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La lancia d'oro dedicata a Giuseppe Mancini. A lui era intitolato lo stadio a Campo di Marte

Il primo trofeo del 2017 ricorda il centenario della morte del tenente, ginnasta della ''Francesco Petrarca'' e medaglia d'oro al valor militare. Dagli anni '30 al '61 l'Arezzo ha giocato nell'impianto che portava il suo nome. La Giostra di settembre in onore di Dante Viviani, che realizzò la facciata del Duomo in stile neogotico. Riconoscimento alla carriera per don Alvaro Bardelli, targhe alla memoria per Enzo Pecchi e per Guido Raffaelli, detto ''Ciuffino''



un allenamento dell'Arezzo negli anni '50 al vecchio stadio ManciniLa lancia d'oro di giugno sarà dedicata a Giuseppe Mancini, medaglia d’oro al Valor Militare, di cui ricorre il primo centenario della morte. Negli anni Trenta - per volontà del podestà Occhini, che accolse la richiesta avanzata da numerose associazioni combattentistiche e sportive di Arezzo – gli venne intitolato il rinnovato stadio cittadino, nell’area di Campo di Marte, che sarà smantellato nel secondo Dopoguerra. Nel 2006 è stato dedicato al suo nome un settore dello stadio “Città di Arezzo”. La figura di Giuseppe Mancini ricorda i numerosi caduti aretini della Grande Guerra. 

Nato ad Arezzo il 10 febbraio 1893  e deceduto a Foza (Vicenza) il 5 dicembre 1917, era il nipote dell’avvocato Mancini, sindaco di Arezzo dal 1911 al 1914.

Giuseppe in gioventù svolse attività sportiva nell’ambito della Società ginnastica “F. Petrarca”. Partecipò alla Prima guerra mondiale nel corpo dei bersaglieri. Ripetutamente ferito in azione bellica sul Carso, venne decorato della medaglia d’argento al Valor Militare (1915). Rimandato in prima linea con il grado di tenente, cadde durante l’attacco alla cima di Monte Miela, presso Caporetto. 

 

Le dediche delle lance d'oro delle Giostre del 2017 sono state annunciate stamani, durante la cerimonia di premiazione dei giostratori. Dopo una breve sfilata per le strade del centro storico, le rappresentanze dei quartieri, dei fanti e dei valletti del Comune, accompagnate dal Gruppo Musici, sono entrate a palazzo comunale. Nel cortile il sindaco Alessandro Ghinelli ha premiato i giostratori protagonisti delle tre edizioni del Saracino e delle prove generali del 2016, alla presenza del presidente dell’Istituzione Giostra del Saracino Franco Scortecci e dei rettori dei quartieri.

 

i giostratori delle edizioni del 2016La solenne cerimonia ha visto anche consegnare i premi alla memoria e alla carriera ed è stata l'occasione per annunciare i vincitori del Premio “Fulvio Tului”, giunto alla terza edizione e consegnato dal sindaco Ghinelli e dal presidente Scortecci al quartiere che ha sfilato meglio nelle edizioni 2016 della Giostra del Saracino: il premio di giugno è stato vinto dal quartiere di Porta Santo Spirito e quello di settembre dal quartiere di Porta del Foro.

 

Il riconoscimento alla carriera è​ stato attribuito a Don Alvaro Bardelli, figura che ha saputo valorizzare la Giostra del Saracino con numerosi eventi e ormai riconosciuto come “il parroco della Giostra”.

Le targhe alla memoria invece sono state consegnate ai familiari di Enzo Pecchi, per anni membro della Giuria, e Guido Raffaelli detto “Ciuffino”, storico capitano di Porta Crucifera e membro della consulta alla cui memoria si correranno le due edizioni 2017 della Prova Generale che si terranno rispettivamente il 15 giugno e il 1 settembre.

 

uno sguardo ai tabelloni con i punteggiIl sindaco ha poi annunciato le dediche delle Lance d’Oro: quella di sabato 17 giugno a Giuseppe Mancini e quella di domenica 3 settembre a Dante Viviani nel primo centenario della morte. Tra il 1901 e il 1914 realizzò la facciata del Duomo di Arezzo in stile neogotico, in sostituzione di quella precedente rimasta incompiuta dall’inizio del Quattrocento. L’opera ebbe grande importanza nel panorama culturale aretino, inserendosi in quella stagione di “ripristino stilistico” destinata nei decenni successivi a modificare durevolmente il volto dell’antica Arezzo, soprattutto per mano dell’architetto Giuseppe Castellucci e dell’ingegner Umberto Tavanti. Viviani studiò prima a Siena e quindi a Roma all’Accademia di Belle Arti; nel 1887 vinse il premio nazionale di Architettura e del Ministero della Pubblica Istruzione. A Roma lavorò negli studi degli architetti Koch e Oietti; trasferitosi a Perugia collaborà con l’architetto Sacconi al restauro di numerosi edifici sacri e civili. Nel 1911 progettò il padiglione umbro-sabino all’Esposizione etnografica di Roma e la sede della Cassa di Risparmio di Città di Castello.

 

Conclusa la premiazione i Musici hanno eseguito l’Inno del Saracino. Al termine dell’esibizione sono stati esposti i tabelloni con i punteggi marcati dai giostratori che hanno sfidato il Re delle Indie nelle due edizioni del Saracino dello scorso anno ed è stato presentato l’annuario della Giostra 2016 realizzato dall’addetto stampa dell’Istituzione Saverio Crestini.

Tra le notizie rientra la conferma del coordinatore di regia Andrea Biagiotti che vedremo ancora in testa al corteo storico.

 

scritto da: La Redazione, 04/02/2017





Premiazione dei giostratori e dediche per le Giostre 2017
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