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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Imolese02Arezzo
Fano12V. Verona
Gubbio11Feralpi Salò
Samb11Legnago
Sud Tirol11Perugia
Carpi22Triestina
Cesena00Modena
Fermana11Matelica
Mantova21Ravenna
Padova53Vis Pesaro
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Paolo a Capo Nord - Norvegia
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Lo zibaldone della trasferta di Cremona. Esorcismi, fronde, stronzate e tetàss

Lo zibaldone della trasferta di Cremona, laddove il ritorno a casa è stato funestato dal trasporto di cinque nane sul groppone, pesanti oltremodo e oltremisura. L'ultima volta un viaggio del genere l'avevo fatto nel 2001, rientrando da Livorno. Lì fu anche peggio, perché la partita la perdemmo 5-3 dopo il novantesimo e nel parcheggio trovai la mia cara, vecchia Punto con le gomme a terra, grazie all'apprezzabile goliardia labronica. Stavolta invece a metà secondo tempo ci eravamo messi già l'anima in pace. E la Bravo ha fatto per intero il suo dovere.



lo striscione dei tifosi grigiorossiLo zibaldone della trasferta di Cremona, laddove il ritorno a casa è stato funestato dal trasporto di cinque nane sul groppone, pesanti oltremodo e oltremisura. L'ultima volta un viaggio del genere l'avevo fatto nel 2001, rientrando da Livorno. Lì fu anche peggio, perché la partita la perdemmo 5-3 dopo il novantesimo e nel parcheggio trovai la mia cara, vecchia Punto con le gomme a terra, grazie all'apprezzabile goliardia labronica. Stavolta invece a metà secondo tempo ci eravamo messi già l'anima in pace. E la Bravo ha fatto per intero il suo dovere.
A come altalenante. Il rendimento dell'Arezzo nelle prime sei giornate, un po' su e un po' giù, oggi bene e domani male. Ma anche l'atteggiamento della critica, che nel giro di una settimana è passata dall'elogio alla demolizione con invidiabile nonchalance. Come al solito, soprattutto per le gare in trasferta, gli editoriali del lunedì li scrivono i risultati. Per giudicare la prestazione, occorre aspettare la differita su Teletruria, ammesso e non concesso che nelle redazioni abbiano tempo e voglia di mettersi davanti alla tivù. Infatti succede spesso che certe partite nessuno degli editorialisti le abbia viste mai.
B come bestia nera. Massimiliano Guidetti è un bravo centravanti che in carriera ha segnato diversi gol a tante squadre. Quando incrocia l'Arezzo, non si sa perché né percome, la butta sempre dentro. Gli era già capitato quando giocava a Lumezzane e a La Spezia. Quest'anno era ancora a quota zero e per tutta la settimana da Cremona l'hanno menata sul fatto che Guidetti voleva rompere il ghiaccio, che Guidetti di qua e Guidetti di là. Detto e fatto: doppietta, ghiaccio rotto, tradizione rispettata. Compriamolo noi e non se ne parli più.
C come capitan Chianese. C'è chi dice che sia antipatico, chi gli toglierebbe la fascia di capitano, chi lo accusa di pensare soltanto al gol. Se il numero 9 non sia un mostro di simpatia, è opinabile e obiettivamente conta poco. Di sicuro la fascia al braccio sembra avergli dato più carica e pensare solo a buttarla dentro, trattandosi di una punta, non è questo gran difetto. Per adesso siamo a 4 reti in 6 giornate, 24 in 43 presenze amaranto. Come suol dirsi, carta canta.
D come Demi Moore. Sabato sera sono stato a cena a Piacenza con la sosia di Demi Moore, che ha tentato di farmi mangiare carne di cavallo senza riuscirci. Non fregherà niente a nessuno e nessuno ci crederà, ma volevo scriverlo lo stesso.
Chianese, autore del momentaneo pareggioE come esorcismo. In una domenica in cui la sfiga e la iella sono state tirate in ballo ripetutamente, specialmente a proposito delle nuove maglie verdi, è accaduto anche che qualcuno si sia preso la briga di chiamarmi al cellulare, subito dopo aver imboccato l'autostrada verso Battifolle, per ricordarmi che quando c'è il presidente Mancini in trasferta, l'Arezzo non vince mai. Ora, io a Mancini qualche critica l'ho fatta, ricevendone in cambio perfino una conferenza stampa ad personam, ma francamente non sarei mai arrivato a sospettare una cosa del genere. Però, incuriosito dal tono perentorio dell'interlocutore, del quale ho promesso che mai svelerò l'identità, ho controllato tra le mie carte. E in effetti ho scoperto che l'anno scorso il pres è venuto a vedersi le partite con Marcianise, Perugia, Ternana, Juve Stabia, Pistoiese, Benevento, Paganese e Crotone. Totale: quattro pareggi e quattro sconfitte. Dopo il 5-1 di Cremona, oltre a complimentarmi con l'informatore per la sua perspicacia, consiglio al presidente di rivolgersi a un esorcista. E poi a Foligno controlliamo se il rito ha fatto effetto.
