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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Imolese02Arezzo
Fano12V. Verona
Gubbio11Feralpi Salò
Samb11Legnago
Sud Tirol11Perugia
Carpi22Triestina
Cesena00Modena
Fermana11Matelica
Mantova21Ravenna
Padova53Vis Pesaro
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Filippo e le sue passioni, gli sci e l'Arezzo
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Pazzo Arezzo, dolori e gioie a ritmi altissimi. Sottili e una squadra da tenere sempre a bada

Come dottor Jekyll e mister Hyde: il parallelo è calzante, vista la diversità di prestazioni che gli amaranto hanno tirato fuori nelle prime venti giornate di campionato. L'ultima è stata convincente sotto tutti gli aspetti, tant'è che ha fruttato una vittoria pesante. Adesso bisogna dare continuità e il compito spetta all'allenatore. Poi a gennaio un aiuto potrebbe arrivare dalla sessione di mercato



Stefano Sottili, il suo Arezzo è quarto in classifica“Era una maledizione del genere umano che questo eteroclito guazzabuglio dovesse così tenacemente tenersi avviluppato (...) che fin nel grembo tormentoso della coscienza questi gemelli antitetici dovessero essere in perenne tenzone. Come fare, allora, a separarli?”.

Non è, anche se potrebbe, un commento all’andamento stagionale dell’Arezzo, infarcito per vezzo di qualche termine d’antan. Si tratta invece di un brano tratto dal celebre romanzo di Robert L. Stevenson, “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. Chissà, forse l’autore era un lontano avo di Sottili, fatto è che la frase finisce con l’essere la fotografia di quanto fatto fino ad oggi dalla squadra, in un’alternanza di gioia e rabbia che fino ad ora non ha trovato soluzione. L’antivigilia di Natale abbiamo assistito ad una prestazione gagliarda e lucida, con azioni ficcanti e incisive, corredate da un atteggiamento tattico esemplare. Pressing alto sul portatore di palla avversario, nessuno smarrimento davanti alla possibile rimonta lariana. Posizioni giuste in campo senza abbassarsi troppo fino alla fine. Assolutamente il contrario della squadra molle, svogliata e moscia di Olbia. Il quesito posto dall’autore inglese a chiusura della citazione d’apertura diventa quindi il primo e fondamentale nodo che il nostro allenatore ed il suo staff devono impegnarsi a sciogliere una volta per tutte. L’Arezzo di Como era (e lo avevamo invocato!) lo stesso di Alessandria e Cremona: spavaldo, aggressivo, determinato. Ancora una volta esaltato dall’inferiorità numerica (però attenzione a questi cartellini rossi, poi per proteste; ormai dovrebbe esser chiaro che gli arbitri di Lega Pro son pronti a passar sopra alla pedata ma sono suscettibili assai se li rimbrotti….). Quando siamo questi, nessun traguardo e nessun avversario ci sono preclusi. Viceversa, se cala la tensione diventiamo vulnerabili all’eccesso: vero che Sottili questo aspetto lo va sottolineando da tempo, ma è ora di porre rimedio, magari appoggiandosi agli uomini di maggior esperienza adeguatamente responsabilizzati.

 

il direttore sportivo Roberto Gemmi in tribuna a ComoBisogna lavorarci e tocca all’allenatore “martellare” la testa dei suoi in modo che si convincano del loro valore senza cadere nella superbia, delle loro potenzialità senza smarrirsi davanti all’avversario, della necessità di avere sul terreno di gioco quel carattere (cojones) senza il quale difficilmente si raggiungono i risultati. Tutto questo va messo al servizio di una tecnica che molti dei nostri hanno ma che da sola non basta. Sarà determinante, in questo lavoro, anche il supporto della società che deve mettere tutto il suo peso dalla parte della bilancia dove siede l’allenatore. Ad onor del vero in questo senso qualcosa già si è mosso significativamente rispetto al passato e speriamo che la reazione di Como sia un segnale anche sotto questo aspetto. Come sottolineato un po’ dovunque adesso serve continuità. Di gioco e di risultati, anche perché ormai è abbastanza provato che a noi di fare risultato senza gioco riesce quasi mai. Proviamoci subito dunque; la Carrarese arriva al “Città di Arezzo” frustata in pieno volto da uno 0-4 casalingo che potrebbe innescare volontà di riscatto anche oltre le potenzialità tecniche del gruppo di Danesi; ma se l’Arezzo è l’Arezzo il problema non c’è. Si entrerà poi nel lungo tunnel dal quale i cervelloni della Lega Pro ci faranno sbucare solo il 22 gennaio sull’erba del “Rastrello” di Siena. In mezzo ci sarà un mercato lungo un mese ed una pausa che al via presenterà squadre anche radicalmente diverse rispetto ad oggi.

Sarà il mese di Gemmi. A lui oneri ed onori di un lavoro difficile e delicato, ma che ci sia da intervenire è fuori di dubbio. Certo da quel che accadrà misureremo le ambizioni vere per i prossimi 5 mesi. Intanto pensiamo soprattutto a lavorare per sciogliere il faticoso dilemma e porre fine a questa straziante altalena di prestazioni (più ancora che di risultati). La strada per il futuro passa da lì, ancora di più che da quanto saprà o potrà fare il direttore sul complicato mercato invernale. Compatti e duri, decisi ed efficaci. Forza ragazzi, regalateci il Capodanno che ci meritiamo! 

 

scritto da: Paolo Galletti, 28/12/2016





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