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SERIE C GIRONE B - 36a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Ravennasab17.30Perugia
Gubbiodom15Mantova
Legnagodom15Arezzo
Matelicadom15Fano
V. Veronadom15Samb
Feralpi Salòdom17.30Carpi
Modenadom17.30Padova
Cesenadom20.30Imolese
Vis Pesarodom20.30Fermana
Triestinalun21Sud Tirol
MONDO AMARANTO
Simone ed Emanuele, fedelissimi della Minghelli
NEWS

Impazza la Mosca-mania, ma c'è anche altro. Difesa a tre, solidità e la gente: l'Arezzo va

Da sabato sera non si parla che di lui, ma davanti al ripetersi di gesti tecnici di livello eccezionale, non si può tacere: Moscardelli si sta dimostrando un vero trascinatore, sia nei confronti dei compagni che della tifoseria. Nonostante qualche battuta a vuoto da parte della squadra, le premesse per un bel finale di stagione ci sono: Sottili sta ricevendo risposte confortanti dal nuovo modulo e l'aiuto del pubblico è un'arma in più. La trasferta in Brianza di sabato sarà l'ennesima, importante verifica per le ambizioni amaranto



Cenetti a fine derby saluta la curva MinghelliIn alto le bandiere e i canti per Davide Moscardelli! Lo so, lo so che da sabato sera non si parla d’altro, ma come fai a tacere davanti al ripetersi di gesti agonistici e tecnici di livello eccezionale, gesti che per fortuna non si possono definire irripetibili perché il nostro pare averci preso gusto (e noi con lui), e sono cose così belle che contribuiscono ad allontanare le ombre nefaste e fanno passare in secondo piano anche certe grottesche dichiarazioni che nel voler spiegare l’inspiegabile confessano pochezza di mezzi almeno proporzionale alla loquela… Comunque vada a finire questa stagione, sempre sospesa tra l’esaltazione e il batticuore, con episodi da novellare ai nipoti (la conquista di Siena dopo 53 anni, la rovesciata di Prato, la vittoria con l’Alessandria) e la rabbia mista ad impotenza davanti alla sensazione di una perenne incompiuta, di una squadra forte in potenza e tremebonda sul campo davanti a podismi esasperati e a qualche mai disciolto imbarazzo tattico; comunque vada dicevo, sarà l’annata di Davide Moscardelli.

 

Arrivato come personaggio da prima pagina, la ciliegina sulla torta di una campagna acquisti generosa e ambiziosa ma non sempre ripagata dai riscontri sul campo (Arcidiacono, ma soprattutto Grossi restano ad oggi due punti interrogativi grandi così) il “Mosca” si portava nella barba il malizioso dubbio legato agli anni che non ne voglion sapere di fermarsi. Lui ha saputo dimostrare a tutti che la classe, la generosità, la voglia e l’abilità sono quelli di un ragazzino. E’ lui che sa rappresentare in campo l’anima della gente che smania dalla curva, è lui che indica la strada ai compagni (che lo seguono a volte si e a volte no, ché il colpo di genio appartiene a categorie diverse dall’operaia Lega Pro) e quando la lotta si fa dura ne inventa qualcuna delle sue e manda in estasi il cuore degli appassionati. Sabato sera ha marchiato a fuoco la belluina arroganza di Mazzoni uccellandolo da 35 metri dopo aver scherzato due avversari (il secondo con tunnel) e su quella prodezza l’Arezzo ha costruito un successo sofferto e voluto che ha finalmente restituito il sorriso dopo giornate avare in campo ed amarissime fuori.

E’ stata una iniezione di fiducia per tutto l’ambiente, squadra e pubblico. Ora speriamo sia anche un punto di ripartenza che ci regali un finale di stagione all’altezza. Il frastuono delle vicende societarie s’era ripercosso indubitabilmente anche sull’umore della squadra, intaccando certezze e generando dubbi di prospettiva anche molto prossima.

 

abbracci per Moscardelli dopo il gol vittoria con il LivornoNonostante gli sforzi e le rassicurazioni di Gemmi, che è stato bravo ancora una volta a fare scudo e a prendere posizione trasformando le paure in alibi (come tali insostenibili e da rimuovere), sia le parole che i gesti di Sottili, Moscardelli e altri hanno trasmesso il disagio di un gruppo che si è trovato spiazzato, come noi tutti (e aggiungerei come ognuno che abbia raziocinio e logica) da una vicenda che indipendentemente dal finale (triste y solitario) continua a lasciare dubbi per come si è dipanata e per le modalità che hanno portato alla sottoscrizione di un atto formale con una controparte discussa e discutibile. Facciamo che sia finita (anche se dubito che la soluzione posa essere così facile, veloce e scontata come rappresentato nella conferenza stampa di lunedì, atteso che la burocrazia ha leggi che contrastano ontologicamente con quelle della rapidità) e pensiamo al campo.

 

La squadra ha dimostrato sabato sera di avere voglia di andare avanti, anche se qualcuno ha le pile un po’ scariche e qualcun altro è ancora lontano parente di quel che era; però la difesa a tre ha dato buoni riscontri, Solini, Barison e Muscat hanno retto senza affanni la manovra avversaria (invero un po’ asfittica e orizzontale. Il centrocampo con De Feudis mostra capacità di argine importanti a tutela del pacchetto arretrato e Borra continua a crescere in spavalda sicurezza (quelle sue uscite al limite dell’area ci regalano un giocatore in più, una sorta di libero aggiunto che consente ai centrali di avere da coprire meno campo in recupero sulle ripartenze altrui). Semmai resta il dubbio di come opporsi ad un avversario che aggredisce sulle fasce (tipo Pro Piacenza) con Yamga che è encomiabile nel sacrificio ma altrettanto imbarazzato nello scalare all’altezza dei terzini (posizione dalla quale poi fatica assai a rientrare nel vivo del gioco).

Quel che conta è comunque essere ripartiti, aver ritrovato la vittoria e l’entusiasmo, aver compreso che la gente sta con la squadra e che insieme si può continuare a lottare per un traguardo grande. Il viaggio in Brianza di sabato sarà importante verifica per la compattezza ritrovata, il carattere che ci deve essere e l’ambizione che vogliamo coltivare. Nove partite alla fine della prima fase, avanti tutta Arezzo!

 

scritto da: Paolo Galletti, 15/03/2017





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