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SERIE C GIRONE B - 20a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo23Feralpi Salò
Imolese11Padova
Modena20Gubbio
Legnago21Vis Pesaro
Fano00Perugia
Mantova10Fermana
Matelica32Triestina
Samb51Carpi
Sud Tirol21Ravenna
Cesena13V. Verona
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Cristian e Veronica a Capo Nord
NEWS

Parla Gemmi: ''Niente alibi né rimpianti, siamo competitivi. E avevo preso Martinho...''

''In serie C è stato il mercato più difficile degli ultimi dieci anni. Sì, avevamo l'accordo con Magi per la panchina e sono contento che Calabro stia andando bene a Carpi. Ma Bellucci è umile, sa ascoltare, ha entusiasmo: può veramente arrivare in alto. L'accordo con la Sampdoria? E' vero, lo ha voluto il presidente, io ho fatto le operazioni che ritenevo giuste per l'Arezzo''. E poi Grossi, De Feudis, il budget, Gambadori, e la scadenza del 16 settembre per gli stipendi: ''Nessun timore. Ho pensato di dimettermi ma il passato è passato. Mi piace di più guardare al domani''



il ds Gemmi con il presidente Ferretti e la moglie durante un'amichevole''Contento fino in fondo non lo sono mai. Ogni volta che finisce la campagna trasferimenti, mi resta addosso la sensazione che si poteva fare di più. E' il mio carattere, ormai non lo cambio''. Roberto Gemmi, direttore sportivo da gennaio del 2015, negli ultimi mesi ha dovuto gestire alti e bassi micidiali. ''Siamo sulle montagne russe'' disse quando Ferretti stava trattando la cessione della società, una vicenda che s'intersecò con le prime fasi della costruzione del nuovo Arezzo e che creò qualche rallentamento.

 

Com'è stato questo calcio mercato, direttore?

''Il più difficile in assoluto da dieci anni a questa parte, per mille motivi''.

Per esempio?

''Non si sapeva quanti over poteva tesserare ogni società, quante squadre ci sarebbero state in ogni girone, se la prima giornata si sarebbe giocata, chi e quando sarebbe stato ripescato. Non a caso pochissimi giocatori sono saliti dalla C alla B e pochi sono stati portati in C dai dilettanti''.

L'Arezzo poi ha avuto anche difficoltà interne.

''E' vero. Però alla fine abbiamo raggiunto quasi tutti gli obiettivi''.

In rosa ci sono soltanto 13 over anziché 14. Scelta consapevole o scelta obbligata?

''Scelta mia. L'anno scorso a gennaio avevamo la lista al completo e non potevamo acquistare senza cedere. Stavolta, se ce ne fosse necessità, prenderemo subito quel che ci serve. Se poi mi accorgessi che c'è bisogno prima, allora sarebbe diverso. Ma per adesso stiamo così''.

Il budget a disposizione ha condizionato le sue mosse di mercato?

''Di budget non voglio parlare per un motivo semplice: poi diventa un alibi. E a me gli alibi non piacciono. Abbiamo fatto quello che era giusto fare''.

Il 16 settembre è il termine ultimo per il pagamento degli stipendi dei tesserati relativi al mese di giugno. Dopo il ritardo nell'ultima scadenza, con il -1 che arriverà in classifica, ha timori in questo senso?

''Assolutamente no''.

Ai primi di luglio aveva preso Magi per la panchina. Ci sono rimpianti per com'è andata a finire?

''No, io guardo sempre avanti. Avevamo l'accordo ma quel che è stato è stato. Piuttosto sono contento che Calabro stia facendo bene a Carpi, era un profilo che mi piaceva. Anzi, un rimpianto ce l'ho''.

 

Gemmi e mister Bellucci, una gestione iniziata a luglioQuale?

''Avevo chiuso per Martinho, il centrocampista brasiliano. Contratto firmato, poi lui non è voluto scendere in C e ha preferito restare fuori rosa a Bari. Amen''.

