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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Gufo all'Amsterdam Arena
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Reset totale, da stasera è un'altra storia. Carica ragazzi, diamo tutto per questi colori!

Eccola la tensione che sale, a poche ore dalla prima di una serie di partite che potrebbero portare l'Arezzo fino alla finale di Firenze. Tutto quello che è stato, non conta più. Adesso comincia un campionato a parte e ricordiamoci che ''homo faber fortunae suae''



Eccola. Eccola lì, quella tensione che sale, che aumenta al diminuire delle ore che ci separano dal fischio d'inizio della nostra post-season, che ti offusca la mente e ti alza i battiti, che ti corrode finché non sei al tuo posto in quello stadio a cantare, imprecare, stringere i denti e incrociare le dita. Arezzo-Lucchese è l'inizio dei playoff, finalmente! Eppure è una partita arrivata un po' in sordina forse, poco alimentata dagli ultimi risultati, poco sospinta dall'entusiasmo generale, poco infuocata dai dati sulla prevendita, che comunque pare aver subito un'impennata nelle ultime ore di ieri e stamani, proprio come questa benedetta tensione che ci avvolge e ci stritola piano piano.

 

Le scorie della sconfitta da evitare ma non evitata contro l'Olbia sono durate qualche giorno, passato tra il pessimismo e lo scoraggiamento, tra la rabbia per la posizione di vantaggio della vigilia irrimediabilmente perduta e la paura per questo prossimo impegno decisivo e assolutamente da non sbagliare. Se sicuramente c'è chi fin dalla sera stessa di sabato scorso è riuscito a resettare tutto e ha iniziato a immaginare la giornata di oggi, l'incontro, il suo andamento, la sofferenza e magari la gioia finale, ci sarà stato anche chi ha vissuto questa settimana con strane sensazioni addosso: sì, è vero, aspettiamo i playoff da tutto l'anno, eppure magari c'è chi fino a qualche ora fa non è riuscito a scaldarsi all'idea che siano finalmente arrivati; sì, ok, i playoff sono un'altra cosa, ma se queste sono le premesse si mette male... cose di questo tenore. Ed è un vero peccato che proprio all'ultimo capitolo della stagione regolare si siano verificate le condizioni per registrare un primo piccolissimo attrito tra pubblico e squadra, una scossa impercettibile registrata solo dai sismografi, una frattura immediatamente rimarginata dal gesto forte di Moscardelli, che può pure aver diviso gli appassionati (a chi scrive, per esempio, non è piaciuto granché) ma che in qualche modo ha fatto da collante nel momento del bisogno.

 

lo striscione appeso in settimana all'interno dello stadioUn estremo rimedio giustificabile, anche se la speranza è che stasera l'applauso venga naturale e non sia telecomandato da bordo campo. Significherebbe che tutto è andato come deve andare, come vogliamo noi e come vuole anche la stagione regolare, che ci ha visto chiudere quattordici punti davanti ai rossoneri. Queste erano e sono le premesse, ma ora si azzera davvero tutto. C'è una sola cosa che conta e cioè che il momento che tanto attendevamo alla fine è giunto. È inutile ormai pensare a ciò che è stato: il passato è già storia, ma ora noi vogliamo scriverla, la storia, con le parole più liete e più dolci possibili. Ora si deve fare sul serio e si deve cercare di scrivere nuove pagine così come più ci piacciono. “Homo faber fortunae suae” è una grande verità dentro uno striscione azzeccatissimo proposto dai gruppi durante la settimana di preparazione a questa prima di una lunga serie di finali da giocare col cuore, con gli attributi e, perché no, anche con una certa dose di quella spregiudicatezza che ha contraddistinto le nostre prestazioni migliori.

 

O vi sedete sugli allori soddisfatti di un buon campionato, che però così com'è non verrà ricordato a lungo, o date tutto per questi colori e allora, al di là dell'imponderabile, ce la giocheremo con tutte le nostre forze e la nostra voglia, magari proprio fino a Firenze, dove vorremmo essere portati come abbiamo più volte ricordato in questi lunghi giorni. Portaci là, grande Arezzo, quando sarà già giugno. Ma intanto tutto comincia da qui e da ora, dal Città di Arezzo stasera, 13 maggio 2017. Irradiaci, Arezzo, e facci sognare. Facci cantare a squarciagola, trascinaci mentre noi ti trasciniamo. Alimentiamoci a vicenda, entusiasmiamoci insieme, riscopriamoci bambini, divertiamoci, combattiamo fianco a fianco ed esultiamo uniti in un abbraccio. In fondo, non chiediamo altro. Carica ragazzi!

 

scritto da: Luca Amorosi, 13/05/2017





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