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Approssimazione e disimpegno da Ferretti in giù. Analisi del naufragio amaranto all'esordio

La sensazione, anche dopo le parole del presidente allo stadio (che vuol dire ''lascio spazio ai giovani'' se il proprietario è lui?), è che il progetto manchi di punti fermi. Che l'organico non si discosti molto da quello del quarto posto ma che sia demotivato. Che l'allenatore avrebbe bisogno di una società forte e che comunque, fino a oggi, ha preso decisioni tecniche poco felici. Per questo la partita di Gorgonzola assume già un peso rilevante per la stagione dell'Arezzo



il presidente Ferretti in tribuna insieme al dg RiccioliSe volevano stupirci ci sono riusciti. Purtroppo in senso contrario rispetto alle aspettative e alle speranze della vigilia, ma stupore di certo c’è stato nel vedere una squadra così scombinata e imbelle, incapace di gettare nella mischia almeno un po’ di voglia a fronte della palese disorganizzazione. La partita di domenica ha definitivamente dimostrato che lo schema pensato da Bellucci è improponibile per gli interpreti attuali in forza all’Arezzo. Non abbiamo un play basso, perché non lo sono né Foglia (provato con esiti infausti contro la Triestina), né Cenetti e nemmeno De Feudis, che non ha il passo per fare le chiusure necessarie. Non abbiamo un trequartista. Fallito, come purtroppo temevamo, l’esperimento Grossi (non solo contro l’Arzachena, ma anche a Tegoleto…), si può provare ad adattarci Cutolo, ma si tratta per l’appunto di un adattamento con tutti i rischi del caso. E che dire di Foglia e Yebli? Contributo praticamente nullo del primo (irriconoscibile fin dalla primavera scorsa) e confusione più che sostanza del secondo. Risultato? Ogni palla persa diventa una potenziale ripartenza letale mentre i nostri avanti restano costantemente isolati nella morsa avversaria e non ricevono praticamente mai palloni giocabili. Urge quindi archiviare la geometria e tornare alla ragione.

 

Il guaio è che per come è costruita questa rosa non possiamo esimerci dal cercare di occupare il centrocampo avversario, dato che per giocare corti e ripartire ci occorrerebbe gente di gamba e non l'abbiamo più (lo erano Yamga, Bearzotti e Arcidiacono ma anche Polidori). Dobbiamo quindi avanzare ed esporci, cosa che con lo schieramento tattico visto da inizio stagione diventa un rischio mortale anche per l’approssimazione della difesa che esce in due su un uomo ignorando l’avversario che va a dettare la chiusura (gol nr 2 e 3 dell’Arzachena) e mediamente è apparsa più portata ad uno schieramento da calcio balilla che da serie C. Insomma diciamolo senza mezzi termini: l’esordio è stato un disastro.

 

il ds Roberto Gemmi in panchina contro l'ArzachenaLa sensazione di approssimazione che si avverte intorno alla società inevitabilmente si ripercuote sulla squadra. L’allenatore, all’esordio tra i professionisti, avrebbe avuto bisogno di una società forte che lo coprisse e lo legittimasse senza lasciarlo in balia degli umori dei caratteri forti presenti nel gruppo. Poi certamente Bellucci ci sta mettendo del suo. In svantaggio in casa per la seconda volta su due, c’era da rimanere freddi, ragionare e cercare di dare una spinta alla squadra, in difficoltà anche per il gran caldo. Alla prova dei fatti invece si è avuta più la sensazione della confusione mentale (con uno schieramento che, dopo i cambi, ricordava a tratti il celebrato 5-5-5 di Oronzo Canà, con i difensori a fare gli attaccanti e gli attaccanti a fare i difensori) piuttosto che la scelta di uno schema razionale. Adesso rimediare diventa complicatissimo.

 

Prima di tutto perché mi chiedo se ce n’è la volontà da parte della proprietà. L'impressione sinistra di ulteriore disimpegno scandita dalle parole di Ferretti alla presentazione del 23 agosto (che vuol dire “lascio spazio ai giovani” se l’unico proprietario della ditta è lui?) fa paura e l’espressione sempre più cupa di Gemmi non induce a pensieri positivi. Vedremo se da qui alle 24 di stasera si riuscirà a puntellare un organico che poi non si discosta molto da quello del quarto posto (ed ecco che riaffiorano i dubbi e le paure sul fatto che la demotivazione venga da altro): già quello sarà un altro segnale della stagione che ci toccherà vivere.

Altro passaggio fondamentale sarà la partita di sabato a Gorgonzola. Posto che il cuore spera ardentemente che dai “portatori sani di muffa gradevole” si vada a riscattare l’infausto esordio, è certo che un altro naufragio renderebbe inevitabili ed improcrastinabili decisioni estreme sulla guida tecnica. Sottolineo qui il termine naufragio per marcarne la differenza rispetto alla parola sconfitta. Tornare dalla Lombardia senza punti nel carniere ma con una prova finalmente volitiva e tatticamente logica sarebbe molto amaro ma aprirebbe quantomeno prospettive di risalita; uscire dal campo dominati nel modo di affrontare la partita e di leggerne gli sviluppi sarebbe imperdonabile e non più sopportabile. Ultimissima cosa. Domenica con 35 e passa gradi eravamo in 1500 circa sulle gradinate del Città di Arezzo'. A Livorno (per dire), alle 20.30, con altri obiettiv, altra squadra e con rappresentanza ospite erano 1.300. Noi ci siamo e ci saremo, ma l’Arezzo calcio SpA ha ancora voglia di esserci insieme a noi?

 

scritto da: Paolo Galletti, 31/08/2017





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