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Raso e i tifosi, incitamento e incomprensioni fra bravi ragazzi

La partita di Piancastagnaio, il passivo pesante, un anticipo netto subito dal centravanti, le urla del pubblico, il disagio del giocatore e poi il gol alla Viterbese, la delusione per qualche parola di troppo unita allo scoramento di chi l'Arezzo vorrebbe vederlo fuori dalla serie D. Con una squadra che, alla fine, non è uno squadrone della morte e merita appoggio e incitamento



Raso esulta con i tifosi amaranto dopo il gol dell'anno scorso a ScandicciRagazzi. E' questa la parola che mi risuona in testa dopo l'intervista che ho fatto a Mario Raso nel dopo partita con la Viterbese. Accompagno queste mie riflessioni con una colonna sonora che mi fa tornare giovane, una hit degli anni '80 come “Bravi Ragazzi”di Miguel Bosè. Nel manifestare la sua amarezza per le incomprensioni che c'erano state con il settore dei tifosi amaranto a Piancastagnaio, Raso ha usato proprio questa espressione: ragazzi. “Siamo ragazzi che si impegnano, uniti per la stessa causa e non meritiamo i fischi e le contestazioni”, aveva in pratica detto per spiegare il fatto che non era andato sotto la tribuna a salutare i gruppi della curva Minghelli, anzi mi permetto di dire i ragazzi della Minghelli, alla fine della partita. Non c'era polemica né nel gesto né nella sua spiegazione, ma piuttosto amarezza e delusione. Prima di tutto ricostruiamo i fatti: nel secondo tempo della gara dell'Amiata, con un passivo pesante sule spalle degli amaranto, Raso si era defilato a chiamare palla sulla fascia destra dell'attacco, esattamente sotto la tribuna dove si trovavano i propri sostenitori. Quando il passaggio è arrivato, però, il difensore della Pianese è stato più reattivo e lo ha anticipato secco, di almeno un metro, suscitando la reazione di una parte del pubblico verso la quale Raso ha avuto un gesto di disapprovazione. Da lì ha continuato ad essere un po' beccato e anche a fine gara, quando i giocatori sono andati dai tifosi per scusarsi, ha continuato ad allargare le braccia, incredulo per il fatto che se la prendessero con lui.

 

uno striscione dedicato al centravantiQuando mercoledì scorso ha segnato il gol della vittoria, Raso non ha certo inscenato esultanze polemiche, come spesso vediamo in questi casi, ed alla fine ha manifestato, come detto, più un timido disagio che non una volontà di rinfocolare la questione. La mia riflessione è che siamo di fronte ad un calciatore bravissimo per la categoria, magari caratterialmente non proprio fortissimo e quindi per questo non emerso a livelli superiori, ma comunque a una persona sincera ed onesta sul piano intellettuale. Altrettanto onesti e sinceri, ovviamente, lo sono i tifosi che sfogano la delusione per quanto succede in campo e dai quali nessuno pretende analisi che poi magari, a mente fredda, si riescono a fare. Nell'Arezzo di quest'anno ci sono, ed è vero, tanti ragazzi, sia anagraficamente che sul piano caratteriale, e forse qualche volta quella cattiveria che ha il Pontedera, che ottiene quasi sempre il massimo risultato con il minimo sforzo, potrebbe fare la differenza. Ma è una squadra, e non uno squadrone della morte come abbiamo visto in un passato neanche troppo lontano, e quindi merita appoggio ed incitamento. In fondo, siamo tutti bravi ragazzi.

 

scritto da: Luca Caneschi, 24/02/2012





COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: free2004, il 24/02/2012 alle 13:31

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Grande Supermario, sei il mio idolo, avrai sempre il mio appoggio!

Forza ragazzi, forza Arezzo, domenica se rigioca!

Commento 2 - Inviato da: bravoo, il 24/02/2012 alle 13:48

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DOMENICA CE LO SPOLETO...UN ALTRA PARTITA CON IL COLTELLO FRà I DENTI,visto che all'andato vinsero con un goal che era fallo su marino primo e secondo la fortuna di una ventata nel tiro che  si in castro all'incrocio. Quindi a maggior ragione....VINCERE.....CON VOI FINO ALLA FINE....FORZA AREZZO...CoolCool..vediamo se un paio basteranno.....MARTUCCI UOMO CON CONTROCOGLIONI QUADRANGOLARI......

Commento 3 - Inviato da: il ferro, il 24/02/2012 alle 20:48

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NON è LO SQUADRONE DELLA MORTE:

questo è il mio rammarico: con pochi innesti mirati e intelligenti a fronte di un investimento poco più grande di quelli fatti forse lo saremmo diventati. forse no lo stesso. ma il salto definitivo di qualità a dicembre non c'è stato. SECONDO ME. avrei sperato in qualcosa di più consono a una squadra che DOVEVA spaccare il kulo ai microbi......se non va bene ora speriamo nel dopo.