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SERIE C GIRONE B - 36a giornata

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Davide, Nicola e Niccolò all'Emirates Stadium di Londra
NEWS

Mesi di apatia e gioco che latita. Adesso tocca alla squadra: si può dare (molto) di più

Pavanel dovrà metterci del suo per invertire il trend d'inizio stagione, ma una reazione forte devono tirarla fuori i giocatori. L'Arezzo è grosso modo quello dell'annata scorsa, che da febbraio in poi è andato in calando e non si è più ripreso: nelle ultime dodici partite tra campionato, play-off e Coppa, soltanto due vittorie e ben sette sconfitte. Alcuni elementi sono stati sopravvalutati o ci sono cause contingenti che ne zavorrano il rendimento? La risposta la darà il campo e anche la tifoseria ha perso la pazienza. Da lunedì bisogna cambiare marcia



per l'Arezzo soltanto due vittorie nelle ultime dodici gare ufficialiPavanel dovrà metterci molto del suo, ma dopo la svolta in panchina si attende una reazione forte dalla squadra. Del resto anche Bellucci, a commiato ancora caldo, ha fatto un grande in bocca al lupo al suo successore, specificando che ne avrebbe avuto bisogno. ''I giocatori devono crederci di più'' ha scritto l'ex tecnico amaranto nella sua lettera di saluto, lasciando intendere che ok, tattica e tecnica avranno influito su quest'inizio di stagione, ma pure la testa è stata determinante. In negativo.

Abbiamo già scritto che la formazione uscita battuta da Piacenza era per sette undicesimi la stessa che a Piacenza aveva vinto pochi mesi prima. Da quel primo aprile in avanti, l'Arezzo ha giocato dieci partite di campionato, una di play-off e una di Tim Cup. Il bilancio è magro: due vittorie, tre pareggi, sette sconfitte, con una qualità di gioco complessivamente mediocre. Tra Sottili e Bellucci è rimasto un filo rosso che adesso Pavanel dovrà recidere.

 

Difficile pensare che sia una questione di modulo. 3-5-2, 4-2-3-1, 4-4-2, 4-3-1-2, 4-3-3: in queste settimane si è visto un po' di tutto e l'apatia di una rosa confermata in molti dei suoi elementi cardine non è mai evaporata. Sarà la preparazione atletica, sarà l'ambiente, saranno gli acciacchi di alcuni giocatori, sarà la carenza di motivazioni (ma perché?): fatto sta che l'Arezzo da un bel po' gira in seconda marcia e non riesce a darsi uno scrollone.

 

il gol di Romero che ha deciso la partita di PiacenzaLa vera sfida di Pavanel sta proprio qui, nel restituire dinamismo, convinzione e rendimento a calciatori in flessione costante, al punto che molti cominciano a coltivare il sospetto di averli sopravvalutati. Invece probabilmente non è così, ma è il campo che deve certificare l'inversione di tendenza e di tempo per aspettare ormai non ce n'è più. Anche i tifosi, giustamente, hanno perso la pazienza e vogliono risposte da lunedì.

 

Esemplificando. Borra l'anno scorso aveva stupito per la calma olimpica con cui aveva ereditato il posto da titolare di Benassi. Usciva che era una bellezza, adesso sembra timoroso e se ne sta sulla riga di porta. Luciani era un pendolino che dietro magari concedeva qualcosa, ma quando spingeva, creava superiorità e andava al cross. Ora è troppo tenero e non affonda. Foglia si era ritagliato il ruolo decisivo dell'incursore, accompagnava l'azione e dava profondità, oltre che qualità. Oggi fa il comprimario e non più il protagonista.

Sono tre nomi ma se ne potrebbero fare di più, da Cenetti (che il botolo ringhioso a metà campo lo ha fatto solo a sprazzi) allo stesso Cutolo, acquistato per fare la differenza e lasciare il marchio, mentre invece sta vivendo di lampi per poi spegnersi troppo presto.

Pavanel può sfruttare una settimana piena prima di presentare il suo Arezzo contro la Lucchese. E dal suo lavoro dipenderanno molte cose della partita di lunedì e del prossimo futuro. E' chiaro però che una risposta convincente deve darla anche la squadra, da troppo tempo languida e intorpidita a dispetto delle sollecitazioni esterne. E' il caso di dire: adesso o mai più.

 

scritto da: Andrea Avato, 22/09/2017





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