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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Imolese02Arezzo
Fano12V. Verona
Gubbio11Feralpi Salò
Samb11Legnago
Sud Tirol11Perugia
Carpi22Triestina
Cesena00Modena
Fermana11Matelica
Mantova21Ravenna
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L'ultimo tabù, nessuna rassegnazione, 2.279 sugli spalti, veleni in arrivo, i consigli del saggio

La vittoria in casa è sfuggita ancora una volta, ma la squadra ha confermato di essere viva e di non avere intenzione di tirare i remi in barca, nascondendosi dietro l'alibi della crisi societaria. L'appello dei tifosi ha portato più gente del solito allo stadio, con numeri che poche società di serie C possono vantare, anche se a molti questo dato sembra non interessare... Ci sarebbe da spendere parole per il ritrovato De Deudis e per il Mosca a caccia dei 200 gol in carriera, invece incombono le penalizzazioni. E' un momento cruciale, complicato e maleodorante per l'Arezzo, in cui nessuno si fida di nessuno. Ma ''ciò che non vedi con gli occhi, non inventarlo con la bocca''. E' un aforisma da tenere a mente



esultanza amaranto dopo il gol di Moscardelli alla Viterbese1. Coscienza e onestà intellettuale ci impongono di guardare al di là degli episodi. Il fischio di Perotti al minuto 31 del secondo tempo è stato un sibilo assassino che ha tramortito la speranza di condurre in porto la vittoria. La Viterbese però non ha rubato niente e, analizzando con oggettività, ha dimostrato di essere forte e solida. Se rimpianti dobbiamo averne, non riguardano questa partita.

2. Detto ciò, il rigore non c'era. Magari ne daranno uno tarocco anche all'Arezzo e protesteranno gli altri. La ruota gira e funziona così.

3. Va aggiunto che per la seconda volta consecutiva il legno ha salvato Borra, la squadra e probabilmente il punteggio finale. D'Errico ne prese due in un colpo solo a Monza (sullo 0-0), Bismark ne ha preso uno che grida vendetta, un paio di minuti dopo la rete del Mosca. Oggi, se quei palloni fossero finiti dentro, racconteremmo altro, ma con i se e con i ma la storia non si fa. E gli episodi ti girano bene quando in campo ci metti qualcosa in più. Altrimenti ti andrebbero tutte storte.

4. L'abbiamo già detto e giova ripeterlo: la squadra non si sta rassegnando al destino di chi non ha niente da chiedere. Né sta tirando i remi in barca, riparandosi dietro l'alibi della crisi societaria. E' vero che certe reazioni emotive nel calcio sono frequenti, ma non era scontato succedesse. La gente, obnubilata dal tifo cieco secondo qualche solone, e in realtà molto più acuta dei soloni stessi, se ne accorge. E applaude non a caso.

5. La partita della mobilitazione generale, preceduta dal festival degli striscioni appesi in giro per la città, ha portato allo stadio 2.279 spettatori. In serie C pochissime piazze possono vantare certi numeri. Ma ad Arezzo l'opinione generale è che il calcio interessa a mille scemi. Mah.

 

 

6. Annotazione a metà tra tecnica e buona sorte. Meno male che i muscoli di Jefferson non sono d'acciaio. E meno male che è uscito dopo mezz'ora, periodo in cui aveva affettato la difesa amaranto con inusitata facilità. La finta di corpo su Sabatino e il dribbling in corsa su Rinaldi, con palla di qua e lui di là, avevano sollevato meraviglia e terrore al tempo stesso. Bel giocatore (al quale, adesso, auguriamo di rimettersi in fretta).

7. Beppe De Feudis è stato sul mercato fino all'ultim'ora dell'ultimo giorno con il cartello ''vendesi'' attaccato al collo. Questione di ingaggio. Ha iniziato la stagione da panchinaro e quando ha giocato titolare, sembrava un regista senza più idee. Da un mese in qua invece si è trasformato e ora, nella testa di chi lo vede smistare palla, ha insinuato il dubbio che 34 anni non siano poi così tanti. Che gli dei del calcio lo preservino fino a giugno.

8. Il Mosca è a 4 gol quest'anno. L'anno scorso ne segnò 16 in campionato, uno in Coppa e uno ai play-off. In totale siamo a 22 in amaranto. In carriera è a 186. Arrivasse a 200 in questa stagione, chissà l'Arezzo fino a dove salirebbe in classifica... Ma questi, vista la situazione, sono pensieri dolorosi e bisogna riporli nel cassetto.

9. A novembre arriva la prima penalizzazione. Sarà un'ingozzata di veleno che ce ne ricorderemo per un pezzo. Almeno fino a quella dopo.

10. E' un periodo strano per l'Arezzo. Complicato. Cruciale. Maleodorante. C'è chi non si fida di Ghinelli. Chi non si fida di Riccioli. Chi non si fida nemmeno di Gemmi. Pochissimi si fidano di Ferretti. Quasi nessuno degli imprenditori nostrani. Ancora meno della politica in generale. Nessuno si fida di nessuno. In questo guazzabuglio di situazioni, impressioni, stati d'animo, è facile spargere dubbi, illazioni, rancori. Forse è anche liberatorio. Ma il saggio diceva: ''ciò che non vedi con gli occhi, non inventarlo con la bocca''. Teniamo a mente il consiglio. Per l'Arezzo ne vale la pena.

 

scritto da: Andrea Avato, 31/10/2017





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Arezzo-Viterbese 1-1
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