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il Ghigo agli allenamenti della squadra
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Una vittoria che fa morale. Mezz'ora di sofferenza e segnali di ripresa: l'Arezzo è vivo

Senza il gol di Sabatino al minuto 93, oggi parleremmo della scellerata gestione del doppio vantaggio, della flessione a inizio secondo tempo e dei punti buttati via. Ma quel gol la squadra se l'è andato a cercare, restando unita nel momento di maggior difficoltà e rialzando la testa dopo il 2-2. Per Bellucci (primo successo da prof) sono arrivati anche segnali incoraggianti: dalla riscossa della vecchia guardia alla linearità del 4-3-3. E adesso si può lavorare con maggiore serenità



in rete la palla del 3-2, Sabatino va a esultare con i tifosiE' una vittoria utile al morale più che alla classifica. E' vero che il -1 resterà un baco per tutto l'anno, e che quindi c'era da alleggerire subito la zavorra, ma in questo momento il risultato pieno serviva soprattutto a sgonfiare l'ambiente dalle tensioni. Parlare di ridimensionamento è facile, più complicato è accettare le sconfitte o, se Sabatino non l'avesse schiaffata dentro, un pareggio in rimonta dopo essere stati avanti 2-0.

Per l'Arezzo adesso si apre una settimana corta in cui si può lavorare con maggior serenità, con la consapevolezza che la rosa ha lacune e punti deboli ma anche risorse e pregi da sfruttare. Dove possa arrivare quest'organico è prematuro dirlo: per esperienza e qualità tecniche, non è così scarso. Anzi. Ha qualche buco, qualche punto interrogativo che troverà soluzione nel medio periodo.

 

E' ovvio, ed è anche banale dirlo, che senza il gol al minuto 93, stamani racconteremmo tutt'altro. Gli argomenti principali sarebbero la scellerata gestione del doppio vantaggio, l'incapacità di ripartire nonostante una Giana sbilanciata in avanti, la flessione (mentale? fisica?, tattica?) del secondo tempo e i punti volatilizzati in classifica. Sono temi che restano d'attualità, perché in effetti la prima mezz'ora della ripresa non è stata giocata con il piglio giusto e l'Arezzo ha rischiato di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, pagando a carissimo prezzo un atteggiamento troppo rinunciatario.

Però ci sono diversi però. Il forcing della Giana è stato costante e organizzato, ma dietro la squadra, pur barcollando a tratti, non ha mollato. E dopo il 2-2, per quei paradossi che spesso si registrano nel calcio, invece che franare definitivamente, ha rialzato la testa. Si sono create due o tre situazioni potenzialmente pericolose, compresa una ripartenza efficace di Corradi cui è mancata solo la rifinitura giusta. E l'angolo conquistato al minuto 93 è un altro segnale di una forza di volontà che non era scontato vedere in campo.

 

Probabilmente non avrebbe meritato di perdere la Giana, ma l'Arezzo non ha rubato niente. Bellucci ha disegnato un 4-3-3 efficace, che nel primo tempo si è mosso con ordine e lucidità, pressando sempre con i tempi giusti e consentendo alla squadra di restare corta. Giocare da subito con un gol di vantaggio ha esaltato le caratteristiche interdittorie di Cenetti e la generosità di Cutolo e D'Ursi ha permesso a Bellucci di avere copertura dietro senza lasciare isolato Moscardelli davanti.

Ci sono trenta minuti della ripresa da rivedere e correggere, ma oggi, dopo la sconfitta con la Triestina in Coppa e l'esordio shock con l'Arzachena, il bicchiere è decisamente più pieno. La vecchia guardia ha lanciato segnali di riscossa, il modulo sembra più razionale e lineare di prima, Ferrario ha portato un quid in più alla difesa e Cutolo ha dimostrato che può ancora fare la differenza. Servono riprove, verifiche, test (quelli che sono mancati in estate), ma sbancare Gorgonzola non era robetta. L'Arezzo c'è riuscito, ha dimostrato carattere e capacità di giocare a calcio. Per Bellucci (prima vittoria da prof) il lavoro può diventare un po' più agevole.

 

scritto da: Andrea Avato, 03/09/2017





Giana Erminio-Arezzo 2-3, la sintesi della partita

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