F come fronda. Nei confronti di Semplici non c'è ancora quel clima da ultima spiaggia che tante volte abbiamo respirato in passato, ma la china non è proprio quella ideale. Conoscendo le difficoltà che caratterizzano il lavoro dell'allenatore, specie quando arriva in una piazza nuova, con un gruppo completamente nuovo e in una categoria nuova, sarebbe onesto concedergli il tempo necessario per far girare l'ingranaggio. Non è così. Prima tutti dicevano che quest'anno ci sarebbe voluta pazienza e poi, dopo appena sei giornate sei, siamo già ai processi sommari. L'Arezzo ha fatto 9 punti, che non sono così pochi. Ha vinto tre partite e tre ne ha perdute, non ha mai convinto fino in fondo ma questo era da mettere in conto. Il rodaggio sta per finire, direi di andarci cauti con le ghigliottine spianate e conservare un brandello di raziocinio. Se poi c'è qualche scienziato del calcio al quale è bastato un mese di campionato per capire che Semplici non è capace, allora mi inchino e mi tiro in disparte.
H come Horacio. Confesso la mia simpatia tecnica per l'argentino Erpen, che l'anno scorso ho apprezzato quando giocava a Sassuolo e del quale ho accolto con grande favore l'arrivo in amaranto. In questo periodo non sta facendo bene, dopo un precampionato in cui ci aveva fatto spellare le mani dagli applausi. Secondo qualcuno, incapace di distinguere l'aceto dal vino, Erpen è scarso. Invece Erpen è semplicemente un giocatore forte che sta trovando delle difficoltà. A Cremona quel missile verso l'incrocio dei pali è uscito di tanto così. Se il pallone fosse entrato, sarebbe cambiata la storia della partita e anche sua personale. Il calcio è una ruota che gira, arriverà anche il momento di Erpen. Trequartista o seconda punta, cambia poco.
M come maramaldo. Il Maramaldo vero, quello con la M maiuscola, era un condottiero passato alla storia perché uccise, tradendo le regole cavalleresche, un rivale ferito e inerme. Il maramaldo di oggi, con la m minuscola, si chiama Zanchetta. Ottimo calciatore, autore del gol del 5-1 con un tiro da posizione defilata (sì sì, un tiro voluto e non un cross, riguardate le immagini!), ha cercato di infierire al novantesimo con un pallonetto da sessanta metri. L'Arezzo era già andato da un pezzo e quel tentativo è sembrato un inutile sfoggio di baldanza. Difatti Mazzoni, che il tiro l'ha parato, a fine match è corso da Zanchetta a dirgliene quattro. E non aveva tutti i torti.
N come non siamo l'Avellino! Alle terze maglie dai colori più disparati ci abbiamo fatto l'abitudine. A grandi livelli ogni estate è un tourbillon di tinte nuove e sgargianti, al punto che in qualche caso sembra che in campo ci vadano gli operai dell'Anas invece che i calciatori. Ad Arezzo avevamo già visto un completo giallonero che Cosmi, bontà sua, faceva usare soltanto nelle amichevoli del giovedì. Con Somma abbiamo sopportato le divise di un azzurro sbiadito, ma solo perché ogni partita era una festa. Domenica invece l'esordio delle maglie verdi, oltre a portare una discreta sfiga, ha suscitato vivaci proteste tra i tifosi, che come al solito restano coerentemente puristi e tradizionalisti. Al grido di “non siamo l'Avellino!” è già partita la crociata in favore dei canonici completi amaranto e/o bianco.
O come odore di cucina. Fine match, interno dello stadio “Zini”. Davanti all'uscita degli spogliatoi c'è il camion regia di Studio1, la tivù di Cremona. Devo andare a ritirare la copia del dvd da mandare in onda la sera. Si sente odore di roba da mangiare e lì, accanto all'ingresso atleti, c'è un'abitazione. Sì, una casa, con tanto di soggiorno, cucina e tavola apparecchiata. Una signora sull'uscio osserva noi che osserviamo lei e gira i tacchi. Non so chi fosse, ma quella era una casa di sicuro. Forse sarà stata la custode dello stadio, la magazziniera, chissà... Praticamente abita dentro lo stadio, con la tribuna centrale che fa da tetto. Alla Cremonese hanno trovato un modo originale per risparmiare sugli stipendi.