De Feudis in uscita, poi confermato, adesso in lotta per un posto da titolare. Non c'è incoerenza in questa storia?

''Non direi. E' una normale storia di mercato, come ce ne sono tante. E' vero che abbiamo provato a cederlo, ma perché volevo ringiovanire il reparto. Non siamo arrivati mai allo scontro né ho forzato la mano. E lui si è comportato con grande professionalità. Ci tornerà molto utile''.

Perché puntare su Ferrario, considerando gli infortuni dell'ultimo periodo?

''Perché Ferrario è forte. So che non potrà giocare 38 partite ma so che quando sarà in campo, ci darà qualcosa in più. Guardate sabato per esempio''.

In difesa l'Arezzo non è un po' corto?

''Per me no. Rinaldi è un ottimo rinforzo, Muscat lo conosciamo. E Varga, che ha steccato l'esordio, può fare il percorso di Solini''.

In attacco c'è tanta qualità. Ma Moscardelli e Cutolo sono abbondantemente over 30, Di Nardo è alla prima esperienza e Cellini è convalescente. Qui si poteva fare qualcosa di diverso?

''Moscardelli e Cutolo li reputo due certezze. Cellini era fuori mercato per noi, potevo prenderlo solo rischiando, visto che è reduce dall'infortunio. Lo seguo da anni, so come lavora e che ragazzo è. E' una scommessa che credo di vincere. Aggiungo che Di Nardo può diventare un giocatore vero''.

A proposito, ma la partnership con la Sampdoria ha portato i frutti sperati? Il presidente Ferretti ha detto pubblicamente, in un'intervista al Corriere di Arezzo, che l'accordo lo ha voluto lui: è davvero così?

''Sì, è così. Credo di avere una buona esperienza su certe questioni, comprese le collaborazioni con club di categoria superiore. E quindi sono andato avanti per la mia strada, facendo quello che reputavo giusto per l'Arezzo. Da Genova sono arrivati tre giocatori che possono darci una mano''.

La risoluzione di contratto di Grossi è anche una sua sconfitta, direttore?

''Ho la presunzione di dire che nessuno conosce Grossi meglio di me, calcisticamente e umanamente. All'inizio del ritiro era motivato e sereno, sennò non l'avrei tenuto. Resto convinto che poteva essere un giocatore decisivo, anche da trequartista. Nel calcio però non tutto va secondo i piani''.

 

adrenalina in panchina durante la partita di GorgonzolaVeramente Grossi smetterà di giocare?

''Gli auguro di no, anche se la sua idea è quella. Dopo l'Arzachena abbiamo parlato e lui ha fatto una scelta da signore. Ha rescisso, ha capito la situazione, ci siamo salutati con affetto. Spero comunque di rivederlo in campo''.

A quel punto, perché prendere Disanto?

''Perché ha caratteristiche funzionali alla squadra. Ha cambio passo, rapidità, uno contro uno. Lo seguivamo da diverso tempo''.

L'anno scorso ha speso parole di elogio per D'Ursi, anche quando non giocava mai. Cosa si aspetta quest'anno?

''Una crescita costante. E' un bambinone ancora, deve capire che non è importante giocare bene, quel che conta è confermarsi ogni settimana''.

Sotto la sua gestione sono stati tesserati pochi under di proprietà, molti di più con la formula del prestito. Non è un cruccio?

''Borra, Bearzotti, Yamga sono comunque giovani che qua hanno fatto bene. Di proprietà abbiamo Talarico, abbiamo D'Ursi, abbiamo anche Gerardini che è un mio pupillo. E' un 2000, deve crescere, ma mi piace il piglio che dimostra quando si allena con la prima squadra''.

Come ha convinto la vecchia guardia a restare ad Arezzo?

