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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

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Pistoiese in salute in campo e fuori. Aumento di capitale e la cura Indiani che funziona

Nei giorni scorsi la Holding Arancione ha provveduto al versamento di 300mila euro: l'obiettivo è l'autosufficienza economica della società. La rosa è stata profondamente cambiata in estate e affidata alla guida di uno degli allenatori più esperti della categoria, imbattuto contro l'Arezzo da cinque gare consecutive. Domenica probabile 4-3-2-1: Hamlili, Surraco e l'attaccante Ferrari (doppietta all'andata) tra i punti di forza



la formazione della Pistoiese che vinse all'andata per 2-1Dopo la sosta e la piccola rivoluzione subita, l’Arezzo prova a fare risultato e continuare la propria marcia nel derby di Pistoia. Gli arancioni con 26 punti, seguono in classifica, ad una lunghezza, la squadra di Pavanel.

 

Storia e Società. Alla presidenza c’è Orazio Ferrari, architetto ed immobiliarista, che dal giugno 2010 è alla guida del club. Dopo il fallimento del 2009, la “governance” è affiancata dalla Holding Arancione, presieduta da Andrea Bonechi, che ha come intento l’autosufficienza finanziaria ed economica della società. Nei giorni scorsi c'è stato un aumento di capitale di 300 mila euro (circa il 30% delle quote societarie), che è stato diviso tra ventidue soci che hanno aderito alla Holding Arancione. Bonechi ha spiegato così il nuovo ingresso nel club: "La Holding ha un vincolo territoriale, quindi chi entra deve avere interessi rilevanti in città. Poi si deve avere sincera passione. In prima battuta si cercano persone conosciute che possano poi far da tramite, perché non vogliamo arricchire la Pistoiese per comprare un nuovo giocatore, ma per riavvicinare la parte più attiva della città alle sorti della squadra”.

Nota di colore: nel nuovo statuto societario, redatto dopo il fallimento, caso probabilmente unico in Italia, si sancisce il divieto di acquisizione futura del club da parte di una proprietà non pistoiese.

 

Allenatore. Alla guida della squadra c’è sempre Paolo Indiani. Nativo di Certaldo, classe ’54, in carriera sulla panchina di numerosi club tra cui Lucchese, Crotone, Sangiovannese, Grosseto e Perugia. Il mister è approdato a Pistoia dopo ben cinque stagioni alla guida del Pontedera, con cui aveva vinto un campionato e ottenuto quattro agevoli salvezze. Abile ad adattare le proprie squadre agli avversari, è tra gli allenatori maggiormente preparati tatticamente ed esperti in categoria, ed una sorta di bestia nera per l’Arezzo, visto che negli ultimi cinque incontri non ha mai perso.

 

Paolo Indiani, bestia nera dell'ArezzoRosa. Dopo la rivoluzione estiva effettuata dal responsabile dell'area tecnica Federico Bargagna (ex Pisa) il mercato invernale ancora non è decollato. Comunque in settimana è stato perfezionato il passaggio in arancione del centrocampista Picchi (’97, nipote di Armando) dall’Empoli. Probabilmente il miglior acquisto della squadra del presidente Ferrari, sarà il pieno e completo recupero fisico di Caio De Cenco arrivato in estate e reduce dalla rottura del perone subito nello scorso maggio. Mentre in uscita ci potrebbero essere le cessioni di Franco Ferrari (‘95, molto richiesto in categoria) e Zappa (che pare sia seguito dal Livorno).

 

Formazione. Indiani, a cui mancherà il lungo degente Priola (lesione al collaterale) e probabilmente Rossini, schiererà i suoi con un solido e quadrato 4-3-2-1. In porta Zaccagno, linea difensiva con Mulas e Regoli sugli esterni, Nossa e Quaranta come coppia centrale. In mediana Hamlili, Minardi e uno tra Tartaglione e Luperini. Tra le linee Surraco e Zappa, mentre l’attacco poggerà sulle spalle di Ferrari. Le alternative sono rappresentate da Dosio e Zullo in difesa, Papini, Picchi ed Eleuteri in mediana, Vrioni e De Cenco in attacco.

