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Caro 2017, non ci mancherai... Il gol di Benucci, il rogito di Matteoni: speranze amaranto

Un diciannovenne nato in provincia, prodotto del vivaio, che segna un gol in prima squadra proprio nel periodo in cui una società vera alle spalle non c'è. E' come il bucaneve che spunta dalla coltre bianca, il segnale beneaugurante per il futuro. Quello che si chiude è stato un anno contraddittorio: alla crisi extracampo fanno da contraltare una squadra competitiva, un allenatore bravo e un centro sportivo che è la vera svolta dopo 94 anni di storia. Adesso, il 3 gennaio, tocca a Marco Matteoni, che con un post su Facebook ha ringraziato i tifosi per l'affetto. A lui, e a noi, tanti auguri e un grande in bocca al lupo



Più della barba del Mosca, protesa verso la sud insieme ai pugni stretti e ai tatuaggi in bella vista, è beneaugurante il gol di Max Benucci, che ha chiuso la partita con la Giana Erminio, risparmiando agli stoici milleecinquecento del Comunale, altri minuti di ansia assoluta. 19 anni, nato in provincia, Benucci è un prodotto del vivaio. A suo modo, ha compiuto un'impresa, anche perché l'ultimo gol di un aretino nei professionisti l'aveva firmato addirittura Mirko Barbagli una vita fa (questo dato statistico l'ha svelato Elvis ieri durante l'intervista, non sono andato a controllarne l'effettiva veridicità ma mi fido...).

Benucci che la butta dentro mentre l'Arezzo ha una società farlocca alle spalle è un po' come il bucaneve che spunta da sotto la coltre bianca. E Dio solo sa quanto ci fosse bisogno di segnali incoraggianti per il futuro.

 

Il 2017 va in archivio con il veleno nella coda, dopo che l'inizio era stato all'insegna della melassa. Il 12 febbraio, prima di Arezzo-Lucchese, nel mirino c'era niente meno che il primo posto. Poi sono successe mille cose, sia sul campo che fuori. Diciamo che le premesse non sono state mantenute, i play-off si sono rivelati una doccia gelata e la situazione societaria è inesorabilmente implosa.

 

 

L'Arezzo oggi è un club in difficoltà, anche se il 2017 resterà l'anno delle contraddizioni: a fronte di una stabilità societaria da trovare in fretta, c'è una squadra comunque competitiva, un allenatore che sa fare il suo mestiere e un centro sportivo che rappresenta il vero fattore di svolta rispetto ai 94 anni precedenti.

 

Avremo modo per analizzare tutto l'ambaradan, da Ferretti alla Neos Solution, da Nuccilli alla Sampdoria, da Sottili a Pavanel passando per Bellucci, ma ora la data da circoletto rosso è quella del 3 gennaio, quando Marco Matteoni (e se tocchiamo ferro non si offenderà) dovrebbe diventare il nuovo proprietario dell'Us Arezzo. Oggi su Facebook ha scritto:

''Cari tutti, sinceramente è una giornata un po’ così, un anno fa ho perso mia madre e a fine settembre mio padre, il mitico toscanaccio Francesco Matteoni. Vi confesso che qualche lacrima è uscita ma, e il MA è enorme, siete usciti voi amici tifosi dell’Arezzo che mi avete avvolto col vostro affetto. Ieri in curva, oggi con i messaggi. Beh, ve lo dico col cuore: siete stati unici, eccezionali. Vi voglio bene e, senza inutili proclami, farò di tutto per far sì che la N O S T R A squadra stia dove merita di stare. Ancora grazie e buon anno a tutti''.

Auguri a noi, vecchi cuori amaranto. E un in bocca al lupo grande così a Marco Matteoni.

 

scritto da: Andrea Avato, 31/12/2017





Matteoni: ''Il 3 gennaio compro e voltiamo pagina''

Arezzo-Giana Erminio 4-2
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