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Il pimpante Cutolo, l'esultanza di Bellucci, 5 gol fatti e 5 presi. L'Arezzo in cerca di equilibrio

Tra il 2-3 con l'Arzachena e il 3-2 di Gorgonzola ci sono in mezzo diverse cose: la squadra ha fatto passi avanti, anche se due partite da over tradiscono la necessità di trovare in fretta dei punti fermi. La prodezza di Sabatino, uno che firma solo gol decisivi, ha consegnato una settimana di serenità all'allenatore, abbracciato da tutti i giocatori dopo la vittoria. Dai giovani che vanno aspettati a una classifica insolita: in questo particolare momento societario, i risultati del campo possono incidere quanto gli investimenti



Bellucci esulta con i giocatori davanti al settore ospiti dopo il gol di Sabatino1. Dopo due giornate, l'Arezzo ha più punti del Pisa, del Piacenza e dell'Alessandria (che però ha giocato una volta sola). La classifica adesso conta zero o quasi, ma i risultati che stanno uscendo fuori confermano l'equilibrio della serie C, un campionato dove c'è sempre qualche sorpresa e dove la differenza tra fare bene e fare male è molto sottile. Bellucci non avrà la rosa più forte e completa di tutte, ma così a occhio ce ne sono almeno una dozzina peggio.

2. Cutolo è stato da subito tra i più pimpanti. Anche in un precampionato globalmente moscio, con amichevoli mosce e povere d'indicazioni. Tra le poche cose che risaltavano, c'era la sua vivacità. A 34 anni ha ancora cambio passo, allungo e uno contro uno. Difatti, se proprio bisognava insistere con il trequartista, la sua era una candidatura autorevole. Ma a prescindere da ciò, conforta la prova spavalda di Gorgonzola, dove ha segnato un gol che segnano in pochi in C e ha dato un aiuto sostanzioso alla squadra. I paragoni con Biccio Arcidiacono sono inutili e anche prematuri, ma forse forse l'Arezzo ci ha guadagnato.

3. Sabatino segna soltanto gol speciali. Contro il Bassano, febbraio 2015, mise la firma sulla partita simbolo dell'era Capuano. Era quello un Arezzo con le palle che mandava in crisi le grandi e spingeva sempre a pieni giri. Sabato al 93' ha squarciato le nubi fosche sulla testa dell'Arezzo (e di Bellucci), consegnando tre punti alla squadra, un titolo di merito a se stesso e una settimana di serenità all'allenatore.

4. Bellucci al gol di cui sopra ha esultato davanti al settore come un ragazzino. O come se la palla dentro ce l'avesse messa lui, emozione provata svariate volte in carriera. C'è chi dice che si senta ancora calciatore (anche Moscardelli), chi gli consiglia di diventare più padre padrone e meno fratello maggiore. Lo spogliatoio però sembra con lui. A fine partita l'hanno abbracciato tutti con trasporto.

 

 

5. Yebli, Talarico e D'Ursi sono tre under che tra luglio e agosto hanno messo in mostra buone cose. I primi due hanno steccato il debutto, per motivi e circostanze diverse. Il terzo invece, con una stagione d'esperienza in più alle spalle, quest'anno sembra di un'altra pasta. Vanno comunque aspettati, perché con i giovani si fa così.

6. La retorica sul fair-play e la sportività ha raggiunto vette insopportabili e la filosofia del terzo tempo a tutti i costi non è il massimo della vita. Però in effetti Moscardelli è stato onesto e sabato, dopo aver preso due rigori pochi minuti prima, ha detto all'arbitro che l'angolo assegnato non c'era e che bisognava ricominciare dal rinvio dal fondo. Schirru gli ha dato la mano, il pubblico di Gorgonzola lo ha applaudito alla sostituzione. Tutto molto bello, avrebbe detto Pizzul.

7. Quando il Mosca, un po' a sorpresa in verità, è uscito tra i battimani delle tribune, con l'Arezzo che vinceva 2-0 e si era già fatto raggiungere, più di qualcuno ha ripensato a Cremona, a quel nefasto 3-2 e alle conseguenze di quell'harakiri. Siccome ogni partita fa storia a sé, è andata diversamente. Sabatino non era Stanco, in nessun senso.

8. Tra il 2-3 con l'Arzachena e il 3-2 alla Giana ci sono di mezzo diverse cose. L'Arezzo ha fatto passi avanti rispetto all'esordio, ma due partite da over tradiscono una mancanza d'equilibrio che a oggi è il punto su cui lavorare di più. Gli amaranto hanno preso 5 gol (troppi) e 5 ne hanno segnati, uno solo su azione e tutti gli altri su palla ferma. Se quest'ultimo sia un pregio o un difetto lo capiremo.

9. Paolo Grossi a Matera non è andato. Pare che non ci andrà. Trova conferme quindi la versione secondo cui il calciatore abbia rescisso con l'Arezzo e deciso di abbandonare il calcio a 32 anni. L'epilogo dà un senso diverso a tutta la storia.

10. Il progetto deve nascere dall'alto, avevamo scritto settimana scorsa. I risultati del campo, in questo particolare momento societario, possono incidere quanto gli investimenti.

 

scritto da: Andrea Avato, 04/09/2017





Giana Erminio-Arezzo 2-3, intervista a mr Bellucci

Giana Erminio-Arezzo 2-3
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