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Le esigenze del budget, le ambizioni dei tifosi. L'Arezzo in cerca di un punto d'incontro

Gennaio è il mese di Zavaglia e Di Iorio, chiamati a far quadrare i conti senza svilire la qualità dell'organico a disposizione di Pavanel. Per mantenere la categoria serviranno compattezza, unità d'intenti, motivazioni e rinforzi giusti, visto che di tagli dolorosi probabilmente ce ne saranno. Certo è che ridurre i costi, come annunciato dal direttore generale, potrebbe rendere più complicato allestire una rosa da primi posti. Ed è questo uno dei nodi che dovrà sciogliere il presidente Matteoni



il direttore generale Franco ZavagliaLavori in corso. Questo sarà il mese di Zavaglia e Di Iorio; a loro tocca il compito di cercare di far quadrare i conti senza svilire la qualità dell’organico a disposizione di Pavanel. Ad oggi bisognare dare atto che almeno il programma è chiaro e che la situazione pare avviata alla normalizzazione con il pagamento degli stipendi (per i quali si attende, date le esperienze del passato, conferma di ricezione). C’è da raggiungere la salvezza (a causa della pesante penalizzazione e per colpe ormai note, ché altrimenti si sarebbe potuto e dovuto ragionar d’altro) e da farlo senza patemi. Per questa ragione saranno decisivi due fattori per l’Arezzo che dovremo sostenere di qui a maggio: compattezza e qualità.

 

La prima sta a significare che chi decide di restare dovrà farlo convinto della scelta e pronto a combattere ogni partita come se valesse una stagione. Chi rimane dovrà avere assimilato il concetto che quella maglia che indosserà la domenica e/o il sabato è una sorta di seconda pelle e che per quella si lotta fino all’ultimo respiro. La qualità in aggiunta o in sostituzione di chi se ne andrà dovranno portarla i nuovi arrivati e per questo agli esperti di mercato chiediamo di usare fantasia e coraggio. Scegliere giovani potrebbe essere un rischio calcolato; abbiamo qua un allenatore abituato a forgiarli e ad ottenere il meglio da loro, che riesce a dargli convinzione e consapevolezza come ha fatto con Varga, che da spaurito ed implume ragazzetto in balia all’avversario come ci era apparso all’esordio, è diventato dopo qualche settimana di “cura veneta” un baluardo fondamentale del reparto arretrato.

 

il dt Di Iorio in tribuna a Olbia insieme a mister PavanelOvvio che meno si cambia meglio è, ma la sensazione è che per raggiungere il monte ingaggi prefissato, di tagli dolorosi ne dovremo sopportare qualcuno in più di quelli annunciati e che la qualità complessiva è destinata comunque a scendere (si spera il meno possibile). A questo riguardo però c’è qualcosa che meriterebbe di essere chiarito meglio soprattutto in prospettiva futura. Una spesa mensile intorno ai 50/60.000 euro per un gruppo di 22 giocatori significa certamente oculata gestione, auspicabile consolidamento, ma certamente non corrisponde (aggiungerei purtroppo, ma i valori di mercato questo dicono ormai da tempo) ad una rosa da primi posti.

 

Dice Zavaglia che da giugno sarà diverso. Ecco: ci piacerebbe che questa “diversità programmatica” che da giugno ci dovrebbe dare certezze e prospettive venisse un po’ meglio definita, tradotta in un progetto costruito su fatti e idee che abbiano una loro concretezza; altrimenti si rischia di continuare il cruciverba verbale che ci sta accompagnando ormai da troppi anni senza che poi ci sia un ritorno effettivo in termini di risultati. Matteoni ha promesso di chiarire meglio le intenzioni alla vigilia della ripresa del campionato. Attendiamo con la fiducia che merita chi si è assunto l’onere (ma anche l’onore, inutile girarci intorno) di guidare il glorioso sodalizio amaranto. Attendiamo indicazioni ma soprattutto fatti, concretezza, quella valorizzazione del brand e dell’immagine coniugata con un positivo riscontro sul campo che ci è stata promessa il 3 gennaio. Con il cuore acceso, la voglia di crederci e l’ottimismo della ragione che in questo momento pare sostenuto da evidenze forti. Ma con gli occhi aperti: sempre.

 

scritto da: Paolo Galletti, 11/01/2018





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