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SERIE C GIRONE A - 18a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Pianese12Pontedera
Pro Vercelli00Pistoiese
Siena10Como
Arezzodom15Gozzano
Juventus U23dom15Carrarese
Leccodom15Olbia
Pro Patriadom15Novara
Albinoleffedom17.30Renate
Monzadom17.30Giana Erminio
Pergolettesedom17.30Alessandria
MONDO AMARANTO
Alessio a Praga
NEWS

Cinque mesi di errori, parole al vento e sconfitte pesanti. E la colpa sarebbe dei tifosi?

Sofferente cronistoria amaranto dal 13 maggio a oggi, dall'eliminazione nei play-off contro la Lucchese all'ennesima batosta di lunedì sera, sempre contro i rossoneri. Promesse non mantenute, obiettivi cambiati in corsa, scelte tecniche incomprensibili e risultati record in negativo, accompagnati dalle stilettate del presidente Ferretti sugli abbonamenti e su chi segue la squadra in trasferta: in mezzo a questo marasma, la gente non può non essere delusa e arrabbiata



lo striscione di contestazione esposto lunedì sera contro FerrettiE anche questa settimana “punti punti”. Che tristezza dover ripescare, per cercare di strapparci un sorriso a denti stretti, la vecchia ironia da Novantesimo minuto del povero Marcello Giannini... Il fatto è che non si sa più a che santo votarsi e l’ennesima sconfitta stagionale rischia di trasformare la rabbia in rassegnazione, l’indignazione in sconforto, in una spirale che ci fa male e ci trascina sempre più giù. Certamente per arrivare a questo punto, uno dei più bassi agonisticamente parlando della storia dell’Arezzo (anzi, 7 sconfitte di fila in casa non le avevamo mai messe insieme nella ultranovantennale storia del pallone aretino), ce l’abbiamo veramente messa tutta. Vale la pena forse, anche per sgombrare il campo una volta per tutte dagli equivoci e dalle accuse anche recentemente piovute su città e tifosi, riassumere le vicende da quel dannato 13 maggio ad oggi.

 

 

Dunque: si perde con la Lucchese in maniera inopinata e oscena la gara secca del primo turno dei play off. Normale lo shock in tutti noi (e pure una massiccia dose di incazzatura). Dopo qualche giorno parla il presidente: si dice deluso come e più di noi, ma niente paura, si rilancia alla grande e si punta alla promozione. Così Gemmi parte per il mercato e noi leggiamo che si trattano Santini e Taugourdeau, che per la panchina si punta ad un giovane emergente ma con prospettiva, per cui Calabro, Magi e Pavanel che il ds già metteva nel mazzo dei possibili trainer vincenti. Manco il tempo di farci la bocca che salta fuori la notizia della trattativa per la vendita della società e delle difficoltà finanziarie di Ferretti. Si scherzava. Tutto fermo in attesa del cavaliere bianco. Tutto vuol dire tutto; saltati i contratti quasi definiti, saltati gli allenatori, sospesi i pagamenti degli stipendi…. Venti giorni di fibrillazione pura e poi niente da fare. Il gruppo di elevato standing si dilegua e ci viene detto che bisognerà fare con quel che c’è, perché come si diceva una volta: bambole, non c’è una lira. Conferma di gran parte dei pezzi pregiati della stagione precedente e qualche giovane di valore.

 

 

Detto così potrebbe essere nemmeno male perché se non smantelli il gruppo, le potenzialità restano buone; prendi un allenatore con le palle e sbarchi la stagione magari anche divertendoti. Si rincorrono i nomi di Indiani (uno che ad Arezzo verrebbe a piedi) e di altri tecnici ma come un fulmine a ciel sereno arriva la notizia dell’ingaggio di Claudio Bellucci, fresco reduce da un paio di stagioni alla guida di baldanzosi quindicenni nel vivaio della Sampdoria. Allibiti! Tra il campionato allievi e la serie C c’è più o meno la stessa distanza che c’è da qui a New York, ma il tutto fa parte di un accordo con la società blucerchiata che ci girerà giovani di valore per fargli fare le ossa in serie C. Ah beh! Allora. Allora Ponce va al Livorno, Leverbe all’Olbia (oh, dico all’Olbia!) e da noi arrivano Varga, Criscuolo e Di Nardo. Solo quest’ultimo con un minimo di esperienza fatta tra primavera e panchina a Latina. Si ingaggiano Talarico e Yebli (presentato come il Pogba della terza serie) ma anche Cutolo e Rinaldi.

