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Il Ferretti sincero, Magi e Santini, i tre compratori, se l'affare va in porto, se l'affare salta...

Quella dell'altro giorno è stata una conferenza stampa pacata e quasi costruttiva, con un presidente molto diverso dal passato. Forse perché la solidità del gruppo con cui sta trattando, lo ha tranquillizzato. Forse perché aver defenestrato certi compagni di viaggio gli ha giovato, oltre che all'immagine, anche all'umore. L'Arezzo è in vendita, il trait d'union è Franco Zavaglia, il candidato per la panchina è Giuliano Giannichedda e anche il profilo di Paolo Bertini è sotto osservazione. Dall'altra parte del tavolo, tre imprenditori di Roma e dintorni. Le indiscrezioni dicono che siamo vicini al felice epilogo. Il guaio sarebbe se tutto andasse all'aria...



Mauro Ferretti è al timone dell'Arezzo da gennaio 2013Quella di Ferretti è stata una conferenza stampa sincera. Almeno, così mi è parso. Ne avesse fatte di simili negli anni scorsi, oggi avrebbe intorno un humus diverso. Ma il passato è passato e non si cambia. Il presente e soprattutto il futuro, invece sì. 

E' stata anche una conferenza stampa utile, perché ha fatto luce su alcune situazioni che si stavano ingarbugliando. Il caso Magi, con il quale era stato raggiunto l'accordo e che poi ha girato i tacchi, rischiava di avvelenare il pozzo: se uno molla l'Arezzo per andare al Bassano, con tutto il rispetto, qualche dubbio sulla bontà e l'ambizione dei programmi la fa venire. Ora abbiamo capito cosa è successo e perché. Il mercato è fermo per una trattativa in corso riguardante la società: ci può stare. Meglio così che uno stallo dovuto a tasche vuote o ridimensionamento degli obiettivi.

Qualcuno dice che non era questo il momento giusto per vendere l'Arezzo. Dissento. A parte che il momento giusto non è mai, ma a campionato in corso sarebbe stato peggio. E poi certi affari si chiudono quando vuole l'acquirente. Se chi compra non quaglia, c'è poco da fare.

Ho visto anche un Ferretti più sereno e pacato, direi quasi costruttivo. Anche in questo caso, meglio tardi che mai. Forse la solidità del gruppo con cui si è messo al tavolo, lo ha tranquillizzato. Forse sa che il quibus, come ha detto in conferenza stampa, stavolta arriverà veramente. Forse aver defenestrato certi scomodi e impresentabili compagni di viaggio gli ha giovato, oltre che all'immagine, pure all'umore. O forse ha imparato a maneggiare certe sfumature del calcio. Comunque, tra ora e prima non c'è confronto.

Quel che si poteva evitare è il cul de sac in cui è stato infilato Gemmi, che trattava, visionava, prendeva contatti e poi restava col cerino in mano. Il già citato Magi, Taugourdeau e Santini (così filtra dal giro dei procuratori) erano obiettivi di livello, andati a farsi benedire. In questo caso, Ferretti poteva essere più chiaro, perlomeno nella comunicazione interna. Ma l'altro giorno si è scusato pubblicamente e anche questo è un fattore di novità positivo.

 

lo striscione degli Ultras all'antistadioE adesso? Adesso c'è la trattativa, che riguarda la maggioranza delle quote societarie, in una percentuale da definire in queste ore. Sulla controparte di Ferretti permane il riserbo più assoluto. Nessuno parla, nessuno dice e scovare nomi e cognomi è come cercare il classico ago nel pagliaio. Ma fa parte del gioco. Quello che si sa per certo è che il trait d'union tra il presidente e i compratori è Franco Zavaglia. Ex agente, ex procuratore di Francesco Totti, ha portato da Ferretti un personaggio facoltoso, a capo di un consorzio di imprese che operano in vari ambiti, da quello della telefonia e delle fibre ottiche a quello dello smaltimento rifiuti.

Insieme a lui ci sono altri due imprenditori. In totale, quindi, sulla scena sono in tre, di Roma e dintorni, con esperienze pregresse nel calcio in vesti di sponsor. Possiamo confermare che, se l'affare si chiude, Zavaglia avrà un ruolo di primo piano nel nuovo Arezzo. E possiamo anche confermare che il nome di Giuliano Giannichedda non è circolato a caso. Le probabilità di un suo arrivo in panchina sono molto alte, anche se la lista dei papabili comprende pure altri allenatori.

Mancano conferme (ma non ci sono nemmeno smentite), invece, su Paolo Bertini, l'ex arbitro internazionale che ha brillantemente superato a Coverciano il corso per direttore sportivo. Se l'Arezzo cambia proprietà, il suo sarebbe un profilo da tenere d'occhio.

Altri dettagli. Orgoglio Amaranto conserverebbe il suo un per cento e la rappresentanza dell'azionariato popolare per l'oggi e il domani verrebbe garantita contrattualmente. Più incerto, come è ovvio, il destino del dg Riccioli e del ds Gemmi, per i quali oggi gli Ultras hanno speso parole di riconoscenza con uno striscione appeso nottetempo all'antistadio. I dipendenti invece sono tutti garantiti dai contratti in essere e non rischierebbero brutte sorprese.

L'ultima domanda è la più ansiogena: e se l'affare salta? Ferretti in sala stampa è stato categorico: ''Non butto via il bambino con l'acqua sporca e non farò fallire l'Arezzo''. Ma è chiaro che a quel punto ci sarebbe da rimettere insieme i cocci. Non è detto che Gemmi resterebbe al suo posto, per esempio, nonostante il contratto. Dovrebbe essere Ferretti a scucire i 410mila euro e garantire l'iscrizione al campionato. E migliorare il quarto posto non sarebbe più così scontato. Ma da quello che trapela, l'affare non salterà. Lunedì, forse, l'annuncio.

 

scritto da: Andrea Avato, 16/06/2017





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