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Bruno, Pinardi e il solito entusiasmo. Ma la Giana è partita male. Albè: ''Serve umiltà''

Domani gli amaranto giocano in anticipo a Gorgonzola (ore 16.30). I lombardi hanno cambiato poco rispetto alla scorsa stagione ma sono stati battuti in Tim Cup dall'Albinoleffe e in campionato a Piacenza dalla Pro. L'allenatore, sulla panchina biancazzurra da oltre vent'anni, ha strigliato la squadra, che contro l'Arezzo verrà schierata con il 3-4-1-2. Tra i punti di forza anche il difensore Bonalumi e il gioiellino Greselin ('98), corteggiato dal Sassuolo



la formazione della Giana Erminio battuta a PiacenzaDopo la brutta prova di domenica, l’Arezzo prova a cercare il pronto riscatto nella ostica trasferta di Gorgonzola, sul campo della Giana Erminio, reduce dalla sconfitta di Piacenza contro la Pro.

 

Storia e Società. La Giana Erminio ad oggi è l’unica società professionistica ad avere come denominazione un antroponimo, cioè un nome di persona. Erminio Giana, diciannovenne gorgonzolese, sottotenente del 4º reggimento del battaglione alpino "Aosta", cadde sul monte Zugna nel 1916, durante la prima guerra mondiale, e fu insignito della medaglia d'argento al valor militare. Alla guida del club c’è Oreste Bamonte, proprietario di un'azienda leader nel settore caseario, il Caseificio Salernitano, che è anche sponsor della squadra. Al timone dal lontano 1985, quando la squadra militava addirittura in prima categoria, Bamonte è al momento il presidente più longevo in Italia. Al suo fianco Angelo Colombo, oggi responsabile della gestione, nei 15 anni precedenti direttore generale e prima ancora segretario e giocatore, per un totale di circa 40 anni in biancoazzurro.

 

Allenatore. In panchina siede sempre Cesare Albè, una sorta di Ferguson in salsa italiana, perché da oltre vent’anni (stagione 1993/94, con la squadra nel campionato di promozione), allena ininterrottamente la Giana. Classe 1950, originario di Cassano d’Adda, è risoluto, molto preparato tatticamente, dal carattere focoso. Per il pallone nostrano, una sorta di mosca bianca: restare nella stessa panchina per oltre due decenni è qualcosa da guinness dei primati.

 

Albè in panchina con l'inseparabile cappellinoRosa. La società ha deciso di riconfermare la maggior parte dei giocatori, per dare continuità al progetto tecnico intrapreso da qualche anno. Per questo in fase di mercato sono arrivati solo pochi elementi utili a puntellare l'organico: il portiere Taliento (’99 Atalanta), i difensori Foglio (Carrarese), Seck (’98 Virtus Bergamo) e Concina (Caratese), il centrocampista Degeri (ex Pro Patria) e gli attaccanti Bardelloni (Forlì) e Caldirola (’98 Novara).

Dopo ben 8 stagioni non farà più parte della squadra l’ex capitano Marco Biraghi, che ha deciso di scendere di categoria per passare all’ambizioso Crema. Nelle ultime ore di mercato si è consumato il divorzio anche con il portiere titolare Viotti.

 

Formazione. Albè dovrebbe affidarsi al consueto e collaudato 3-4-1-2.

Sanchez in porta, linea difensiva con Bonalumi, Rocchi e Montesanto. Sugli esterni Iovine e Foglio, mentre in mediana Pinardi e Marotta. Tra le linee il gioiellino Greselin, in avanti Bruno e Perna (che dovrebbe essere preferito a Bardelloni). Potrebbe essere del match anche Chiarello, di rientro dalle Universiadi, che contenderebbe in quel caso la maglia a Greselin. Le alternative sono: Seck, Perico e Concina in difesa, Pinto e Capano a centrocampo, Gullit e Caldirola in attacco.

 

Punti di forza. Tra i giocatori da tenere d'occhio c'è Bonalumi: fisico imponente, forte nel gioco aereo (3 gol la scorsa stagione tra cui uno al ritorno all’Arezzo), bravo in anticipo, nonostante la giovane età abile nel guidare la linea. Pinardi: deus ex machina della manovra, ottima tecnica, pericoloso al tiro (suo il 3-3 lo scorso anno al Comunale), giocatore che a Goronzola sta vivendo una seconda giovinezza. Greselin: talentino classe ’98 arrivato dopo il fallimento del Varese, buonissima tecnica, le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione di club di A come il Sassuolo. Infine il bomber e capitano Sasà Bruno, 38 anni a novembre, autore di 18 gol la stagione scorsa, leader carismatico della squadra, forte fisicamente, bravo di testa e cattivo agonisticamente.

 

Sasà Bruno contro l'Arezzo nella gara di un anno faPregi e Difetti. La società ha deciso di cambiare il meno possibile per dare continuità all’ottimo quinto posto della stagione scorsa. Però l’annata non è iniziata nel migliore dei modi: sconfitta casalinga in Tim Cup per mano dell’Albinoleffe (1-3) e domenica esordio amaro in campionato contro la Pro Piacenza (vittoria emiliana per 3-1 con rete lombarda firmata da Perna). La difesa è apparsa distratta e non coordinata nei movimenti, mentre il centrocampo ancora non riesce ad imporre la propria manovra.

Il tecnico lombardo a fine partita ha sbottato contro i suoi: “Sarà necessario ritrovare l’umiltà che ci ha contraddistinto la stagione scorsa”. Albè spera di riproporre al più presto quello che aveva creato soprattutto nell’ultimo anno: un collettivo coeso che giocava a memoria, con un calcio a tratti spettacolare, fatto di scambi e fraseggi in velocità. La Giana è formazione esperta, preparata tatticamente, che domenica almeno nel primo tempo ha fatto vedere buone cose, per poi essere surclassata nella ripresa. Il centrocampo comunque è reparto solido e propositivo, con Marotta interdittore, che si affida alle giocate di Pinardi e agli inserimenti di Greselin o Chiarello.

L’attacco si poggia sulla vena realizzativa e sulla fisicità di Bruno, che nonostante l’età, in categoria, è ancora un signor centravanti. Gli esterni diventano pericolosi se riescono a conquistare campo ma, se attaccati, potrebbero lasciare spazi interessanti per la manovra amaranto.

 

Ultimo precedente. Lo scorso 25 novembre, in un piovoso anticipo del venerdì pomeriggio, le due squadre impattarono per 0-0. Tra le file amaranto si registrò l’esordio di Daniele Borra in campionato.

 

scritto da: Mauro Guerri, 01/09/2017





Pro Piacenza-Giana Erminio 3-1, le immagini

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