'aprile 2015Se non altro perché mancano diciannove giornate di stagione regolare. Gli amaranto devono quindi riprendere in mano il loro destino, ritrovare la consapevolezza perduta dei propri mezzi tecnici e atletici e deve uscire rinvigorito dall'estremo nord. Ne va del prosieguo del campionato e ne va dell'umore dei tifosi a pochi giorni dal Natale. Noi tutti vogliamo arrivare al cenone della vigilia o al pranzo di Natale con la pancia già piena per una scorpacciata di gol e buon calcio offerta dalla nostra squadra del cuore. Lo vorremmo come regalo per queste feste e lo vorrebbe a maggior ragione chi stasera si sarà fatto qualcosa come 850 chilometri per arrivare al confine con la Svizzera e tornare giusto in tempo per stare con la propria famiglia nei prossimi giorni. E per quelli che la curva è come una seconda famiglia, la trasferta di Como sarà l'occasione di fare i migliori auguri ai propri amici, condividendo la stessa passione e la stessa insana ossessione!

 

Una sorta di Natale anticipato da passare con il B-side dei propri affetti. L'inizio del tradizionale giro dei parenti per salutarli tutti inizia quindi oggi alle 14.30. I tifosi presenti a Como, una trentina circa, vestiti a festa con sciarpe, bandiere o qualsiasi cosa di amaranto porteranno in dote la voce, i battimani. i cori di incitamento e biglietti di auguri sotto forma di striscioni e pezze. Parteciperanno vivaci, colorati e rumorosi come sempre, con la speranza di brindare al termine dei novanta minuti. Il resto lo dovrà fare l'Arezzo, che due piccoli regali se li è già fatti con i ritorni di Luciani e soprattutto Yamga e che dovrà ora corrispondere ai tifosi i presenti che questi ultimi, generosi come sempre, stanno continuando a elargire alla squadra. A Natale si può fare di più, dice una canzone natalizia nostrana un po' melensa forse, ma che si addice a questa occasione. Forza allora, facciamo questo qualcosa in più e mettiamo tre punti sotto gli alberi addobbati di società, giocatori, staff e tifosi. Tutti per i tre punti, tre punti per tutti!

 

scritto da: Luca Amorosi, 23/12/2016





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