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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Alessandro alla porta di Brandeburgo - Germania
NEWS

Le montagne russe del tifoso: soldi sì, soldi no, speranze, disillusioni. Possiamo fidarci?

La presa di posizione di Orgoglio Amaranto, la replica del presidente, un referendum stantio che non serve a tranquillizzare la piazza. E poi la società in vendita, gli stipendi non pagati, la penalizzazione, l'obiettivo della serie B, le rassicurazioni sul futuro: per chi ama l'Arezzo, non è un periodo semplice. La gente è sballottata e non sa più a chi credere. Per questo Ferretti ha il dovere di fare chiarezza: con i fatti e non con le parole. Anche perché nessuno vuole cacciarlo



“Potrei ma non voglio fidarmi di te”. Dopo il comunicato di Orgoglio Amaranto e la risposta della società, che per altro non ha fugato i dubbi espressi dal trust dei tifosi, viene da chiedersi a cosa sia servita la conferenza prima della trattativa per la cessione della società e soprattutto quella successiva alla cessione sfumata, con tanto di rilancio negli obiettivi e nelle ambizioni. Verrebbe da dire che non siano servite a niente, perché “in fondo non c'è in quello che dici qualcosa che pensi, sei solo la copia di mille riassunti”. Parole, parole al vento, parole per tenere buoni i poveri tifosi stolti, per nascondere la polvere sotto il tappeto nella speranza che nessuno la veda o lo faccia, chissà, quando è troppo tardi. A cosa serve riesumare quel “referendum” stantio pro o contro Ferretti, con me o contro di me, mi volete o non mi volete? Assolutamente a niente, a meno che non si cerchino pretesti per abbandonare la barca, o meglio scuse per gettare il bimbo con l'acqua sporca, tanto per parafrasare il presidente.

 

Qua si dovrebbe solo pensare a fare chiarezza, badando a comunicare lo stretto indispensabile e la mera concretezza della situazione attuale senza tanti giri di parole vuote, invece ogni settimana ce n'è una nuova, spesso e volentieri totalmente discordante con quanto detto nelle puntate precedenti. Così non può andare, non se ne può più. Non se ne può più delle mezze verità, dei sottintesi e dei non-detti, dei ripensamenti e delle versioni ritrattate più e più volte. Ma come fanno i tifosi ad accordare quella fiducia che tanto sembrate bisognosi di ricevere? Come si può esigere il totale appoggio della gente se nel giro di tre settimane si parla prima di difficoltà economiche, poi di obiettivo serie B e poi di nuovo di problematiche per l'iscrizione? Questa è una montagna russa che non diverte, ma lascia solo nausea e voglia di non risalirci mai più. Diteci per una buona volta le cose come stanno. Portateci, per cortesia, elementi e dati concreti non interpretabili, forniteci numeri precisi: la matematica non è mai stata un'opinione. Diteci se la fideiussione è pronta o lo sarà in tempo, se la documentazione relativa all'iscrizione è completa, se abbiamo tutti i requisiti per continuare in serie C.

 

il presidente Ferretti con il dg RiccioliAnzi no, non ditecelo, bensì mostrateci tutto, a scanso di equivoci. E facciamola finita con le uscite da permalosoni, con le bambinate stile “maestra, il tifoso mi pesta”, con il muro contro muro: è tutto ciò che non ci serve e non ci è mai servito. Entriamo nell'ottica che l'obbligo di un pensiero unico e perfettamente inquadrato è un concetto anacronistico: accettate il dialogo e il contraddittorio. La permanenza del presidente non può dipendere da un sondaggio tra i tifosi: non siamo certo noi che dobbiamo e possiamo decidere. Se la volontà è di lasciare, onori gli impegni e cerchi un acquirente: è questo l'iter, non la conta dei commenti sul web per poter fare la vittima di un ambiente ostile e ingrato che si è semplicemente immaginato. A proposito di cedere, restare, cercare un acquirente e quant'altro, è l'ora che si muova anche la cittadinanza e l'amministrazione comunale. Lo stadio è in concessione a questa proprietà, possibile che il comune non abbia il minimo interesse a monitorare la situazione? Non volete ottenere garanzie circa il proseguimento di un progetto che continui a rappresentare sportivamente il nome di Arezzo nel calcio professionistico in modo quanto meno dignitoso?

 

E tra gli imprenditori facoltosi della nostra bella terra (ancora ce ne sono) è mai possibile che non ce ne sia uno (ne basterebbe mezzo) con un pizzico di amaranto nel cuore? Uno che senta almeno un po' di prurito nel vedere la prima società di calcio della città in un eterno limbo, in equilibrio sul bordo del baratro quasi ogni maledetta estate. Fatevi avanti, se ci siete. Battete un colpo, è questo il momento. Fate qualcosa per la città da cui siete partiti per spiccare il volo. A oggi l'Arezzo non sarà granché affascinante, ma investendo si può raggiungere una promozione che porterebbe sponsor, diritti televisivi e maggiore visibilità... Ok, basta, chiudo qui questo mio vortice di pensieri nella speranza che questo mio appello disperato venga accolto o dal presidente Ferretti o da qualcuno che abbia le spalle larghe e il portafoglio pieno per sostituirlo. Nessuno vuole cacciare Ferretti e nessuno evita di riconoscere le spese fatte finora e l'impegno profuso per la nostra amata squadra, ma tutti vorremmo un presidente più chiaro con la gente che segue e ama questa maglia. Non ci butti via con l'acqua sporca. Mantenga questa promessa e allora forse potremmo volerci fidare ancora.

 

scritto da: Luca Amorosi, 02/07/2017





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