 

Punti di Forza. Tra i punti di forza l’italo-marocchino Hamlili, mediano “tascabile” dinamico, coriaceo in interdizione, pericoloso negli inserimenti; Viviano Minardi, centrocampista classe ’98, proprietà Genoa, si è guadagnato una maglia da titolare a suon di ottime prestazioni, spiccata duttilità, buone qualità fisica e discreti tempi d’inserimento; Paolo Regoli, esterno mancino dotato di buona gamba, ottima corsa, che fa dell’agonismo uno dei suoi marchi di fabbrica; Juan Ignacio Surraco, capace di fare la differenza in terza serie, per lui esperienze in A e B, bravo a disimpegnarsi su tutto il fronte offensivo, alla ricerca continua della profondità, pericoloso da fuori; infine Franco Ferrari, attaccante argentino nativo di Rosario, 7 reti in stagione (doppietta all'andata), forte fisicamente, dotato tecnicamente, ottimo in area di rigore.

 

il gol di Ferrari su rigore al ComunalePregi e Difetti. La società in estate aveva deciso di cambiare in modo radicale la rosa, dopo i risultati al di sotto delle aspettative dalla stagione scorsa, che aveva deluso tutto l’ambiente pistoiese. In panchina si è puntato sulla bravura tattica e sull’esperienza di Paolo Indiani, una sicurezza in categoria. Nonostante la lentezza nel costruire la squadra (addirittura è stato posticipato di qualche giorno il ritiro perché ancora la rosa era priva di numerosi elementi), il direttore Bargagna ha allestito un organico di tutto rispetto. Si è cercato di puntare su un mix di giocatori esperti, alcuni reduci da infortuni o da stagioni poco brillanti, come Rossini, Nossa, Papini, Regoli, De Cenco e Surraco e su giovani interessanti come Zaccagno, Mulas, Zappa, Minardi, Tartaglione (cresciuto nel vivaio della Pistoiese) e Ferrari.

Il cammino della Pistoiese, nonostante una buona qualità tecnica, è stato zavorrato dai troppi pareggi ottenuti (ben 8 in 19 partite) che non hanno permesso alla squadra di Indiani di ottenere una posizione stabile nei play-off, obbiettivo minimo stagionale. La difesa, priva da tempo di capitan Priola e spesso anche di Rossini, i due giocatori più esperti e di maggiore qualità, è tra le più battute del girone con 28 reti al passivo. Numeri negativi soprattutto lontano dal Melani. In casa la Pistoiese ha subito soltanto 9 gol, ma la retroguardia ha incassato almeno una rete in tutte le ultime nove gare. La mediana è maggiormente a suo agio in fase di costruzione dove nel ruolo di play si alternano Luperini e Papini e dove si stanno mettendo in luce i giovani Minardi e Tartaglione (giocatore cresciuto nelle giovanili degli arancioni). La manovra offensiva si poggia sulle idee e sull’estro di Surraco, sulla forza fisica e la cattiveria agonistica di Ferrari e sulle qualità di Vrioni. Il giovane (’98) ex Samp con 6 gol si sta ritagliando spazi importanti che stanno mettendo in mostra le sue qualità sotto porta ed in fase di appoggio della manovra.

Per il definitivo salto di qualità agli arancioni manca il pieno recupero fisico di Papini e De Cenco, reduci da lunghi stop, ma con doti tecniche ed agonistiche superiori alla media in categoria, a cui Indiani chiederà fosforo nel gioco e nella manovra (Papini) e gol e prestanza fisica (De Cenco). Al Melani il cammino è ottimo: 5 vittorie, 3 pareggi e solo una sconfitta (1-2 contro il Siena datato 8 novembre). Lo score vede 14 reti fatte e 9 subite.

 

Ultimo precedente. Risale al 6 novembre 2016 quando le squadre impattarono per 1-1. Gran gol su punizione di Paolo Grossi e pareggio arancione nei secondi finali con Proia. All’andata la squadra di Indiani si impose in rimonta per 2-1. Vantaggio amaranto con Moscardelli e rimonta firmata da una doppietta di Franco Ferrari.

 

scritto da: Mauro Guerri, 19/01/2018





Pistoiese-Gavorrano 3-1, le immagini della partita

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