P come poliziotto locale. Antistadio di Cremona, ore 12. A un agente di pattuglia domando se nei paraggi c'è un ristorante dove andare a mangiare. Lui mi spiega che devo andare di là, poi la seconda a destra, dritto al semaforo, tenga la sinistra, all'incrocio prenda il cavalcavia e via gesticolando. Allora lo stoppo e domando: “Mi dice il nome della strada che la metto sul navigatore?”. Risposta: “Il nome della strada non lo so”. Ma come, sei un poliziotto locale, un vigile urbano, e non sai la strada? Vado oltre e chiedo se poi la macchina la posso posteggiare nel viale davanti allo sportello degli accrediti. Lui: “No, deve fare il giro e lasciarla dall'altra parte, nella via parallela”. Io: “Ah, e come si chiama la via?”. Risposta: “Mi perdoni, ma non lo so”. Ma i poliziotti locali a Cremona li selezionano per concorso o si fidano sulla parola?
la casina all'interno dello stadioQ come quaranta metri. Pre partita, i giocatori fanno riscaldamento. A centrocampo c'è un bussolotto pubblicitario, Mazzoni prova i rinvii dal limite dell'area. Uno, due, tre. Al quarto rinvio manda il pallone dentro al bussolotto. Un centro perfetto, voluto o meno non si sa. Fatto sta che la curva Favalli applaude e Mazzoni ringrazia. I portieri scarponi di una volta non giocano più.
R come rivelazione. A proposito delle voci che girano su Antonio Soda come papabile per la panchina dell'Arezzo, mi permetto di rivelare una cosa che il diggì Franco Ceravolo disse a me e ad altri colleghi qualche settimana fa: “Soda ad Arezzo non lo porterei mai”. Chiaro, no?
S come stronzate. Venti giorni fa, nello zibaldone post Varese, scrissi che il nuovo pullman della squadra non era il massimo della bellezza e che con quello, vincere in trasferta sarebbe stata dura. Erano osservazioni ironiche ma qualcuno dell'Arezzo, molto attento a ciò che viene riportato su questo sito, se l'è presa e mi ha accusato con modi spicci di dire autentiche stronzate. Allora adesso mi correggo: il nuovo pullman in realtà è bellissimo, il più bello di tutti. Però le partite in trasferta non si vincono lo stesso.
T come turòn, turàss, tetàss. Cremona è conosciuta come la città delle tre T. Turòn sta per torrone, il dolce tipico del posto, del quale è rinomata la prelibatezza. Turàss sta per torrazzo, il campanile della cattedrale, famoso quanto il torrone. Tetàss invece sta per tette, perché sembra che a Cremona le donne abbiano storicamente dei seni fiorenti. Ovviamente ho voluto verificare di persona la veridicità delle tre T. Del torrone, in effetti, ci sono pubblicità a ogni angolo di strada. Il torrazzo l'ho visto con i miei occhi. Mi mancava la terza T, poi sono arrivato allo stadio e la hostess che distribuiva la formazioni ha dissipato ogni dubbio. Le tre T esistono veramente.
U come ultimi baluardi. Anche a Cremona, come ad Arezzo, la gradinata è chiusa e desolatamente vuota, non so se per motivi di capienza o semplicemente perché l'emorragia di pubblico si fa sentire pure lì. Fatto sta che chi va allo stadio oggi, per giunta a vedere la terza serie, è una sorta di ultimo baluardo, di mosca bianca, di bestia rara. Io sono per gli stadi sicuri e anche per gli stadi multifunzionali, dove il tifoso può andare durante la settimana a vivere il suo club, la sua squadra, la sua passione. Però lo stadio bisognerebbe frequentarlo anche la domenica e invece la domenica sembra quasi sia meglio starsene alla tivù. Così le curve protestano e piano piano le tribune si adeguano. Lo stadio è bello se è sicuro, colorato e pieno. Se è sicuro ma vuoto, che gusto c'è?
W come weekend. Ho fatto il fine settimana lungo, perché sabato sono andato a Milano a commentare la serie B, mi sono fermato a Piacenza e domenica ho proseguito per Cremona. Riguardo la serie B, devo spiegare che quest'anno La7 ha ceduto il digitale terrestre a Dahlia, che a sua volta ha appaltato la gestione dei servizi sportivi alla Infront, che le telecronache le fa da studio e non da stadio. La differenza sta in una vocale ma non è di poco conto. Infatti a noi cronisti ci piazzano dentro box insonorizzati, con monitor, cuffia e microfono, e ci fanno commentare da lì. Ai telespettatori abbonati al digitale terrestre, mi raccomando, non dite niente...
Z come zibaldone. Prossima trasferta, Foligno, dove l'anno scorso mangiai un memorabile panino con la porchetta nel piazzale dello stadio e dove in balconata, a lanciare i cori dei tifosi umbri, c'era addirittura Fra' Davide, un francescano che ama il calcio quanto il Vangelo! Potenza del pallone.

scritto da: Andrea Avato, 29/09/2009