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Meno sei al debutto. Pregi, difetti e il mercato virtualmente chiuso. Arezzo in chiaroscuro

La società non farà altre operazioni in entrata: un centrocampista se De Feudis dovesse partire, altrimenti solo un terzino over di contorno. Ferrario, Grossi, Cellini (per motivi diversi) sono le tre scommesse di Bellucci e Gemmi, dentro un organico che ha punti fermi, qualità, esperienza e alcune incognite, tra cui quelle legate al modulo. A pochi giorni dalla prima di campionato, gli amaranto convivono con luci e ombre



Moscardelli in azione nella partitella giocata a La NaveL'Arezzo non farà altre operazioni di mercato: un centrocampista se De Feudis dovesse partire, altrimenti solo un terzino under di contorno. Le probabilità che si materializzi un colpo last minute sono basse, anche perché le scelte di fondo sono già state delineate.

In difesa c'era il dubbio Ferrario, che si porta dietro qualche ansia legata alla fragilità fisica e non certo all'abilità tecnica. Gli acciacchi dei mesi scorsi, a San Benedetto prima e Arezzo poi, avevano fatto suonare i campanelli d'allarme ma Gemmi ha deciso di puntare su di lui. E Ferrario, dopo i dolorini di Chianciano, fin qui si è sempre allenato con regolarità, anche se la condizione non è al top (il dribbling secco con cui D'Ursi se l'è bevuto ieri in partitella a ridosso dell'area, lo testimonia). Bellucci ha quattro centrali più Sabatino adattabile. Non arriverà nessun altro.

 

In mezzo al campo sono rimasti tutti, da Cenetti a Corradi, da Foglia a De Feudis, per il quale il countdown sta arrivando al termine. Sono quattro elementi che l'anno scorso erano considerati di livello medio/alto, quindi l'Arezzo ha optato per andare sul sicuro. Va verificato se Cenetti sarà quello dei primi due mesi amaranto (buono) o dei successivi due (così così), se Foglia giocherà come nel girone d'andata (da B) o di ritorno (così così), se le certezze prevarranno sulle incognite.

Corradi sembra in palla e in questa squadra fossilizzata sul 4-3-1-2, Bellucci dovrà gestirne con intelligenza la duttilità, sia con questo modulo che con un'eventuale piano B, sfruttandone la poliedricità ma senza sballottarlo in mille zone di campo.

 

Claudio Bellucci, prima stagione da profIn attacco, un po' per scelta e un po' per necessità, l'Arezzo si è messo sulle spalle di Moscardelli, ha puntato sull'esperienza del 34enne Cutolo e, dentro la batteria di punte, ha affiancato alle verdi speranze di Di Nardo la scommessa Cellini, che ha un cv bello tosto ma che non gioca da sette mesi e che, forse, tornerà a metà settembre.

In più Gemmi e Bellucci hanno condiviso la mossa più chiacchierata e discussa dell'estate: dare fiducia alla qualità di Grossi e dargliela nel ruolo di trequarti, mettendolo a galleggiare tra mediana e attacco. Da non scartare la candidatura D'Ursi, che ha fatto un discreto precampionato (per quanto gli avversari siano stati sempre di caratura inferiore) e che ha scalato qualche gradino nelle gerarchie interne rispetto a un anno fa.

 

A pochi giorni dall'esordio in campionato (sciopero permettendo), l'Arezzo è un po' in chiaroscuro. Ha gente che può risolvere le partite con una giocata (Moscardelli su tutti ma anche Cutolo) ed elementi che devono raggiungere l'apice della forma (Foglia ha lavorato spesso a parte, Cenetti idem), una struttura collaudata e una fluidità di manovra ancora da trovare, dentro un modulo che finora è andato a strappi e che, a parte la gara di Coppa con la Triestina, non è stato testato in maniera attendibile fino in fondo.

A oggi tutte le sensazioni, positive e negative, hanno una loro validità. Tra sette giorni potremo parlarne con dati più certi alla mano e una gara ufficiale già in archivio.

 

scritto da: Andrea Avato, 21/08/2017





Partitella a ranghi misti a La Nave
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