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Un'azienda in salute e un cuore amaranto. La famiglia Agostini al fianco dell'Arezzo

La ditta di via Konz è specializzata nella vendita di materie prime, attrezzature e macchinari per panificazione, pizzeria e pasticceria. Fondata da Bruno nel 1961, oggi è gestita dal figlio Daniele, amministratore delegato e tifoso fin da bambino. ''In famiglia siamo tutti abbonati e non saltiamo una partita. La mia prima trasferta? Mi ci portò mia mamma. Lumezzane, Perugia nell'86 e la finale di Pistoia i ricordi più belli, Tullio Gritti il mio giocatore preferito. Oggi vedo la stessa maturità che c'era nell'anno di Somma. Possiamo soltanto migliorare''



la famiglia Agostini al gran completo al ComunaleMentre l’Arezzo continua a testa alta il suo campionato, lo stadio continua a riempirsi sempre di più. I tifosi amaranto non si fermano alle partite in casa, ma si spingono in gruppo anche in trasferta. E' la dimostrazione di un amore incondizionato e tanta fiducia verso questa maglia. Tra i fedelissimi più appassionati troviamo anche chi, con la sua attività lavorativa, cerca di aiutare la società contribuendo come sponsor.

Nel gruppo figura anche l’azienda aretina di Bruno Agostini, specializzata nella vendita di materie prime, attrezzature e macchinari per panificazione, pizzeria e pasticceria.

 

“La nostra ditta - spiega Daniele Agostini, figlio di Bruno e amministratore delegato dell’azienda - nasce grazie a mio padre nel 1961. Faceva il rappresentante per un mulinetto locale del Casentino, lui viene da Poppi e poi si è spostato ad Arezzo. Anche le mie sorelle lavorano con noi e mio fratello collabora in parallelo. Vendiamo tutto il necessario per produrre pizza, pane, pasticceria e tutte le attrezzature, di ogni dimensione, dal forno alla macchinina per casa per sbattere le uova. Nel 1989 l’attività ha preso sede in via Ferraris fino al 2014. Poi ci siamo ingranditi, abbiamo fatto un grosso investimento e abbiamo preso lo stabilimento in via Giacomo Konz. Una sede nuova con l’aggiunta di un bellissimo laboratorio dove accogliamo maestri del mestiere e organizziamo eventi, in modo che la nostra clientela possa specializzarsi e confrontarsi con persone e sistemi di lavorazione ai massimi livelli. Abbiamo ospitato all’interno del nostro laboratorio anche due campioni mondiali di pasticceria”.

Da quanto tempo segui l’Arezzo?

“Una vita intera. Il mio babbo Bruno mi ha portato allo stadio non appena ho iniziato a camminare. Ero un bambino e seguivo lui, mi ricordo il vecchio coro che faceva “marmo- musa- mujesan”: cantavamo i nomi di questi tre calciatori. Poi anche grazie a mia mamma Ilva mi sono avvicinato sempre più all’ambiente, perché ha iniziato lei a portarmi in trasferta”.

 

Bruno e Ilva, foto ricordo con MoscardelliCosa lega la tua azienda all’Arezzo?

“La mia famiglia e quindi la nostra attività sono amaranto. Siamo abbonati e lo siamo stati anche negli anni scorsi. Siamo sempre stati legati alla società, demmo un contributo anche quando l’Arezzo ripartì dai dilettanti, nel 1993, con Ciccio Graziani e Mario Fara. E adesso l’attuale direttore Riccioli mi ha riavvicinato: una persona in gamba, siamo nuovamente abbonati e siamo in tribuna vip”.

La trasferta è un momento importante tramandato di madre in figlio: quale ricordi con più piacere?

“Ce ne sono tantissime ma amo ricordare quella di Lumezzane nel dicembre 2003: spettacolare. Eravamo in 1500 e c’era una nebbia terribile che non si vedeva niente. L'arbitro avrebbe dovuto interrompere la partita, ma si continuò a giocare e l’Arezzo vinse 3-0. Con quella vittoria si mise in discesa tutto il girone di ritorno e poi con Somma andammo in serie B. Ma ricordo anche il 2-0 a Perugia nell'86  oppure lo spareggio di Pistoia nel '98”.

C'è un personaggio amaranto che ti rimarrà sempre nel cuore?

“Tullio Gritti. Lui abitava vicino a casa mia e così ho avuto la possibilità di conoscerlo da ragazzino. Era una persona semplice anche se giocava nell’Arezzo. Poi ricordo Gustinetti, lui è stato davvero eccezionale: una scena divertente fu quando gli preparai i pacchi dono di Natale. Arrivai allo stadio con il furgone e per scaricarli chiamò tutti i giocatori”.

Sei sorpreso dal momento positivo dell'Arezzo?

“Non troppo. Contro l’Alessandria è stata una partita esemplare e la squadra non ha patito più di tanto. Questo vuol dire che c’è un senso di maturità anche fra i giocatori, mi sembra un grande gruppo e mi fa pensare ai tempi di Somma. Se dovesse rimanere un clima come questo, senza infortuni, possiamo solo migliorare e devo ammettere che sono molto fiducioso”.

 

Ps - Questa rubrica è dedicata agli sponsor di Amaranto Magazine, aziende e attività legate al nostro sito web dalla comune passione per l'Arezzo e che hanno scelto di garantirsi la giusta visibilità grazie ai contatti e alle interazioni che Am è in grado di offrire sul web e sui social. Un abbraccio a tutti!

 

scritto da: Giulia Basagni, 08/02/2017





Sponsor Amaranto / Agostini B.
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