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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

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Parole-Fatti 4-0. I proclami di Ferretti e poi null'altro. L'Arezzo tra dubbi e scetticismo

Alle dichiarazioni del presidente in conferenza stampa, è seguito poco o nulla di concreto. E quel poco è stato anche negativo, visto che la società prenderà un punto di penalizzazione per il pagamento in ritardo degli stipendi. Le perplessità, quindi, aumentano giorno dopo giorno, anche perché la scelta dell'allenatore è stata posticipata al fine settimana. A questo punto, se qualcuno sta veramente lavorando per il futuro, sarebbe bene che ci facesse avere qualche novità



venerdì scorso la conferenza stampa di Mauro FerrettiParole-Fatti 4-0. Ad oggi ben poco di concreto è seguito alle dichiarazioni presidenziali di venerdi scorso ed anzi quel poco (la mancata corresponsione degli stipendi entro il 26 giugno con certezza della partenza ad handicap) è stato anche negativo. Con il passare dei giorni aumenta l’agitazione e si alimenta lo scetticismo al punto che c’è anche chi paventa il rischio di non iscrizione della squadra al campionato. Evidentemente il verificarsi di una tale ipotesi sarebbe un fatto di una gravità assoluta che sancirebbe la definitiva sconfessione non solo dei proclami di Ferretti di neanche sette giorni fa, ma dell’intera sua gestione. Per questo è una cosa che non voglio nemmeno prendere in considerazione, soprattutto ora che a seguito dell’ennesima ridicolaggine dei vertici federali, il termine è stato spostato al primo mercoledì di luglio.

 

Un po’ tirata per la giacca ma una mezza giustificazione per la questione stipendi ci poteva stare, per il completamento dell’iscrizione però non ci sono alibi. Deve essere fatto e fatto per bene; meglio se prima del termine ultimo. Anche perché la fastidiosa sensazione che fino a quel momento non si sblocchi né la vicenda allenatore né quella legata al mercato fa sorgere pensieri poco sereni sul futuro e torna a ravvivare i dubbi sulle reali ambizioni della società nella stagione che va a cominciare. Più volte abbiamo scritto che non siamo disposti a tollerare ancora balle, più volte abbiamo detto di preferire una cruda verità alla fuffa di promesse vuote. Per questo l’attenzione sulle prossime mosse di Gemmi & c. è ormai spasmodica e non pare pensabile che si debba aspettare il 5 luglio per sapere almeno il nome del nuovo tecnico.

 

il direttore generale Andrea RiccioliIl lavoro certamente non sarà facile, anche perché c’è da confrontarsi con la nuova disposizione che impone un numero massimo di 14 giocatori over e l’Arezzo ne ha già 11 a contratto, alcuni dei quali di complicata ricollocazione; questo significa che le rose saranno infarcite di ragazzini e bisognerà sceglierli bene perché dal loro rendimento dipenderanno molte delle fortune del campionato. E’ forse anche questa la ragione per cui diverse società (compresa l’Alessandria, ferita dal suicidio appena consumato nel campionato più che dalla vana rincorsa play-off) hanno affidato la guida tecnica a uomini con un passato nelle formazioni primavera di club di prima fascia; gente che frequenta e conosce da anni il settore e sa chi vale di più e chi di meno tra i giovani, allenatori che sono abituati a lavorare con loro e a gestirli. Per questo forse anche l’Arezzo sta guardando in quella direzione, sebbene allo stato pare afflitta da un inconcludente strabismo (non di venere, ahimè).

 

Resterebbe da capire con quale criterio si vuol rendere più interessante un torneo che rischia di diventare una sorta di campionato primavera-due, con giocatori solo di poco più grandi. Da che mondo è mondo, la gente accorre a vedere giocatori affermati o comunque considerati di livello superiore e infatti poi in B o nella finale play-off ci arrivano squadre zeppe di gente dal curriculum importante, ma tant’è, si continua a pensare che per contenere i costi si debba penalizzare lo spettacolo (facendo fuggire spettatori e sponsor) invece di eliminare la proliferazione di calcio in tv o il ruolo parassita dei procuratori. Tornando alla nostra sofferenza infinita e quotidiana, ci aspettiamo da un minuto all’altro qualche notizia che ci faccia apprezzare e valutare la rispondenza della realtà agli enunciati programmatici. Siamo ormai seguaci convinti di San Tommaso ed anche se in termini teologici si afferma che è beato chi crede senza aver visto, in termini di fede amaranto si vogliono invece vedere e toccare con mano fatti concludenti, che non possono certo essere la definizione del luogo dove la squadra inizierà il ritiro pre-campionato. A questo punto, dato che (e ci scuserà di lassù per l’ignobile parodia il grande Lucio) il giorno che è passato tra un giorno finirà, continuiamo a non avere idea dell’Arezzo che verrà. Se qualcuno ci sta lavorando, vorremmo qualche novità.

 

scritto da: Paolo Galletti, 28/06/2017





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