 

la presentazione alla stampa di Aniello CutoloInizia il ritiro e il tono delle dichiarazioni è di un moscio incredibile. Tutti a parlar di salvezza: ma come, hai tre quarti della squadra arrivata quarta lo scorso anno e si parla di salvezza? Si lancia la campagna abbonamenti che più che una questione di cuore pare una questione di portafoglio: aboliti parecchi sconti (tra cui quelli ai pensionati). Bellucci ci mette tanto entusiasmo ma gli manca quasi tutto il resto. Non lo aiuta chi lo sostiene nello studiare una squadra incentrata su Paolo Grossi, il cui livello di affidabilità (per raggiunta saturazione e ci può stare…) era già palese dallo scorso campionato. Si fa una preparazione a bassa quota (Chianciano) e si allestiscono amichevoli risibili che non danno mai modo di valutare l’effettiva consistenza della squadra. Così alla prima stagionale contro la Triestina si becca subito. Vabbè, siamo imballati, solo 15 giorni di preparazione. Avanti con le amichevoli improbabili e prima di campionato con la matricola Arzachena. Si parte con un 4-3-1-2 e si finisce con un imbarazzante 5-5-5 e la prima sconfitta. Il caos pare totale.

 

 

Paradossalmente a trar d’impaccio lo staff tecnico è il perno della squadra: Grossi lascia l’Arezzo e il calcio. Si impone il cambio di modulo anche se intanto si son buttati al vento 60 giorni buoni. Neanche il tempo di riprender fiato con la faticosa vittoria di Gorgonzola (arrivata dopo brividi alla cremonese) che la squadra si smarrisce di nuovo contro la Pistoiese al Comunale. Si giocano si e no venti minuti, gol del Mosca e traversa di Cutolo, poi è solo Pistoiese e sagra dell’errore da parte nostra. Alcuni dei protagonisti dello scorso anno hanno mandato i fratelli imbranati a giocare e non si leva un ragno dal buco. Dal momento che l’effetto stupore pare decisamente andare a virare sull’umore nero, dalla poltrona presidenziale si ricominciano a pizzicare tifosi e città, colpevoli di poco amore. Eppure quest’anno lo sponsor principale (chiedo scusa, main sponsorperché a parlare in italiano ormai si fa peccato…) è la famiglia Butali che procura anche altri soldarelli tramite il gruppo telefonico Hauwei, poi altre due aziende intervengono a sostegno. Era da tanto che non accadeva, l’indifferenza è un’altra cosa.

 

l'ultimo saluto di Bellucci ai tifosi prima dell'esoneroPurtroppo la squadra continua a balbettare. A Piacenza in una gara dai ritmi soporiferi riusciamo a regalare due gol su due tiri ai nostri avversari. Inevitabile la decisione di esonerare Bellucci. Ovvia, si punterà ora, data la situazione complicatina, su un tecnico d’esperienza che ci guidi fuori dal pantano. Remondina, Atzori, no: Pavanel. Pallino estivo di Gemmi, arriva ora a cercare di dare la svolta ad una stagione già partita molto male. Un’altra scommessa sulla quale si gioca tutto soprattutto il direttore Gemmi. Appena arrivato il tecnico veneto deve richiamare l’attenzione sul fatto che una squadra professionistica deve allenarsi almeno due ore (anche perché, dice con ragione, la partita dura 90 minuti). Terrore: fino ad oggi che hanno fatto? Interroghi gli spettatori degli allenamenti e ti dicono tutti che con Bellucci le sedute duravano massimo un’ora e mezza con pause per le lezioni tattiche. Ecco perché i crampi già alla seconda partita (Foglia). Però vien da chiedersi: la società dov’era? C’era bisogno che arrivasse Pavanel per evidenziare l’insufficienza degli allenamenti (e quindi della tenuta dei giocatori in campo)? Non bastava questo dato per imporre una decisione diversa ancor prima che si cominciassero a collezionare figure su e giù per l’Italia ma soprattutto in casa nostra?

 

 

Ancora il neo allenatore dopo la sconfitta con la Lucchese, che arricchisce l’amaro Guinnes nostrano: ''Bisogna trovare le distanze giuste, bisogna alzare l’attenzione in difesa, dobbiamo studiare qualcosa sulle palle inattive”. Sacrosanto, ma considerazioni da precampionato; ovvero abbiamo buttato via tre mesi, la squadra è fatta di 15/16 elementi più o meno affidabili (gli 11 di domenica più Cenetti, Rinaldi e Cellini, quando pronto, più Talarico che ce lo metto perché secondo me crocefisso anzitempo e forse, utilizzato dove può giocare e catechizzato a dovere, Di Nardo). Dietro il vuoto: Yebli corre tanto ma quasi sempre a vuoto, Varga si è dimostrato più che immaturo per la categoria, Criscuolo e Benucci mai visti. Gerardini invece si potrebbe anche se è tanto giovane. Basta una squalifica per gettarci nel panico. Il modulo è da ripensare perché questi uomini il 4-3-3 non lo riescono a fare (non in queste condizioni fisiche e probabilmente non in assoluto per caratteristiche dei singoli). E con tutto questo la colpa è la nostra? 

 

scritto da: Paolo Galletti, 28/09/2017





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