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Uomini liberi, classifica che scotta e un domani incerto. In bilico tra passione e paura

Sono passati soltanto sette anni da quando l'Ac Arezzo chiuse i battenti e oggi ci stiamo riavvicinando al punto di partenza. Dal passo indietro di Ferretti all'impegno del sindaco: sono stati giorni convulsi che ripropongono ansie e timori. Eppure non può andare sempre tutto storto. E la squadra può veramente rappresentare l'appiglio cui aggrapparsi



Era il 2010 quando l’Ac Arezzo chiuse i battenti. Niente più Lega Pro, niente più stagioni ai vertici per tentare il ritorno in B, niente più calcio, se non fosse stato per un benefattore che risponde al nome di Marco Massetti. Sembra passato un secolo: in realtà sono solo sette anni eppure ecco che riappaiono i fantasmi, le paure, il terrore di finire di nuovo nel baratro. Ferretti si disimpegna e l’Arezzo deve trovare un nuovo presidente a breve se non vuole collezionare punti di penalizzazione per poi sparire dopo una lenta agonia. Il sindaco si sta mobilitando e già di per sé questa è una notizia e una differenza rispetto al recente passato che induce un minimo di ottimismo, però la preoccupazione resta eccome. È con questi presupposti che l’Arezzo gioca oggi a Monza in una partita che almeno superficialmente sembra di secondaria importanza rispetto a quella da giocare extra-campo, in cui si decide il futuro degli amaranto e la possibilità per noi di continuare a nutrire la nostra passione. Noi che non meritiamo di certo un’altra batosta. Noi che non la meriteremmo mai, in alcun momento, come non la meriterebbe nessuna tifoseria in Italia e nel mondo, figuriamoci poi dopo così pochi anni. Ma non può sempre andare tutto storto, no? Questa benedetta ruota dovrà girare prima o poi, sbaglio?

 

Confidiamo quindi che qualche imprenditore interessato ci sia davvero: aretino o da fuori non importa, cordata o meno è irrilevante. Gli ingredienti necessari sarebbero pochi ma forse stanno diventando difficili da reperire: servirebbero disponibilità economiche per gestire la società e le relative spese senza troppi affanni e poi rispetto e onestà nei nostri confronti. Questi ultimi due sembrano essere mancati a Ferretti in troppe circostanze: ripescaggi annunciati e poi rifiutati, trattative con personaggi a dir poco loschi, conferenze stampa ravvicinate con dichiarazioni agli antipodi, esternazioni sui social offensive nei confronti della tifoseria, anche di quella organizzata che non ha mai fatto mancare appoggio, e poi arroganza (anche se ritiene di non esserlo) e presunzione di superiorità… Tutte cose che hanno fatto male più delle sconfitte sul campo e che non hanno mai permesso al rapporto con la piazza di decollare come sarebbe stato auspicabile per il bene di tutti. Nell’ultimo periodo, evidentemente, è mancato anche il primo ingrediente, quella disponibilità economica che è come il lievito per fare un dolce. Le spese sono tante, la liquidità necessaria è elevata, nessuno lo nega come nessuno gli ordinò cinque anni fa di prendere in gestione l’Arezzo.

 

Ora siamo in bilico, attaccati a un filo chissà quanto sottile. Lo siamo fuori dal campo ma lo siamo anche dentro. L’imminente penalizzazione ci decurterà quei pochi punti conquistati finora, rendendo la classifica preoccupante tanto quanto la situazione burocratica. Ogni match andrà giocato contro avversari in carne e ossa e pensieri che esulano da quel rettangolo verde. È capitato già altre volte che squadre con situazioni societarie traballanti abbiano fatto più che bene in campo, quindi speriamo che accada anche qua. Pavanel sembra poter essere una bella ancora cui aggrapparsi: le sue dichiarazioni sempre lucide e sincere fanno credere che la squadra sia connessa, centrata (come dice lui), concentrata solo sul pallone. Oggi servono gli uomini liberi di cui parla il mister, quelli che si prendono la responsabilità di sollevare non solo una squadra ma una città intera, quelli che danno qualcosa in più perché serve qualcosa in più, quelli che proprio ora che sembra impossibile giocano con la mente sgombra. Oggi e da ora in poi servirà il miglior Arezzo e servirà tutto l’appoggio di chi c’è e ci sarà. Regalateci un raggio di sole che squarci i nuvoloni neri e faccia tornare un po’ di sereno, anche solo per una sera!

 

scritto da: Luca Amorosi, 22/10/2017





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