''Non ho convinto nessuno. Ho trovato sempre grande disponibilità e devo anche dire che offerte vere non sono arrivate. I giocatori sanno che quest'anno bisognerà soffrire per tanti motivi, compreso il girone che secondo me è il più difficile di tutti''.

Secondo lei la rosa attuale è superiore a quella dell'anno scorso?

''Secondo me è una rosa competitiva. Il campo dirà se è più forte oppure no''.

La stupisce che mister Sottili sia senza squadra in questo momento?

''Sì. E dico che avrebbe meritato di trovare sistemazione, anche per il lavoro svolto l'anno scorso''.

Sono quasi due mesi che Bellucci è ad Arezzo. Si può fare un primo bilancio della sua gestione?

''E' presto. Quello che ho toccato con mano è il suo grande entusiasmo. E soprattutto il fatto che riesce a trasmetterlo alla squadra, è un dettaglio importantissimo. E' umile, sa ascoltare, lavora bene sul campo. Non è scolastico, ha idee interessanti ed è malato di calcio: questo gli consente di imparare in fretta. Gli manca esperienza, lo so io e lo sa lui: dobbiamo dargli tempo e lui deve metterci del suo. Però può veramente fare carriera''.

 

 

Bellucci, Abbruscato, Sussi, il preparatore Montini sono tutti giovani, l'unico più navigato è Tosti. Non è uno staff troppo acerbo per una piazza come Arezzo?

''Ho riflettuto su questa cosa. E dico che il feeling, la collaborazione, l'intesa tra di loro conta più di tutto il resto. Bellucci è il leader del team ed è giusto che sia così''.

Le sue responsabilità, direttore, aumentano dentro un progetto tecnico di questo tipo?

''No. Fosse arrivato uno staff d'esperienza, sarebbe stata la stessa cosa. Dopo la partita con l'Arzachena, ho parlato allo spogliatoio. Ho detto ai giocatori che mancavano tre giorni alla chiusura del mercato: chi non voleva restare, doveva solo farlo presente. Non si è alzato nessuno. C'era anche Bellucci. Ci fosse stato Braglia o Indiani o Magi o un altro, avrei detto identiche cose in identico modo''.

Indiani arriva venerdì con la Pistoiese. Che partita si aspetta?

''Complicata. Dovremo stringere i denti e fronteggiare le difficoltà. Mi aspetto una prestazione che confermi la crescita dell'ultima gara. Poi il risultato dipende da tante cose''.

Dal 2-3 con l'Arzachena al 3-2 di Gorgonzola: com'è possibile?

''Motivazioni. Nel calcio si cercano troppi alibi e quando succede, arrivano i guai. La squadra deve ancora acquisire una certa mentalità, anche se mi pare che sia scattato qualcosa a livello psicologico. E sabato è andata decisamente meglio''. 

Che fine ha fatto Gambadori?

''Ha fatto il corso a Coverciano e lavorerà per l'area scouting, sarà il mio referente di fiducia. Il settore giovanile resta sotto la gestione di Banchetti e Tuzzi. Sul vivaio siamo nella fase del cantiere aperto: ci vogliono investimenti e strutture. E Le Caselle è un progresso notevole. Poi ci vuole anche tempo''.

Dopo due anni e mezzo qua si aspettava una situazione migliore a livello globale dentro l'Arezzo?

''La categoria non aiuta, ma chi lavora in serie C sa che possono crearsi in ogni momento difficoltà economiche, logistiche, gestionali. Io continuo a ripetermi che se uno è bravo, le difficoltà le supera''.

A un certo punto, lo disse lei in una conferenza stampa, pensò di dimettersi e andare via. Poi scelse di restare. Oggi ritiene di aver preso la decisione giusta?

''Sì, quell'incertezza l'ho cancellata. Se sono qui è perché penso che ci siano i presupposti per fare bene. L'ho detto prima: il passato è passato, mi piace di più guardare al domani''.

 

scritto da: Andrea Avato, 06/09/2017





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