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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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NEWS

Sguardo fisso in campo, oggi c'è la partita. Finalmente abbiamo ritrovato l'Arezzo

C'era il timore di aver perso la nostra squadra del cuore, invece è saltata fuori quando meno ce l'aspettavamo. Alessandria, Pontedera, Livorno ci hanno riconsegnato il piacere di vedere all'opera i nostri giocatori, rivitalizzati dal nuovo allenatore. Oggi però è vietato distrarsi. E il pubblico vuole riprendere a sperare in un futuro migliore



la coreografia amaranto a LivornoSignori, abbiamo ritrovato l’Arezzo. Pensavamo di averlo perso ormai ed eravamo terrorizzati, un po’ come quando non si ritrova il borsello, le chiavi di casa o il cellulare, non si sa dove si sono messi, si cercano un po’ dappertutto ma intanto si comincia a valutare tutte le ipotesi, anche le più catastrofiche. Insomma, avevamo perduto una cosa essenziale senza la quale non si può stare, poi però, come spesso accade, ecco che ricompare proprio quando meno te l’aspetti. Chi l’avrebbe mai detto, infatti, di sbancare Vercelli battendo l’Alessandria e chi, solo una settimana e mezzo fa, avrebbe mai pensato di uscire indenne dal Picchi contro la (ex) capolista, reduce oltretutto dal turno di riposo, e di nutrire addirittura qualche piccolo rimpianto. L’abbiamo ritrovato il nostro amato Arezzo e ora ce lo vogliamo tenere stretto: non vogliamo nemmeno rischiare di perderlo ancora.

 

Buona parte del merito della ricomparsa del cavallino è della guida che sta portando gli amaranto fuori dalla burrasca: tanto bene si è detto di mister Pavanel finora, ma la cosa che più risalta agli occhi, anzi alle orecchie, è che adesso che potrebbe prendersi solo gli elogi e i meriti, preferisce invece puntualizzare ciò che non va, precisare che c’è da fare di più, evidenziare i nostri limiti. Questo è lo spirito giusto: mai pensare di essere arrivati, bensì volere sempre fare un passo avanti, trovare l’aspetto da migliorare e lavorare per farlo. Il giocattolo Arezzo sembrava proprio da buttare: gli ingranaggi s’erano inceppati e le singole parti parevano arrugginiti e logori. Massimo “l’aggiustatutto” invece l’ha smontato e ha rimesso ogni pezzo al suo posto concedendosi anche il lusso di qualche accorgimento assente nel manuale d’uso come Corradi quinto a sinistra, aspetto che ha calamitato le attenzioni di appassionati e addetti ai lavori.

 

la curva Minghelli nell'ultimo match casalingoEcco allora che abbiamo ritrovato una squadra piacevole da vedere e consapevole della propria forza. Non solo, consapevole anche dei propri limiti, ma non più per abbattersi e farsi trascinare dagli eventi, ma per fare quel qualcosa in più necessario a superarli. Abbiamo ritrovato anche entusiasmo, fiducia e ottimismo, perché sembra chiaro che da ora in poi, al di là dei risultati finali, ce la possiamo giocare con chiunque e dovunque, e il tempo per rimarginare il distacco che ci separa dai piani alti della classifica ancora c’è. Giocare in casa forse fa un po’ meno paura, però oggi serve un’ulteriore prova della nostra crescita: confermare la ritrovata solidità difensiva (due gol subiti nelle ultime tre partite), migliorare la gestione della palla (il mister ha ribadito questo concetto in conferenza stampa) e, soprattutto, uscire con tre punti in tasca sono gli obiettivi da completare per superare il livello di oggi e passare al successivo.

 

Come i ritardi dei pagamenti del presidente a giugno stanno lasciando strascichi ogni volta che sopraggiunge una scadenza “burocratica”, anche sul campo può essere rimasta ancora qualche scoria del tragico inizio di stagione. Sta a noi come squadra, oggi, dimostrare che non è così, che il passato è passato, che quell’Arezzo non esiste più e che il futuro è più roseo. E sta a noi come tifosi stare compatti al fianco della squadra ora che si è meritata nuovamente la nostra fiducia. Pronti? Indossiamo una maglia amaranto, prendiamo la sciarpa, non dimentichiamoci la voce, prepariamo braccia e mani e scaldiamo il cuore. Alle 14.30 inizia una nuova battaglia da vivere al tuo fianco. Alò Arezzo, abbiamo occhi solo per te!


scritto da: Luca Amorosi, 15/10/2017





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