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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
IN SERIE B
Virtus Entella, Pordenone, Juve Stabia, Pisa, Trapani
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Pisa22Triestina
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Lucchese10Bisceglie
Bisceglie3-3dcrLucchese
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Fano, Paganese, Virtus Verona, Cuneo, Bisceglie
MONDO AMARANTO
pittoresco tifoso amaranto
NEWS

Quella volta che... c'erano le lasagne sul pullman per Torino

22 dicembre 2006, data che resterà nella storia dell'Arezzo. Quella notte gli amaranto pareggiarono all'Olimpico contro la Juventus di Buffon, Trezeguet e Del Piero. Un viaggio lunghissimo ma con tante sorprese culinarie, la temperatura polare del Piemonte, lo svantaggio di due gol, la rimonta firmata da Martinetti, il ritorno verso casa in cui nessuno sentiva più né freddo né fame



i tifosi amaranto all'Olimpico di TorinoStagione 2006/2007, l’ultima in serie B, e che finì con la retrocessione a seguito della famigerata penalizzazione del post “Calciopoli”. In una stagione del genere ci siamo comunque tolti enormi soddisfazioni, tipo eliminare Udinese e Livorno in Coppa Italia e arrivare ai quarti di finale dove abbiamo battuto anche il Milan per 1-0, aver impedito al Rimini di accedere ai play off, ma soprattutto il pareggio all’Olimpico di Torino. Quella credo rimarrà la più grande soddisfazione di quell’annata e una delle più grandi di tutta la storia amaranto, e sto ancora cercando la cornice adatta per inquadrare il biglietto di quella gara. Era il 22 dicembre 2006, faceva molto freddo già ad Arezzo, figuriamoci a Torino; ricordo che non andai a scuola, anche perché era l’ultimo giorno prima delle vacanze di Natale e avevo la possibilità di firmare la giustificazione da solo, quindi preferii fare le cose con calma e prepararmi al grande evento. Andai a comprare i panini per pranzo (visto che il ritrovo era verso mezzogiorno nel piazzale dello stadio) e per cena, e nello zaino portai anche un libro oltre al lettore mp3, con la speranza (vana) di ingannare l’attesa del viaggio biblico che dovevamo affrontare. Partimmo sui celeberrimi pullman sgangherati e nemmeno arrivati al casello, qualcuno iniziò a togliere teglie su teglie dalle borse e a distribuire pietanze ai passeggeri. Non si trattava di panini o pizze: lasagne, melanzane alla parmigiana, patate al forno, fiaschi di vino e birre. Sembrava un banchetto, non una trasferta, ed è stato bellissimo da vedere. L’unica cosa brutta è stata sentire quei favolosi odori e pensare che il mio pranzo era una schiacciatina col salame… Dopo la parte culinaria, c’era da calarsi nella drammaticità del viaggio, di una lunghezza assurda perché già Torino è lontana da Arezzo, figuriamoci se il viaggio si fa in pullman. Difatti arrivammo circa alle 19.30, se non più tardi, e ad accoglierci c’era la più totale indifferenza, oltre a un freddo polare.

 

il biglietto d'ingresso per il settore ospitiLa Juventus, abituata a scontri al vertice con i club più blasonati d’Italia e con squadroni europei, vedeva arrivare in casa propria una squadra come l’Arezzo, e la sensazione che provai anche dentro agli spalti fu di assoluta noncuranza nei nostri riguardi, come se fossimo trasparenti agli occhi dei torinesi, che non si scomodarono nemmeno a offenderci. Non c’era il pienone e inoltre anche l’atmosfera non era delle più rilassate visto che nella settimana precedente alla partita erano morti due giovani giocatori bianconeri annegati in un laghetto nel complesso di Vinovo. Sulla panchina amaranto sedeva Maurizio Sarri, subentrato ad Antonio Conte, e su quella bianconera c’era Didier Deschamps, e ovviamente nelle teste di tutti i presenti e credo anche di tutti quelli che vedevano la partita in tv, eravamo la vittima sacrificale. Nel primo tempo invece, se si esclude una traversa colpita sul finale di frazione da Del Piero, l’Arezzo non rischiò quasi niente e si comportò anche in maniera ordinata sfiorando pure il gol con Floro Flores. Tutto questo nello stupore generale, perché in campo c’erano (su tutti) giocatori come lo stesso Del Piero, Trezeguet e Buffon, gente che aveva vinto campionati e mondiali, non cose da ridere. Nella ripresa, lo stupore e la speranza di uscire indenni da Torino vennero meno quando in poco tempo Trezeguet e Palladino misero a segno un 1-2 micidiale che fece crollare il morale del settore, perché con il minimo sforzo i bianconeri erano riusciti a segnare due reti, anche di pregevole fattura, con la naturalezza con la quale io bevo un bicchiere d’acqua. E il primo pensiero che mi passò in testa fu quello che potevamo andare incontro alla goleada.

