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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Su le sciarpe, fuori le bandiere: stasera è una partitissima. Allo stadio in più di tremila

Chi era a Cremona per la gara di andata ricorderà i momenti di pura estasi dopo i primi due gol di Moscardelli su azione, segnati proprio davanti al settore ospiti. E ricorderà anche i fotogrammi di quella dolorosa rimonta grigiorossa. Oggi quindi la V di vittoria è anche la V di vendetta. Tre punti contro la Cremonese vorrebbero dire secondo posto, con tutto quel che ne consegue. Prevendita buona, si profila una bella cornice di pubblico nel giorno della memoria per il Pao



la curva Minghelli colorata e calda anche staseraChi era a Cremona all'andata ricorderà bene i momenti di pura estasi coincisi con i primi due bellissimi gol su azione di Moscardelli proprio sotto il settore amaranto. E purtroppo, ricorderà ancora più nitidamente i fotogrammi di un incubo concretizzatosi negli ultimi dieci minuti, col risultato ribaltato e tanti saluti a una domenica fin lì perfetta. Ecco, questo doloroso flashback è solo per dire che stasera ci deve essere uno stimolo in più: oggi la V di vittoria che cerchiamo sempre e ovunque è anche la V di vendetta per quella ferita che si era rimarginata grazie ai tanti risultati positivi degli ultimi mesi, soprattutto in trasferta (Prato, Como, Siena, Tuttocuoio), dove la zavorra di quel finale maledetto era stata pesante. Una ferita che però si è riaperta al solo leggere il nome Cremonese e che ha ricominciato a bruciare a seguito della brutta sconfitta rimediata a Piacenza che, aggiunta al pareggio contro la Lucchese, ha ridato nuova linfa al bagaglio dei “se”: se avessimo vinto a Piacenza... Se avessimo vinto in casa....

 

Ma alla fine, tutto sommato, si torna lì, basterebbero quei tre punti oltre il Po: Cremonese tre punti in meno al quarto posto, Arezzo tre punti in più al secondo, quattro punti di distacco dalla capolista e campionato apertissimo. Bello il quadretto, vero? Bello, ma fittizio. E allora sta a noi rimodellare la realtà come più ci piace; sta a noi riprenderci quanto ci è stato tolto (o ci siamo tolti); sta a noi approfittare di questa chance di redenzione; sta a noi sfruttare la scia, mettere la freccia ed effettuare il sorpasso. Il primo posto forse è sempre stato un'utopia anche se l'irrazionalità del tifo ci diceva il contrario, ma il secondo posto è lì, a portata di mano, concreto e vivido davanti ai nostri occhi. Il campionato è lungo e si è dimostrato abbastanza pazzo da non poter considerare decisivo lo scontro diretto di stasera.

 

lo striscione per il Pao in Prato-Arezzo di un anno faForse, comunque vada oggi, l'obiettivo alla fine sarà centrato o diventerà irraggiungibile. Forse, paradossalmente, sarà più difficile andare a Roma tra una settimana con la testa giusta per affrontare un Racing in grande forma. Forse, questo campionato continuerà a prenderci in giro e a dirci tutto e il contrario di tutto proprio quando iniziavamo ad avere delle certezze. Una certezza, però, è che vincendo stasera saremo sicuramente al secondo posto, magari a pari punti con il Livorno, chissà, ma comunque secondi. E la lotta per quella posizione dipenderebbe da noi. Ci dobbiamo provare... Anzi, ci dobbiamo riuscire. “Fare o non fare. Non c'è provare!” diceva il maestro Yoda in Star Wars. E oggi è davvero una guerra stellare: una partita da elmetto a centrocampo, da trincea in difesa e da cannoni in attacco.

 

Servirà l'armamentario con tutti i parametri al massimo per costringere l'avversario alla resa. Serviranno bocche di fuoco alternative al solito “bomber con la barba”. Servirà, magari, rivedere lo Yamga dell'andata. E poi servirà una Sud bollente e incurante degli ultimi risultati e di quel nugolo di occasionali che starà a casa perché “tanto a Piacenza s'è fatto schifo”. Ci vuole una curva all'altezza dei sogni che abbiamo per continuare a cullarli e per farli diventare realtà. Bisogna armarsi di passione, corde vocali, sciarpe e bandiere e disporsi a fianco del nostro Arezzo, come un dodicesimo uomo in campo che va a tappare un buco, che insegue un avversario involato a rete, che allunga il piede per la zampata decisiva sotto porta. E poi esultiamo, sotto la Sud e dentro la Sud. Perché noi siamo i tifosi dell'Arezzo e siamo l'Arezzo! Uniti, compatti, cattivi, spietati, arrembanti... per vincere e vendicarci!

 

Ps - Stasera verrà ricordato Francesco Paolucci, detto ''Pao'', tifoso amaranto fondatore del gruppo 2 Giugno Drunk, scomparso il 26 febbraio 2004.

La prevendita intanto sta facendo registrare numeri buoni: poco meno di 700 i biglietti venduti al Tabacchi di San Donato. Stasera al Comunale sono previsti più di tremila spettatori.

 

scritto da: Luca Amorosi, 26/02/2017





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