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Modulo 4-3-fantasia e pressing alto: Bellucci ci lavora. Cercasi alternativa a Mosca-gol

I tifosi hanno apprezzato l'atteggiamento positivo nelle prime due amichevoli: voglia, grinta e vivacità non sono mancate, con la squadra che ha cercato di attaccare con costanza. Tra i segnali incoraggianti ci sono le segnature del capitano e un tridente offensivo di alto livello tecnico. L'allenatore dovrà capire se Ferrario può garantire la giusta tenuta atletica, portando alla manovra un surplus di qualità, o se va cercato un altro rimpiazzo sul mercato. In attacco invece manca ancora un innesto over a completare il reparto



Moscardelli e Grossi, due pedine del tridente amarantoIl modulo 4-3-fantasia piace alla gente. Moscardelli ci ha messo molto del suo, trasfomando in oro quasi ogni pallone giocato e strappando applausi in entrambe le amichevoli disputate finora. L'onda lunga delle prodezze del capitano ha spalmato una ottimistica benevolenza verso tutta la squadra, che comunque in queste due uscite ha dimostrato voglia, grinta e vivacità.

La premessa, indispensabile in questo periodo, è che stiamo parlando di due semplici test estivi, utili per le gambe più che per la tattica. L'esperienza insegna che il calcio di luglio e agosto è subdolo come il diavolo tentatore e che i giudizi, quelli articolati, vanno rimandati a più avanti.

Ciò detto, l'Arezzo ha approcciato bene la stagione, con un atteggiamento positivo che è piaciuto ai tifosi, in cerca di appigli per vedere il bicchiere mezzo pieno dopo la tribolata iscrizione al campionato. 

 

Bellucci in queste due sgambate ha puntato subito sullo zoccolo duro, anche perché sabato c'è la Coppa e non aveva troppo tempo per fare esperimenti. Difatti ieri l'undici titolare ha giocato un'ora e i cambi sono arrivati quasi tutti nello scampolo finale. I primi input lanciati al gruppo riguardano un'impostazione votata al presidio della metà campo altrui. Pressing alto e squadra corta sono segnali evidenti di una filosofia di gioco che punta a riconquistare palla nei pressi dell'area avversaria per avere spazi più vulnerabili da attaccare. E' chiaro che l'Arezzo, in certi frangenti, dovrà anche difendersi sulla propria trequarti. ''L'importante - ha detto l'allenatore - è che i giocatori si muovano sempre tutti insieme. Bisogna essere uniti fuori dal campo e pure dentro''.

 

 

Concetti in apparenza banali, di sicuro molto semplici, ma che stanno trovando terreno fertile dentro lo spogliatoio, almeno per adesso. Se Moscardelli è un trascinatore con i gol e con il buon esempio, Grossi sembra più tignoso anche senza pallone tra i piedi. E Cutolo, che non è più un ragazzino, pare aver capito che un tridente di tal fatta può coesistere solo se, oltre al velluto dei piedi mancini, c'è pure spirito di sacrificio.

 

Di Muscat e Yebli, tra i più in forma in questo abbrivio di stagione, abbiamo scritto ieri e nei giorni scorsi. Il mercato adesso sta cominciando a portare i puntelli giusti: di Cutolo sappiamo tutto, Rinaldi aggiunge esperienza e rendimento in una difesa dove Ferrario resta sotto osservazione e non certo per motivi tecnici. Se sta bene, è un regista arretrato con i fiocchi, con un piede a lunga gittata che può compensare in impostazione l'inesperienza di Criscuolo e la predisposizione di Cenetti a fare filtro più che palleggio. Ma se dovesse avere altri acciacchi, bisognerebbe prendere in considerazione l'ipotesi di un rimpiazzo in più.

All'Arezzo manca un ritocco in porta, uno sulla fascia sinistra di difesa e uno, il più importante, in attacco. Moscardelli ha un peso specifico fondamentale per la squadra e arriveranno domeniche in cui occorrerà una forza d'urto maggiore per segnare. D'Ursi è bravo ma è un '95, Di Nardo è bravo ma è un '98 e non sarebbe nemmeno giusto scaricare sulle loro spalle la responsabilità di essere sempre decisivi. Per questo Gemmi cerca una punta che alzi il tasso d'incisività offensiva.

A oggi gli over sono dodici. A prescindere dal futuro di De Feudis, margini di manovra ve ne sono e due pezzi azzeccati potrebbero cambiare le prospettive dell'annata.

 

scritto da: Andrea Avato, 27/07/2017





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