 

Martinetti batte Buffon dal dischetto del rigoreMa poi entrò Daniele Martinetti, e dopo un errore di Trezeguet che poteva dare il terzo gol ai padroni di casa, usufruimmo di un calcio di rigore per fallo di Boumsong su Floro Flores, e Martinetti accorciò le distanze. Ero incredulo, prima di tutto che ci avessero dato un rigore contro la Juve, e poi che avessimo fatto gol a Buffon: l’Arezzo aveva segnato al portiere più forte del mondo… era incredibile! Ovviamente nella mia testa iniziò a crearsi una piccolissima speranza di arrivare al pareggio, ma era un sogno più che un pensiero. Poi però, quando passarono alcuni minuti, e vidi Martinetti tuffarsi per raggiungere un cross dalla destra di Croce, Buffon distendersi ma non agguantare la sfera, e la rete gonfiarsi, non ci capii più niente. Non poteva essere vero, avevamo segnato ancora. Vista la prospettiva distorta che avevamo dal settore, pensai anche che la palla avesse colpito i cartelloni, ma il delirio che si creò mi fece comprendere cosa era successo. C’era gente che letteralmente volò per terra, chi iniziò a correre e a spiaccicarsi contro il plexiglass per offendere i tifosi di casa, io mi ritrovai in piedi tre file sotto a dove ero prima del gol, senza danni e soprattutto senza accorgermi di come avessi fatto, gente che urlava e che quasi piangeva dalla contentezza. E sull’Olimpico calò ancora di più il gelo. Nemmeno l’espulsione di Terra nel finale (anche se mi fece impaurire da matti) ci impedì di entrare nella storia, di portare via un punto da Torino contro la Juventus, e al fischio finale la gioia era incontenibile. Mentre stavo uscendo il cellulare praticamente esplose perché tantissima gente mi mandava messaggi o chiamava per sentire se era vero che avevamo pareggiato, nonostante avesse visto la partita in Tv. Da quel momento non mi importò nulla se mi aspettavano altre 7 ore abbondanti di pullman, se avevo fame o freddo, mi interessava solo che tornavamo a casa imbattuti. Una delle più belle soddisfazioni della mia “vita amaranto”.


scritto da: Daniele Turchini, 23/03/2012





Amaranto story - Juventus-Arezzo 2-2

COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: il ferro, il 23/03/2012 alle 11:11

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ricordare queste emozioni e vedere la nostra Arezzo umiliata del Pierantonio mi spacca il core....

questa partita l'avrò rivista 20 volte.....e se tolgo l'enfasi del tifoso vi assicuro che dopo il 2-2 abbiamo subìto un arbitraggio da chiamare i carabinieri. almeno 10 punizioni inventate o invertite gli ultimi 10 minuti..... che schifo.....MA CHE GIOIA!!

e con un presidente aretino l'arezzo raggiunse allo stesso tempo il  suo massimo e il suo minimo.....ma di certo lo racconteremo da vecchi,quando i nostri nipoti sciarpa al collo partiranno per la traferta a alberoro.....che una volta l'arezzo fece il culo al milan e pareggiò con la juve......

Commento 2 - Inviato da: bravoo, il 23/03/2012 alle 11:40

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ero presente...e sul 2-2 di martinetti...montai sul cornicione della vetrata e feci vedre il culo a tutti i juventini....che goduria.....quanto milano...

Commento 3 - Inviato da: chiana, il 23/03/2012 alle 11:57

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L'unica cosa strana di quella giornata fu il basso numero di tifosi presenti... a milano in 1000 a torino in 200. Misteri della ns tifoseria...

Comunque giusto per ribadire... A TORINO 4 COGLIONI, IN ITALIA TANTI TERRONI!

Commento 4 - Inviato da: ciabu, il 23/03/2012 alle 13:05

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presente!!!!!!!!!!!!!!!! mamma mia che giornata che fu quella

Commento 5 - Inviato da: Secco69, il 23/03/2012 alle 18:51

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Una gioia incalcolabile.....al nostro gol del 2-2 sembravamo un formicaio impazzito..

Commento 6 - Inviato da: Mascalzone Chianino, il 24/03/2012 alle 11:25

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Causa lavoro, fui costretto a farmi il viaggio di andata da solo in treno. Appena arrivato alla stazione di Torino, vidi passare il pullman della squadra della Juve: la cosa piĆ¹ gentile che gli fu detta dalla gente per strada fu: "merde, tornate a casa vostra". E, ripeto, si giocava a Torino...