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Ansie, dubbi, l'empasse di Gemmi. Intanto spuntano i primi nomi: c'è Zavaglia dietro le quinte

Tranquilli mai. Sembrava che quest'anno si potesse ripartire da un progetto concreto e invece lo scenario si preannuncia completamente diverso. La trattativa con il gruppo romano andrà veramente in porto? Quali ambizioni avranno i nuovi proprietari? E se saltasse tutto, chi e in che modo manderebbe avanti l'Arezzo? Spostare la scelta dell'allenatore e le mosse di mercato troppo in là, sarebbe un guaio. Alcune indiscrezioni: tra gli acquirenti Antonio Pezone, imprenditore nel settore dei consorzi e presidente del Racing Roma



Franco Zavaglia, agente di calciatoriTranquilli mai. Anche quest’anno che pareva si potesse ripartire da una base, da un progetto, da una rinnovata ambizione ci tocca la doccia fredda. Sgradita, nonostante il giugno soffocante. A meno di un mese dai proclami di post campionato, quando ancora ci bruciava sulla pelle la figuraccia rimediata contro la Lucchese, ci troviamo davanti ad uno scenario completamente diverso, con prospettive opposte a seconda di come finirà e comunque con una fila di punti interrogativi lunga così.

 

Intanto c’è da capire infatti se la trattativa di vendita va a buon fine o meno. Per dirla tutta, la convocazione di una conferenza stampa farebbe pensare che siamo probabilmente anche un po’ più avanti rispetto a quanto dichiarato e che restino da limare solo alcuni dettagli (purchè non siano gli stessi che una settimana fa restavano da limare con Magi). Poi, e confidando che si tratti davvero di un acquirente di qualità, dobbiamo sentire che intenzioni avrà la nuova proprietà; se di rilancio alla grande o di gestione dell’ordinaria amministrazione.

Nel primo caso non tutto sarebbe perduto. Il mercato ristagna e se arrivi con i soldi in mano, la squadra la fai e l’allenatore lo trovi anche il 30 di giugno e li trovi anche buoni. Nella seconda ipotesi sarebbe l’ennesima presa in giro e stavolta mandarla giù sarebbe davvero dura. Idem nel caso la trattativa salti e ci si trovi davanti ad un sostanziale ridimensionamento degli obiettivi stagionali.

 

Una domanda mi sorge dal cuore: immaginando che una trattativa del genere non maturi nel giro di poche settimane, cosa ha spinto il presidente Ferretti alle dichiarazioni bellicose e rassicuranti del 17 maggio? Non si poteva già allora (e forse più di oggi) parlare di una fase interlocutoria evitando di prenderci ancora una volta per i fondelli? Certamente, reduci dalla fresca eliminazione, in parecchi ci saremmo arrabbiati un po’, ma (l’abbiamo ripetuto fino alla noia, evidentemente invano) continuiamo a preferire cento volte una brutta verità ad una bugia ben impacchettata. Se i soldi per sostenere un programma all’altezza delle aspirazioni della piazza non ci sono oggi, non c’erano nemmeno il 17 maggio e allora come la mettiamo?

Purtroppo non è la prima volta che con questa proprietà ci troviamo davanti ad una situazione di questo genere, ad una retromarcia preceduta da proclami, a illusioni coltivate e poi bestemmiate. Non resta che aspettare ancora, restando a roderci il fegato e a rinfrescarci dalla calura opprimente con il giramento vorticoso dei “cabasisi” di Camilleri.

 

il presidente Ferretti e il ds Gemmi in conferenza stampaTra i vari interrogativi c’è anche quello legato alla composizione della rosa. Che faranno i nostri tesserati con contratto in scadenza a giugno 2018 (ovvero la base da cui si voleva ripartire)? Staranno anche loro ad aspettare che arrivi Godot o i loro procuratori staranno già redigendo le lettere di rescissione? A tenerli tranquilli e a rassicurarli chi ci pensa? Gemmi che a mezze parole sembra praticamente già fuori? Anche questa poi è una faccenda che non torna. Vice presidente e direttore sportivo vanno sul mercato a contattare allenatori e forse anche giocatori, spendendo il nome loro e (soprattutto) dell’Arezzo, e poi gli tocca rimangiarsi tutto perché di punto in bianco si fa retromarcia, si stoppa ogni cosa. Davvero ci si stupisce se poi c’è chi dice ''bella piazza ma vado altrove, grazie?''.

 

Solo una settimana fa si parlava di Arezzo dei sogni, si faceva filosofia su chi emergeva meglio tra Calabro e Magi o sui limiti caratteriali di Braglia e Indiani. Se ci penso mi viene da sorridere come nella poesia di Prevert dove il protagonista più sorride e più soffre, più soffre e più sorride. La maledizione che colpisce i nostri colori sembra non avere fine. Vero che siamo tifosi dal cuore e dal fegato forte (con tutte quelle che ci hanno fatto passare) ma stavolta ci cascherebbero davvero le braccia, e uso apposta il condizionale perché voglio lasciare aperta la porta alla speranza che nella prossima settimana si possa tornare a sorridere. Per ora mastichiamo rabbia in silenzio, ma la pazienza comincia a segnare rosso...

 

Ps - Un ruolo importante di mediazione, nella trattativa in corso, lo ha svolto e lo sta svolgendo Franco Zavaglia, già negli anni scorsi vicino all'Arezzo in qualità di consulente e consigliere. Stamani la Gazzetta dello Sport lo indica come probabile nuovo direttore generale (se l'affare andasse in porto), con Giuliano Giannichedda in panchina.

Riguardo gli imprenditori facenti parte del gruppo interessato all'Arezzo, circola il nome di Antonio Pezone, presidente del Racing Roma. Pezone è imprenditore nel settore dei consorzi. Con la sua E&C Logistica, circa 1.700 dipendenti, si occupa principalmente di servizi per la grande distribuzione, dallo scarico merci alla consegna dei prodotti, di supermercati importanti come Eurospin ed Auchan.

(la redazione)

 

scritto da: Paolo Galletti, 15/06/2017





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