Atlantide ADV
AMARANTO TV

SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Imolese02Arezzo
Fano12V. Verona
Gubbio11Feralpi Salò
Samb11Legnago
Sud Tirol11Perugia
Carpi22Triestina
Cesena00Modena
Fermana11Matelica
Mantova21Ravenna
Padova53Vis Pesaro
MONDO AMARANTO
Jacopo e Giulio davanti al Partenone di Atene
NEWS

La personalità che ancora manca, come (non) giocare i play-off, i miracoli di San Davide

Il Pontedera sta diventando una bestia nera come la Cremonese. E Paolo Indiani è un allenatore che mette nei pasticci l'Arezzo ogni volta che lo incontra. Ma al di là di questo, martedì sera gli amaranto hanno difettato nella gestione del risultato con l'uomo in più: ed è un dettaglio che purtroppo ogni tanto torna a galla. Bisognerà lavorarci bene, visto che agli spareggi per la serie B ogni errore potrebbe costare a carissimo prezzo. E non sempre Moscardelli potrà prendersi la squadra sulle spalle



Horacio Erpen sconsolato durante la partita con il PontederaAprile è il mese più crudele, diceva il poeta. Come dargli torto dopo le dolci illusioni maturate nel caldo pomeriggio emiliano di sabato e gelate dal piede straniero di Kabashi proprio mentre la lancetta si avviava all’ultimo giro nella notte di martedi? Che quel gol ci sia rimasto di traverso è dire poco, vuoi perché oggettivamente ridimensiona i voli forse eccessivamente pindarici cullati nel fine settimana, vuoi perché ci impedisce una volta ancora di rimandare a casa battuto il Pontedera, una squadra che comincia ad essere una bestia nera sullo stile della Cremonese; ogni volta che incrociamo i tacchetti con i granata pseudo-pisani per un verso o per un altro ci gira male. Intendiamoci bene, la squadra della valdera nulla ha rubato: ben messi in campo da un altro che è aduso metterci nei pasticci ogni volta lo si incontra, come Paolo Indiani, volitivi e determinati, hanno incassato una espulsione senza batter ciglio ed hanno giocato senza risentire della menomazione con un Santini indiavolato che da solo teneva in apprensione tutta la difesa.

 

Però che si resti male lo stesso è un dato di fatto. Stavolta San Davide non ha fatto il miracolo. Nel calcio succede, si dirà. A volte gli episodi pesano più del dovuto dentro una partita. Se segnava Corradi (sotto la Sud non ne vuol sapere), se Erpen infilava il rigore (lui invece o sotto la sud o niente). Vero anche questo epperò. Però se a fine gara l’allenatore si presenta in sala stampa e dichiara che ci è mancata personalità nel gestire gli ultimi dieci minuti un po’ mi incavolo e parecchio mi preoccupo. Mi incavolo perché se questo è il punto (e probabilmente, purtroppo, lo è) allora vuol dire che sono passati invano sette mesi di lavoro perché è la stessa ragione che ci portò ad affondare a Cremona, quando invece di gestire palla o, in alternativa, spedirla con frequenza e decisione a salutar gli spalti, ci facemmo schiacciare insistendo nel palleggio sullo stretto e finendo travolti dalla spinta improvvisamente ritrovata dei ragazzi di Tesser. Ancora si insiste nel voler impostare il gioco da dietro sempre, a prescindere dal frangente della partita, ovvero anche quando l’avversario ti fa pressing e quindi mette in ambasce i piedi poco educati dei nostri difensori; così perdi palla e gli altri ti stringono ulteriormente gli spazi e ti schiacciano. Niente di più facile che dai batti e ribatti venga fuori la carambola fatale.

 

Kabashi sta per scoccare il tiro del pareggio in zona recuperoMa, ancora: se dopo tutto questo tempo non l’hanno capito e se ancora si pecca di personalità nel gestire queste situazioni e si va in difficoltà psicologica contro avversari cazzuti (e il Pontedera lo era eccome, più del Piacenza a dispetto della classifica) allora mi preoccupo e parecchio pensando a quel che ci attende. Dalla seconda metà di maggio andremo a giocare partite nelle quali ogni errore potrà costare una stagione intera. Andremo a giocare dapprima contro un avversario che avrà poco da perdere e tutto da guadagnare (nel primo turno contro le peggio piazzate del girone) e sicuramente la pressione sarà più sui nostri che sugli avversari. Poi, dato che non voglio prendere nemmeno in considerazione il fatto di non approdare agli ottavi, vivremo sfide contro squadre attrezzate e su campi anche molto caldi; partite da 180 minuti nelle quali la gestione del tempo, del risultato, dei singoli palloni diventerà determinante. Non possiamo permetterci di arrivarci senza personalità.

 

Non possiamo permetterci di arrivarci senza cattiveria, senza convinzione, senza palle e senza la determinazione che, per esempio, ha messo Moscardelli da quando è entrato in campo. A parte il gioiello numero 15 confezionato per l’ennesima volta, la prestazione è stata eclatante per tutte le volte che è andato a lottare con l’avversario, quando è andato a strappare la palla in mischia, quando si è messo a fare il centrale d’area per allontanare i palloni di testa. Purtroppo di Mosca ce n’è solo uno, ma per fortuna l’unico che c’è ce l’abbiamo noi. Prenda per mano i compagni il nostro capitano e li porti, se non al suo livello tecnico (sfortunatamente non si può), almeno vicini al suo livello di convinzione e di rabbia agonistica. Sabato altra partita; da vincere e basta, perché è importante, perché non vincerla ci metterebbe nelle condizioni di collassare in classifica, perché comunque vada, fino alla fine non dobbiamo mollare un solo centimetro e poi perché sì, perché questa squadra è (ne sono convinto e direi che ne siamo convinti in molti) in grado di vincere contro tutti. Se ne devono però convincere anche loro. D’ora in avanti e fino alla fine senza mezzi termini: duri, massicci e incazzati.

 

scritto da: Paolo Galletti, 06/04/2017





Arezzo-Pontedera 1-1, immagini dagli spalti

comments powered by Disqus